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Polizza vita non pagata: cosa può fare il beneficiario?

Come si designa e si cambia un beneficiario, cosa fare se la compagnia ritarda la liquidazione e come cercare le polizze mai riscosse di un familiare.

Una polizza vita serve a proteggere qualcuno, e proprio per questo i suoi punti critici emergono nel momento peggiore: quando il beneficiario non sa che la polizza esiste, quando la designazione è scritta in modo ambiguo, quando la compagnia chiede documenti a catena e la liquidazione slitta di mesi. Sono problemi che si prevengono in gran parte alla stipula, e che quando si presentano hanno percorsi definiti.

Il beneficiario di una polizza vita acquista un diritto proprio, che non entra nell’asse ereditario. La designazione può essere modificata dal contraente, salvo rinuncia. Alla morte dell’assicurato la compagnia deve liquidare nei tempi previsti dalle condizioni; i ritardi si contestano con reclamo e poi all’IVASS. Le polizze non riscosse si cercano nel servizio dedicato.

Chi è il beneficiario e che diritto acquista?

Per l’articolo 1920 del Codice civile il beneficiario acquista, per effetto della designazione, un diritto proprio verso la compagnia: le somme non entrano nell’asse ereditario e, nei limiti previsti dalla disciplina, restano fuori dalle azioni dei creditori del contraente. La designazione si fa nel contratto, con successiva dichiarazione scritta alla compagnia o per testamento, ed è valida anche se il beneficiario è indicato soltanto in modo generico. L’articolo 1921 consente di revocarla con le stesse forme, ma non possono farlo gli eredi dopo la morte del contraente, né è più possibile dopo che, verificatosi l’evento, il beneficiario ha dichiarato di voler profittare del beneficio. È il motivo per cui la designazione va tenuta aggiornata: separazioni, nuove unioni, nascite, decessi cambiano le persone che si vogliono proteggere, e una designazione vecchia produce esattamente l’effetto che non si voleva.

Le designazioni ambigue

Le formule generiche sono la fonte principale delle controversie: “gli eredi legittimi”, “i miei figli”, “il coniuge” scritte anni prima possono non corrispondere alla situazione al momento della morte, e aprono discussioni su chi rientri e in quale quota. La designazione più sicura è nominativa, con dati anagrafici completi, e va aggiornata quando cambia la situazione familiare. E attenzione a un equivoco diffuso: fare testamento nominando altri eredi non cancella la designazione in polizza. Le Sezioni Unite della Cassazione lo hanno chiarito nel 2021: la revoca vale solo se fatta nelle forme previste dal Codice civile e se da essa risulta una volontà inequivoca in tal senso. Se ti trovi a interpretare una designazione ambigua, contano il testo, la volontà del contraente ricostruibile e gli orientamenti della giurisprudenza sulle singole formule: è una materia in cui l’assistenza tecnica serve davvero.

La liquidazione: tempi e documenti

Al verificarsi dell’evento, il beneficiario presenta la richiesta con la documentazione prevista dalle condizioni: certificato di morte, documenti di identità, dichiarazioni sulle cause del decesso, e quanto altro il contratto richiede. Le condizioni di polizza prevedono di regola la liquidazione entro trenta giorni dal ricevimento dei documenti previsti dal contratto, e oltre quel termine maturano gli interessi. Il problema tipico non è il rifiuto ma il ritardo: richieste di documenti ulteriori, a catena, di utilità dubbia. La risposta è mettere per iscritto ogni invio, chiedere l’elenco completo e definitivo dei documenti mancanti, e alla prima richiesta ulteriore non prevista dalle condizioni presentare .

I rifiuti per dichiarazioni non veritiere

Un motivo frequente di rifiuto è la reticenza o l’inesattezza delle dichiarazioni rese alla stipula sullo stato di salute. Gli articoli 1892 e 1893 del Codice civile distinguono due situazioni: le dichiarazioni inesatte o reticenti rese con dolo o colpa grave consentono alla compagnia di chiedere l’annullamento del contratto, ma solo se agisce entro tre mesi da quando ha conosciuto l’inesattezza, altrimenti decade; quelle rese senza dolo né colpa grave non travolgono il contratto e comportano il per il futuro o la riduzione della somma in proporzione. Molte contestazioni si giocano su questo: se il questionario sanitario non era stato somministrato, o se le domande erano generiche, la posizione della compagnia è più debole. È materia in cui vale la pena far esaminare la documentazione prima di accettare un rifiuto.

Le polizze mai riscosse

Molte polizze vita non vengono riscosse perché i beneficiari non sanno che esistono. Per questo l’associazione delle imprese assicuratrici mette a disposizione un servizio gratuito di ricerca delle coperture vita, che permette a chi ritiene di essere beneficiario di verificare se una persona deceduta aveva polizze presso le imprese italiane; l’ ne pubblica il modulo di richiesta. Il tempo però conta: i diritti derivanti dalle polizze vita si prescrivono in dieci anni dalla data dell’evento, cioè dal decesso dell’assicurato o dalla scadenza del contratto, e dopo quel termine le somme non riscosse vengono devolute al Fondo rapporti dormienti, dal quale non tornano più indietro. È una verifica che vale la pena fare dopo un lutto, insieme a quella dei rapporti bancari dormienti. E, dal lato opposto, è la ragione per cui chi stipula una polizza dovrebbe dirlo ai beneficiari: una copertura che nessuno riscuote non protegge nessuno.

Che cosa fa lo Sportello +Tutela

Lo Sportello +Tutela di Consumerismo esamina la polizza, le condizioni generali e le comunicazioni della compagnia e verifica se il rifiuto, il ritardo o l’importo offerto hanno basi nel contratto e nella disciplina. Se c’è materia, prepara il reclamo all’ufficio reclami della compagnia, che deve rispondere entro quarantacinque giorni e che è il passaggio obbligato prima di ogni altra sede, e lo invia con mezzo tracciabile. Se la risposta non arriva nei termini o non soddisfa, predispone il reclamo all’IVASS, che vigila sul comportamento delle imprese, e valuta con voi il ricorso all’Arbitro assicurativo, dove ammesso. Per i sinistri della circolazione verifica il rispetto dei termini dell’offerta e le voci di danno omesse. Segue la pratica fino alla definizione, nelle condizioni che ti vengono spiegate al primo contatto.

Quali documenti servono

La polizza con le condizioni generali e la designazione del beneficiario, le eventuali modifiche successive comunicate alla compagnia, la documentazione inviata per la liquidazione con le date, le richieste di documenti ricevute, la risposta della compagnia, e per le ricerche la documentazione che attesta la qualità di interessato.

Tempi realistici e possibili esiti

La liquidazione, con documentazione completa, avviene nei termini delle condizioni, di regola brevi. I ritardi si sbloccano spesso con il reclamo scritto e, se serve, con il reclamo all’IVASS. I rifiuti per dichiarazioni inesatte richiedono l’esame della documentazione contrattuale e sanitaria e possono richiedere l’Arbitro o il giudice. Le ricerche di polizze non riscosse seguono i tempi del servizio. Lo Sportello verifica le condizioni, prepara reclami e richieste, senza garantire l’esito.

Per approfondire: Codice civile

Per lo Sportello +Tutela puoi anche scrivere a piututela@consumerismo.it o telefonare allo 0694805440.

Domande frequenti

Le somme della polizza vita entrano nell’eredità?

No: per l’articolo 1920 del Codice civile il beneficiario acquista un diritto proprio verso la compagnia per effetto della designazione, e le somme non entrano nell’asse ereditario, nei limiti previsti dalla disciplina. È una delle ragioni per cui la polizza vita viene usata come strumento di protezione familiare, e va spiegata bene a chi la stipula.

Posso cambiare il beneficiario?

Sì: il contraente può revocare o modificare la designazione con le stesse forme con cui è stata fatta, salvo che vi abbia rinunciato per iscritto o che il beneficiario, verificatosi l’evento, abbia dichiarato di voler profittare del beneficio. Ricorda che un testamento successivo, da solo, non revoca la designazione in polizza: serve un atto in quelle forme.

La compagnia continua a chiedermi documenti.

Chiedi per iscritto l’elenco completo e definitivo dei documenti mancanti, citando la clausola che li prevede: le condizioni di regola impongono la liquidazione entro trenta giorni dalla consegna dei documenti, e oltre quel termine maturano gli interessi. Le richieste ulteriori e di utilità dubbia sono un ritardo contestabile: presenta reclamo e poi rivolgiti all’IVASS.

Hanno rifiutato per malattie non dichiarate alla stipula.

Verifica se ti fu somministrato un questionario sanitario e come erano formulate le domande: il Codice civile distingue le dichiarazioni rese con dolo o colpa grave, che permettono l’annullamento entro tre mesi dalla scoperta, da quelle rese senza, che comportano solo recesso o riduzione della somma. Fai esaminare la documentazione prima di accettare il rifiuto.

Come faccio a sapere se un mio familiare aveva una polizza?

Esiste un servizio gratuito di ricerca delle coperture vita, messo a disposizione dall’associazione delle imprese assicuratrici, con il modulo pubblicato dall’IVASS: verifica se la persona deceduta aveva polizze e se tu risulti tra i beneficiari. Fallo presto, perché dopo dieci anni dall’evento il diritto si prescrive e le somme finiscono in un fondo pubblico.

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Stai inviando allo Sportello +Tutela di Consumerismo No Profit APS ETS il racconto del tuo problema e i tuoi recapiti. Lo legge un operatore, che valuta gratuitamente il caso e ti risponde entro 24 ore. Non stai firmando nulla e non ti stiamo chiedendo denaro.

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