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Perdite occulte e consumi anomali: come si chiede l’agevolazione

Consumo doppio della media, trenta giorni per la domanda e fotografie del contatore: come si ottiene la riduzione e che fare se la perdita non c'è.

La dell’ arriva con un importo dieci volte superiore al solito. Non ci sono state piscine riempite né irrigazioni: c’è una tubazione che perde sotto il pavimento o nel terreno, e nessuno poteva accorgersene. Per questa situazione esiste una disciplina specifica, con un’agevolazione tariffaria, condizioni precise e un termine breve che fa perdere il diritto a chi lo ignora.

Secondo la scheda sulle perdite occulte nel servizio idrico che abbiamo consultato, la delibera ARERA 609/2021/R/IDR definisce perdita occulta quella a valle del contatore, su tubazioni private interrate o nascoste, non rilevabile dall’esterno in modo diretto o evidente. L’agevolazione scatta quando il consumo è almeno il doppio del consumo medio giornaliero di riferimento, calcolato sui due anni precedenti per lo stesso periodo di fatturazione. La richiesta va presentata entro trenta giorni, e non deve essere stata ottenuta un’agevolazione sulla stessa fornitura nei tre anni precedenti.

Che cosa non è una perdita occulta

È la prima verifica da fare, perché evita richieste destinate al rifiuto.

Secondo la fonte consultata non rientrano le perdite da apparecchiature e sanitari difettosi: frigoriferi, caldaie, addolcitori, cassette di scarico, galleggianti.

La ragione è che quelle perdite sono rilevabili e riparabili con l’ordinaria diligenza, mentre la disciplina protegge chi non poteva accorgersi di nulla.

Significa che prima di presentare una domanda conviene individuare con precisione il punto della perdita: se è una cassetta di scarico che perde, la strada dell’agevolazione non c’è e conviene concentrarsi sulla rateizzazione.

Che cosa fare, nell’ordine e in fretta

Primo: ripara, a tue spese, e fallo subito. La riparazione tempestiva è una condizione, non un consiglio.

Secondo: documenta mentre ripari, perché dopo non è possibile. Secondo la fonte consultata servono la fotografia della rottura che mostri che la tubazione è di tua proprietà, la fotografia del dettaglio della rottura o della riparazione, le fotografie del contatore prima e dopo l’intervento con il numero di matricola visibile, la fattura dei lavori con la data dell’intervento e la copia di un documento di identità.

Terzo: presenta la richiesta entro trenta giorni, con il modulo del gestore, attraverso gli sportelli, la posta ordinaria o la PEC.

Quarto: chiedi contestualmente la rateizzazione dell’importo fatturato, che secondo la fonte segue la disciplina prevista dalla regolazione del settore. Chiederla subito evita i solleciti mentre la pratica è in corso.

Il punto critico è il secondo: la fotografia del contatore con la matricola e la fattura con la data sono gli elementi che vengono quasi sempre dimenticati, e senza di essi la domanda si chiude.

Che cosa si ottiene

Secondo la ricostruzione consultata, riconosciuta la perdita occulta, sul volume eccedente il consumo medio di riferimento non si applicano le quote di fognatura e depurazione, e la tariffa dell’acquedotto su quel volume non può superare la metà della tariffa base, con una franchigia del trenta per cento sui volumi fatturabili.

L’agevolazione si estende alle fatture successive per almeno tre mesi, per dare il tempo di completare gli interventi.

Non è quindi un azzeramento della bolletta: è una riduzione consistente della parte eccedente il consumo normale. Dirlo con chiarezza evita l’aspettativa sbagliata con cui molte persone affrontano la pratica.

Dato che si tratta di tutele minime definite dalla regolazione nazionale, il gestore può prevedere condizioni più favorevoli: conviene leggere il disciplinare pubblicato dal proprio gestore prima di presentare la domanda.

I consumi anomali senza perdita

C’è una situazione diversa e frequente: la bolletta altissima senza che si trovi alcuna perdita.

In quel caso le strade sono due. La prima è la verifica del contatore, che si richiede al gestore e che può dare esito di malfunzionamento, con conseguente ricalcolo. La seconda è la contestazione della fattura, in particolare quando l’importo deriva da letture stimate per lunghi periodi e poi conguagliate.

La regolazione ha un nome e delle condizioni precise. Secondo la analisi di un’associazione di consumatori su perdite occulte e maxi-bollette che abbiamo consultato, la tutela minima uniforme in materia di perdite occulte è stata introdotta dalla deliberazione 609/2021/R/idr, e le condizioni di accesso sono tre: il consumo anomalo deve essere almeno pari al doppio del consumo medio giornaliero di riferimento; il riferimento si calcola sui consumi dello stesso periodo dei due anni precedenti la perdita; e la perdita deve essere occulta, cioè non affiorante e non individuabile con la normale diligenza.

Quanto si ottiene, secondo la stessa fonte: per l’acquedotto il volume eccedente il consumo medio di riferimento è tariffato a non più della metà della tariffa base, con la possibilità di una franchigia entro il limite fissato dalla regolazione. Per fognatura e depurazione l’esonero sul volume eccedente richiede invece la prova che l’acqua non sia confluita nella rete fognaria: è un passaggio che molti non affrontano e che vale una parte rilevante dell’importo.

Sull’obbligo del gestore la stessa fonte indica che chi rileva un consumo anomalo in sede di raccolta della misura deve darne tempestiva comunicazione all’utente. Non c’è un termine in giorni, e questo apre un argomento: se il dato anomalo era stato rilevato da tempo, la semplice indicazione in bolletta può non essere tempestiva.

Sull’onere della prova, infine: l’utente deve allegare e provare una causa specifica della dispersione e il suo carattere occulto, e secondo la fonte il giudice deve ritenere provata la perdita secondo il criterio del più probabile che non, non bastando una possibilità astratta. Se invece si contesta il malfunzionamento del contatore, è il gestore che deve dimostrare la correttezza della misurazione. La stessa fonte segnala che la tutela può essere riconosciuta anche in sede giudiziale, anche senza una richiesta preventiva al gestore. Sulla dei consumi più vecchi non abbiamo elementi verificati e non ne diamo.

Che cosa fare sempre: leggi il contatore e fotografalo con la data appena ricevi una bolletta anomala. Quel dato, confrontato con la lettura fatturata, chiarisce in un minuto se il problema è il consumo o la fatturazione.

Che cosa fa lo Sportello +Tutela

Lo Sportello +Tutela di Consumerismo verifica prima di tutto se la situazione rientra nella definizione di perdita occulta, perché una domanda presentata per una perdita da sanitario difettoso viene respinta e si perde tempo utile. Indica quali fotografie e quali documenti raccogliere mentre la riparazione è in corso, che è il momento in cui si costruisce la pratica. Presidia il termine dei trenta giorni, che è il motivo più frequente di rigetto. Chiede contestualmente la rateizzazione, per evitare solleciti durante l’istruttoria. Confronta le condizioni del disciplinare del gestore con le tutele minime nazionali, perché a volte il gestore prevede di più. E per i consumi anomali senza perdita imposta la verifica del contatore e la contestazione della fatturazione. La verifica iniziale della posizione è gratuita. Segue la pratica fino alla definizione, nelle condizioni che ti vengono spiegate al primo contatto.

Quali documenti servono

La bolletta contestata con i consumi fatturati, le dei due anni precedenti per lo stesso periodo, le fotografie della rottura e del dettaglio della riparazione, le fotografie del contatore prima e dopo con la matricola visibile, la fattura dei lavori con la data, la copia del documento di identità, il modulo del gestore e la prova dell’invio con la data.

Tempi realistici e possibili esiti

Le domande presentate entro i trenta giorni e corredate da tutta la documentazione fotografica e dalla fattura dei lavori hanno la prospettiva migliore, con tempi di istruttoria di settimane o pochi mesi. Le domande incomplete vengono respinte o sospese, e il recupero dei documenti dopo la riparazione è spesso impossibile. Dove la perdita non rientra nella definizione, la strada praticabile resta la rateizzazione. Per i consumi anomali senza perdita l’esito dipende dalla verifica del contatore e dalla ricostruzione delle letture. Lo Sportello verifica i presupposti e prepara la domanda, senza garantire l’esito.

Per approfondire: ARERA · scheda sulle perdite occulte nel servizio idrico · analisi di un’associazione di consumatori su perdite occulte e maxi-bollette

Per lo Sportello +Tutela puoi anche scrivere a piututela@consumerismo.it o telefonare allo 0694805440.

Domande frequenti

Che cos’è una perdita occulta?

Secondo la regolazione richiamata dalla fonte consultata è la perdita a valle del contatore, su tubazioni private interrate o nascoste, non rilevabile dall’esterno in modo diretto o evidente. Non rientrano le perdite da apparecchiature e sanitari difettosi, come caldaie, addolcitori o cassette di scarico.

Quando scatta l’agevolazione?

Quando il consumo è almeno il doppio del consumo medio giornaliero di riferimento, calcolato sui due anni precedenti per lo stesso periodo di fatturazione. Serve inoltre non avere già ottenuto un’agevolazione sulla stessa fornitura nei tre anni precedenti.

Quanto tempo ho per presentare la domanda?

Trenta giorni, con il modulo del gestore, tramite sportelli, posta ordinaria o PEC. È il motivo di rigetto più frequente: la riparazione va fatta subito e la domanda va presentata nei termini, non quando arriva il sollecito di pagamento.

Che documenti devo avere?

La fotografia della rottura che mostri la proprietà della tubazione, il dettaglio della rottura o della riparazione, le fotografie del contatore prima e dopo con la matricola visibile, la fattura dei lavori con la data e un documento di identità. Fotografa mentre ripari: dopo non è possibile.

Mi azzerano la bolletta?

No, e conviene saperlo prima: sul volume eccedente il consumo medio non si applicano fognatura e depurazione e la tariffa dell’acquedotto su quel volume non può superare la metà della tariffa base, con una franchigia del trenta per cento sui volumi fatturabili. È una riduzione, non un annullamento.

La bolletta è altissima ma non trovo nessuna perdita.

È una situazione diversa: chiedi la verifica del contatore, che in caso di malfunzionamento porta al ricalcolo, e contesta la fatturazione se l’importo deriva da letture stimate per lunghi periodi e poi conguagliate. Intanto fotografa il contatore con la data e confrontalo con la lettura fatturata.

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