Il telefono funzionava bene, poi arriva un aggiornamento e dopo qualche giorno si spegne da solo, rallenta, scalda. Il centro assistenza dice che il modello è vecchio e che conviene cambiarlo. Chi ha vissuto questa sequenza si è chiesto se fosse un caso. Su vicende di questo tipo esistono provvedimenti dell’autorità, e da poco esistono anche obblighi informativi espressi su durata e aggiornamenti.
Con due provvedimenti dell’Autorità antitrust del 25 settembre 2018, relative ai casi PS11009 e PS11039 e pubblicate il 24 ottobre 2018, l’autorità ha sanzionato due produttori per avere indotto i consumatori a installare aggiornamenti su dispositivi che non potevano supportarli, senza informazioni adeguate e senza possibilità di tornare alla versione precedente. Le norme applicate sono gli articoli 20, 21, 22 e 24 del Codice del consumo, con l’omessa informazione ricondotta alle omissioni ingannevoli. Le sanzioni sono state di dieci milioni di euro per uno dei due gruppi, che ha cumulato due violazioni, e di cinque milioni per l’altro.
Che cosa è stato contestato
Non il fatto che un dispositivo invecchi, che è fisiologico, ma la combinazione di tre comportamenti.
Il primo: proporre aggiornamenti a dispositivi con hardware più vecchio senza dire che le prestazioni potevano peggiorare.
Il secondo: presentare la richiesta di aggiornamento in modo insistente, tanto che per rinviarla l’utente doveva attivarsi.
Il terzo: non consentire il ritorno alla versione precedente, cosicché l’effetto non era reversibile.
A questo si aggiungeva, nella ricostruzione dell’autorità, il costo delle riparazioni elevato rispetto al valore residuo del dispositivo, che spingeva alla sostituzione con un modello nuovo dello stesso produttore.
Sull’importo l’ambiguità della prima fonte si è chiarita verificando la cronaca del comunicato dell’autorità: le sanzioni complessive sono state di dieci milioni di euro a un gruppo e cinque milioni all’altro, per un totale di quindici milioni, e il gruppo sanzionato con dieci milioni ha cumulato due distinte violazioni. Le cifre restano da leggere sui provvedimenti pubblicati dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato se devono entrare in un atto, ma la proporzione fra i due casi è questa e non quella che circola.
Che cosa puoi contestare oggi
Le informazioni mancanti su durata e aggiornamenti. Con le nuove regole sulle asserzioni ambientali applicabili dal 27 settembre 2026, le omissioni e le informazioni scorrette su durabilità, riparabilità e aggiornamenti software rientrano fra le pratiche vietate. Significa che un prodotto digitale venduto senza dire per quanto tempo riceve aggiornamenti è una posizione contestabile.
Il difetto di conformità. Se un aggiornamento rende il bene meno funzionante di come era stato presentato, la questione non riguarda soltanto la correttezza dell’informazione ma anche la conformità del bene a quanto pattuito, e si fa valere verso il venditore nei termini della garanzia legale.
La riparazione negata o resa antieconomica. Qui il collegamento è con il diritto alla riparazione, che per alcune categorie impone la riparazione anche fuori garanzia e vieta le pratiche che ostacolano la riparabilità.
Che cosa non si può contestare, per onestà: il semplice fatto che un modello di cinque o sei anni sia più lento di uno nuovo, o che una batteria dopo molti cicli abbia meno autonomia. L’usura non è un difetto, e una contestazione impostata così non ha margini.
Come si documenta
Annota la data dell’aggiornamento e il numero della versione installata, prima e dopo. È l’informazione che collega il problema alla causa, e dopo qualche mese non si ricostruisce.
Conserva le schermate dei messaggi che proponevano l’aggiornamento, in particolare se non lasciavano alternative chiare.
Documenta il comportamento del dispositivo prima e dopo: spegnimenti, rallentamenti, autonomia, con date.
Conserva i preventivi di riparazione ricevuti, perché il rapporto fra costo della riparazione e valore del dispositivo è uno degli elementi che l’autorità ha considerato.
E tieni la prova d’acquisto con la data, perché da lì dipende se la garanzia legale è ancora utilizzabile.
A chi si segnala
Al venditore, per la conformità del bene, entro i termini della garanzia legale: è la strada che può dare un risultato diretto sul tuo prodotto.
All’autorità competente sulle pratiche commerciali scorrette, per le informazioni mancanti o fuorvianti: è la strada che produce effetti sul mercato, non sul singolo acquisto, e va detto con chiarezza.
E con le associazioni, quando la vicenda riguarda un modello specifico e molte persone: in questa materia i procedimenti nascono dall’aggregazione di casi simili, perché un comportamento seriale si vede solo guardando molti dispositivi insieme.
Che cosa fa lo Sportello +Tutela
Lo Sportello +Tutela di Consumerismo distingue prima di tutto l’usura dal difetto, perché una contestazione fondata sull’invecchiamento fisiologico non ha prospettive e impostarla fa perdere tempo. Verifica se il bene è ancora coperto dalla garanzia legale, che è la strada con l’effetto più diretto. Imposta la contestazione sulle informazioni mancanti su durata e aggiornamenti, che da settembre 2026 sono un obbligo espresso. Raccoglie la documentazione nel modo giusto, a partire dalle versioni installate e dalle date. E aggrega i casi che riguardano lo stesso modello, perché in questa materia il peso lo fa la serialità. La verifica iniziale della posizione è gratuita. Segue la pratica fino alla definizione, nelle condizioni che ti vengono spiegate al primo contatto.
Quali documenti servono
La prova d’acquisto con la data, il modello esatto, la versione del sistema prima e dopo l’aggiornamento con le date, le schermate dei messaggi di aggiornamento, l’annotazione dei malfunzionamenti con le date, i preventivi di riparazione ricevuti e le risposte del servizio clienti o del centro assistenza.
Tempi realistici e possibili esiti
Le contestazioni verso il venditore entro la garanzia legale, sostenute da una documentazione che collega l’aggiornamento al malfunzionamento, hanno la prospettiva più concreta e tempi di settimane. Le segnalazioni all’autorità producono effetti sulle prassi dei produttori con tempi di mesi o anni, e non restituiscono il valore del singolo dispositivo. Dove il dispositivo è fuori garanzia e il problema è l’usura, il margine non c’è e va detto subito. Lo Sportello verifica la posizione e imposta la contestazione, senza garantire l’esito.
Per approfondire: Codice del consumo · Autorità garante della concorrenza e del mercato · provvedimenti dell’Autorità antitrust del 25 settembre 2018
Per lo Sportello +Tutela puoi anche scrivere a piututela@consumerismo.it o telefonare allo 0694805440.
Domande frequenti
Un aggiornamento ha rallentato il mio telefono: posso fare qualcosa?
Dipende da che cosa ti è stato detto prima. Nel 2018 l’autorità ha sanzionato due produttori per aver indotto a installare aggiornamenti su dispositivi che non potevano supportarli, senza informazioni adeguate e senza possibilità di tornare indietro. Annota subito le versioni installate e le date.
Esiste l’obsolescenza programmata come illecito?
Non come fattispecie autonoma: le vicende vengono affrontate con le norme sulle pratiche commerciali scorrette, in particolare gli articoli 20, 21, 22 e 24 del Codice del consumo, e con quelle sulla conformità del bene. Il punto contestabile è l’informazione mancante, non l’invecchiamento in sé.
Che cosa è cambiato di recente?
Dal 27 settembre 2026 le omissioni e le informazioni scorrette su durabilità, riparabilità e aggiornamenti software rientrano fra le pratiche vietate. Un prodotto digitale venduto senza dire per quanto tempo riceve aggiornamenti è quindi una posizione contestabile.
La batteria dura molto meno di prima: è un difetto?
Non necessariamente: l’usura di una batteria dopo molti cicli è fisiologica e una contestazione impostata così non ha margini. Diventa rilevante se il degrado è legato a un aggiornamento o se le informazioni sulla durata e sulla manutenzione non sono state fornite adeguatamente.
Mi conviene contestare al venditore o segnalare all’autorità?
Entrambe le cose, ma con aspettative diverse: la contestazione al venditore, dentro la garanzia legale, è l’unica che può dare un risultato sul tuo prodotto. La segnalazione all’autorità incide sulle prassi del produttore e non restituisce il valore del singolo dispositivo.
La riparazione costa quasi come un telefono nuovo.
È uno degli elementi che l’autorità ha considerato nelle vicende del 2018. Conserva i preventivi: oltre a essere un elemento della contestazione, il tema si collega alle nuove regole sulla riparazione, che per alcune categorie impongono pezzi a prezzi ragionevoli.
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