CATEGORIA: +Tutela Turismo e vacanza rovinata

Overbooking in hotel: la camera non c’è all’arrivo

Sistemazione equivalente, spese di trasferimento e restituzione di quanto pagato: cosa chiedere e perché qui non valgono le regole dei voli.

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Prenotazione confermata, pagamento già effettuato, e alla reception la frase che nessuno si aspetta: la camera non c’è. Capita di sera, capita in alta stagione, capita quando trovare un’alternativa nella stessa zona è difficile. E capita che la struttura si limiti a comunicare il problema, come se la questione fosse solo tua.

Non esiste una norma specifica sull’overbooking alberghiero: a differenza del volo, dove le compensazioni sono stabilite da un regolamento europeo, qui valgono le regole generali del codice civile sull’inadempimento. L’articolo 1218 stabilisce che il debitore che non esegue esattamente la prestazione dovuta è tenuto al risarcimento del danno, se non prova che l’inadempimento è stato determinato da impossibilità della prestazione derivante da causa a lui non imputabile: l’onere della prova liberatoria è dunque della struttura, non tua. L’articolo 1453 ti consente di scegliere fra chiedere l’adempimento e chiedere la risoluzione del contratto, salvo in ogni caso il risarcimento del danno. E l’articolo 1223 stabilisce che il risarcimento comprende la perdita subita e il mancato guadagno, in quanto ne siano conseguenza immediata e diretta.

Che cosa significa, tradotto

Primo: non devi dimostrare la colpa della struttura. Ti basta provare la prenotazione e il fatto che la camera non c’era; è la struttura che per liberarsi deve provare un’impossibilità derivante da causa non imputabile a lei, e il tutto esaurito per sovrapprenotazione non è un’impossibilità di quel tipo: è una scelta commerciale.

Secondo: puoi scegliere fra chiedere che la prestazione venga eseguita, cioè una camera, e sciogliere il contratto facendoti restituire quanto hai pagato. In entrambi i casi il risarcimento resta salvo.

Terzo: il risarcimento copre la perdita subita purché sia conseguenza immediata e diretta. È il criterio con cui si decide che cosa rientra: la differenza di prezzo e il taxi per raggiungere l’altra struttura passano senza difficoltà, una cena rovinata molto meno.

Quarto, e qui l’obbligo che tutti citano va detto con precisione. Che la struttura debba procurarti una sistemazione equivalente non è scritto in nessuna norma sull’overbooking: è il modo più semplice che ha di adempiere, o di contenere il danno che altrimenti dovrà risarcire. La scheda sull’overbooking alberghiero e la scheda sulla camera prenotata e non disponibile che abbiamo consultato lo presentano come un dovere della struttura, insieme alle spese di trasferimento e ai maggiori costi, ma nessuna delle due cita una norma e una usa espressamente il condizionale. La richiesta si fa, e di solito funziona proprio perché alla struttura costa meno del risarcimento, ma non è un diritto azionabile come il diritto alla riprotezione su un volo.

La caparra: qui la regola è precisa

L’articolo 1385 del codice civile distingue in modo netto, e la distinzione vale soldi.

In caso di regolare adempimento la caparra va restituita o imputata alla prestazione, cioè scalata da quanto devi. Se è inadempiente chi l’ha data, l’altra parte può recedere dal contratto trattenendola. Se è inadempiente chi l’ha ricevuta, cioè la struttura, l’altra parte può recedere dal contratto ed esigere il doppio della caparra.

E se la parte non inadempiente preferisce domandare l’esecuzione o la risoluzione invece di recedere, il risarcimento è regolato dalle norme generali: il doppio della caparra e il risarcimento ordinario sono strade alternative, non cumulabili.

Il punto su cui si decide tutto è uno: che cosa hai versato davvero. La regola del doppio riguarda la caparra, non l’acconto. Guarda la ricevuta e le condizioni di prenotazione: se la somma è qualificata come acconto o come semplice anticipo sul prezzo, la regola non si applica e si torna al risarcimento ordinario. È la prima verifica da fare, e quasi nessuno la fa.

Che cosa chiedere, in quest’ordine

Primo, sul posto: una sistemazione equivalente o superiore nella stessa zona, a carico della struttura, compreso il trasferimento. È la richiesta da fare prima di cercare da soli, e va fatta a chi può decidere, non a chi è al banco. In alternativa, se preferisci, lo scioglimento del contratto con la restituzione di quanto hai pagato: la scelta è tua.

Secondo: se la struttura non provvede, cerca un’alternativa e conserva tutto. La fattura della nuova struttura, il taxi, la differenza di prezzo: sono le voci che passano il filtro della conseguenza immediata e diretta.

Terzo: non pagare due volte. Se hai già versato l’importo, chiedi la restituzione per iscritto lo stesso giorno, separatamente dal risarcimento, perché sono due partite diverse.

Quarto: documenta la circostanza. Chiedi una dichiarazione scritta della struttura che attesti l’indisponibilità, e se te la nega annota nome e ora di chi te lo ha detto e mandati una email con il resoconto, così la data resta.

Quinto: il danno non patrimoniale solo nei casi gravi. Una delle fonti consultate indica che con incidenza significativa sulla finalità del soggiorno la giurisprudenza può riconoscerlo, purché concretamente provato. Una notte spostata di due chilometri non rientra.

Chi risponde se hai prenotato su un portale

È la domanda che arriva sempre, e la risposta onesta è che le fonti che abbiamo verificato non la risolvono: una segnala espressamente di non chiarire chi risponda fra portale e struttura.

Quello che si può fare in concreto è muoversi su entrambi i fronti e vedere chi reagisce: alla struttura, perché è chi doveva fornire il servizio e lo ha rifiutato, e al portale, perché ha incassato o intermediato il pagamento e nella maggior parte dei casi ha una procedura interna che si chiude prima di qualunque altra strada.

E allo strumento di pagamento, se la somma era già stata addebitata: le procedure di contestazione hanno termini propri, che vanno verificati subito e sono più brevi di quanto si pensi.

Se invece l’alloggio era dentro un pacchetto

Qui cambia tutto, e in meglio: si applica il codice del turismo, il responsabile principale è l’organizzatore anche per i servizi erogati da terzi, e il catalogo delle tutele è più ampio, con sistemazione equivalente senza costi aggiuntivi, riduzione del prezzo, e il danno da vacanza rovinata, che lì è espressamente previsto.

I passaggi delle prime ore sono quelli dell’articolo su quando la struttura di un pacchetto turistico non corrisponde a quanto prenotato. E un chiarimento che evita confusione: l’overbooking sui voli ha regole proprie, con compensazioni stabilite, che non si applicano agli alberghi. Il nome è lo stesso, la disciplina no.

Che cosa fa lo Sportello +Tutela

Lo Sportello +Tutela di Consumerismo stabilisce per prima cosa se la prenotazione era autonoma o parte di un pacchetto, perché da questo dipendono norme applicabili, soggetto responsabile e rimedi disponibili. Imposta la richiesta immediata di sistemazione equivalente alla struttura e, in mancanza, ricostruisce le spese sostenute per documentarle. Tiene separata la restituzione di quanto già pagato dal risarcimento, che sono due partite diverse. Agisce in parallelo verso struttura, portale e strumento di pagamento, verificando i termini delle procedure di contestazione, che sono brevi. Verifica come è qualificata la somma versata, perché la regola del doppio della caparra non si applica all’acconto, e perché recedere esigendo il doppio e chiedere il risarcimento ordinario sono strade alternative. E nel pacchetto fa valere la responsabilità dell’organizzatore e i rimedi più ampi. La verifica iniziale della posizione è gratuita. Segue la pratica fino alla definizione, nelle condizioni che ti vengono spiegate al primo contatto.

Quali documenti servono

La conferma di prenotazione con la denominazione della struttura, le date e il prezzo, la ricevuta del pagamento con l’indicazione se si tratta di caparra o acconto, la dichiarazione della struttura sull’indisponibilità o il resoconto scritto con nome e ora, le fatture della sistemazione alternativa e le ricevute dei trasferimenti, le comunicazioni con struttura e portale, le condizioni di prenotazione accettate e, nel caso di pacchetto, il contratto e il voucher.

Tempi realistici e possibili esiti

Le richieste rivolte ai portali seguono procedure interne e si chiudono spesso in giorni o settimane, con esiti che dipendono dalle condizioni accettate. La restituzione di quanto pagato per un servizio non prestato è la richiesta con le prospettive migliori, perché è difficile da contestare. Il rimborso delle spese per la sistemazione alternativa dipende interamente dalla documentazione e dalla ragionevolezza degli importi. Il danno non patrimoniale è riconosciuto solo nei casi gravi e provati. Nel pacchetto turistico la posizione è sensibilmente più forte. Lo Sportello imposta le richieste, senza garantire l’esito.

Per approfondire: codice civile · articolo 1218 · articolo 1223 · articolo 1385 · articolo 1453

Per lo Sportello +Tutela puoi anche scrivere a piututela@consumerismo.it o telefonare allo 0694805440.

Domande frequenti

Alla reception mi dicono che la camera non c’è: cosa posso pretendere?

Chiedi sul posto e per iscritto una sistemazione equivalente con le spese di trasferimento a carico della struttura: non è un diritto scritto in una norma sull’overbooking, ma è il modo più semplice che la struttura ha di adempiere e le costa meno del risarcimento. In alternativa puoi sciogliere il contratto e farti restituire quanto hai pagato.

Devo dimostrare che la struttura ha sbagliato?

No. L’articolo 1218 del codice civile mette l’onere della prova liberatoria sul debitore: a te basta provare la prenotazione e il fatto che la camera non c’era, è la struttura che per liberarsi deve provare un’impossibilità derivante da causa a lei non imputabile. La sovrapprenotazione non è un’impossibilità di quel tipo.

La struttura non mi trova niente: pago io e poi chiedo il rimborso?

È quello che in pratica succede, e funziona solo con i documenti: conserva la fattura della nuova struttura, le ricevute dei trasferimenti e la prova dell’eventuale differenza di prezzo. Il rimborso riguarda le spese effettivamente sostenute e direttamente collegate.

Avevo versato una caparra: mi spetta il doppio?

L’articolo 1385 del codice civile prevede che, se è inadempiente la parte che ha ricevuto la caparra, l’altra possa recedere dal contratto ed esigere il doppio della caparra. Ma la regola vale per la caparra, non per l’acconto: guarda come è qualificata la somma nella ricevuta e nelle condizioni di prenotazione.

Ho prenotato su un portale: a chi scrivo?

Le fonti consultate non chiariscono chi risponda fra portale e struttura, quindi conviene muoversi su entrambi i fronti: alla struttura, che doveva fornire il servizio, e al portale, che ha incassato o intermediato e ha una procedura interna più rapida. E verifica subito i termini per contestare il pagamento.

Posso chiedere qualcosa per il disagio?

Nei casi gravi, con incidenza significativa sulla finalità del soggiorno, una delle fonti indica che la giurisprudenza può riconoscere un danno non patrimoniale, purché concretamente provato. Una notte spostata di pochi chilometri non rientra fra quei casi.

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