Chi si rivolge a uno sportello per i debiti arriva quasi sempre con una busta di lettere e una memoria confusa. Ricostruire la situazione da lì richiede settimane, e ogni settimana è tempo in cui i creditori procedono e le opzioni si riducono. Arrivare con il quadro già impostato accorcia i tempi, abbassa il costo della procedura e cambia la qualità della prima valutazione. Ecco cosa raccogliere, e cosa chiedere.
Servono l’elenco completo dei debiti con i contratti e i creditori attuali, le dichiarazioni dei redditi degli ultimi tre anni e la documentazione del reddito del nucleo familiare, l’elenco degli atti di straordinaria amministrazione degli ultimi cinque anni, gli atti giudiziari con le date di notifica, l’estratto di ruolo e la documentazione delle cause dell’indebitamento. Al primo incontro, tempi, costi e alternative vanno chiesti per iscritto.
Il quadro dei debiti
Un foglio, anche a mano, con una riga per ogni debito: creditore originario, creditore attuale se il credito è stato ceduto, tipo di rapporto, data di stipula, importo residuo, rata, stato dei pagamenti, garanzie, eventuali coobbligati o garanti.
È il documento più utile che puoi portare, perché ordina quello che nella testa è confuso e fa emergere subito le anomalie: crediti ceduti più volte, importi cresciuti senza spiegazione, rapporti che non ricordi di aver aperto. Accanto, la cartella con i contratti.
Le lettere delle società di recupero vanno raccolte tutte, in ordine di data: servono a ricostruire quali atti hanno interrotto la prescrizione e quali no, e quella ricostruzione è la cosa che più spesso riduce l’esposizione.
Se non hai più i contratti
Capita quasi sempre, e si rimedia. Il Testo unico bancario ti dà diritto a ottenere copia della documentazione relativa alle singole operazioni compiute negli ultimi dieci anni, entro un termine congruo e comunque non oltre novanta giorni, pagando i soli costi di produzione. Lo stesso diritto spetta a chi ti succede a qualunque titolo e a chi subentra nell’amministrazione dei tuoi beni.
La richiesta va fatta per iscritto, indicando il rapporto e il periodo, e conviene farla subito perché novanta giorni sono tre mesi: è il primo adempimento da avviare, non l’ultimo.
Reddito, patrimonio, famiglia
Le dichiarazioni dei redditi degli ultimi tre anni, che la legge richiede espressamente nella domanda, e le buste paga o i cedolini recenti. La documentazione delle entrate di tutti i componenti del nucleo familiare, con lo stato di famiglia.
Le spese familiari ricorrenti, in un elenco realistico: affitto o mutuo, utenze, alimentari, trasporti, spese sanitarie, scuola. Non è un adempimento formale: è su quei numeri che si costruisce la quota destinata ai creditori nel piano, o quella che il giudice ti lascia per vivere nella liquidazione. Un elenco fatto male va a tuo danno.
La situazione patrimoniale: immobili con le visure, veicoli, conti, polizze, quote. E l’elenco degli atti di straordinaria amministrazione compiuti negli ultimi cinque anni, vendite e donazioni comprese, che va depositato con la domanda e viene comunque esaminato.
I debiti fiscali
L’estratto di ruolo si chiede all’agente della riscossione, anche online dall’area riservata con le credenziali digitali, e mostra tutte le posizioni a tuo carico con le date. È il documento che fa emergere cartelle mai notificate, annualità prescritte e definizioni agevolate non registrate.
Accanto vanno raccolte le cartelle ricevute con le buste, perché la busta porta la data di notifica, le ricevute dei pagamenti e i piani di rateizzazione in corso con lo stato dei versamenti. Per i tributi locali, le comunicazioni dei Comuni.
Gli atti giudiziari
Tutti, con la busta: decreti ingiuntivi, atti di precetto, pignoramenti, avvisi. La data di notifica è l’informazione più importante di tutto il fascicolo, perché da lì decorrono termini brevi per opporsi e un atto non contestato nei termini diventa definitivo.
Porta anche gli atti che ti sembrano vecchi o superati: servono a ricostruire la storia. E se non sei sicuro di aver ricevuto qualcosa, l’estratto di ruolo e una visura aiutano a capirlo.
Le cause dell’indebitamento
La documentazione di quello che ha rotto l’equilibrio: lettera di licenziamento o di cessazione, provvedimenti di integrazione salariale, certificati, provvedimento di separazione, documentazione della chiusura di un’attività, spese straordinarie sostenute.
È il materiale su cui l’organismo costruisce la ricostruzione delle cause e su cui si fonda la valutazione della meritevolezza. Senza documenti resta un racconto; con i documenti diventa un quadro verificabile, e la differenza la fa il giudice, non l’interlocutore allo sportello.
Le domande da fare, e da farsi mettere per iscritto
Quale procedura è praticabile nel mio caso e perché. Quanto costa in tutto, quali voci sono anticipate e che cosa è dovuto se la procedura non arriva all’omologazione. Quanto durerà, dalla domanda alla chiusura. Che cosa succede alla casa e ai beni. Che cosa succede ai garanti e ai coobbligati, che l’esdebitazione non libera. Quali debiti restano dovuti anche dopo. Che cosa devo fare e non fare durante la procedura, compresi gli atti che non posso compiere senza autorizzazione. Chi è il mio interlocutore e con quale frequenza riceverò aggiornamenti.
Le risposte, per iscritto, sono la base di un rapporto chiaro. E sono anche il modo più rapido di capire chi non ha risposte.
Che cosa fa lo Sportello +Tutela
Lo Sportello +Tutela di Consumerismo costruisce con te il quadro dei debiti e ti aiuta a richiedere i documenti che mancano, compresa la documentazione bancaria che puoi ottenere per i dieci anni precedenti e l’estratto di ruolo. Mentre il fascicolo si compone fa le verifiche che contano: posizioni prescritte, cartelle mai notificate, pagamenti non registrati, condotte dei creditori. Ti aiuta a redigere l’elenco realistico delle spese familiari, che è il numero su cui si costruisce tutto il resto, e a preparare le domande da porre al primo incontro con l’organismo, al quale ti accompagna. La verifica iniziale della posizione è gratuita. Segue la pratica fino alla definizione, nelle condizioni che ti vengono spiegate al primo contatto.
Quali documenti servono
Il quadro dei debiti con i contratti, le lettere delle società di recupero in ordine di data, le dichiarazioni dei redditi degli ultimi tre anni, le buste paga e la documentazione delle entrate del nucleo familiare, lo stato di famiglia, l’elenco delle spese familiari, la situazione patrimoniale con le visure, l’elenco degli atti di straordinaria amministrazione degli ultimi cinque anni, l’estratto di ruolo, le cartelle con le buste, gli atti giudiziari con le date di notifica e la documentazione delle cause dell’indebitamento.
Tempi realistici e possibili esiti
Con la documentazione completa la prima valutazione richiede giorni invece di settimane, e la ricostruzione da parte dell’organismo costa meno perché richiede meno attività. La documentazione bancaria arriva entro novanta giorni dalla richiesta, quindi va chiesta subito. Le verifiche su prescrizione e cartelle si fanno in parallelo. Lo Sportello aiuta a costruire il quadro e a richiedere i documenti mancanti, e ti accompagna al primo incontro con l’organismo.
Per approfondire: Testo unico bancario
Per lo Sportello +Tutela puoi anche scrivere a piututela@consumerismo.it o telefonare allo 0694805440.
Domande frequenti
Non ho più i contratti dei finanziamenti.
Hai diritto a copia della documentazione delle singole operazioni degli ultimi dieci anni, entro un termine congruo e comunque non oltre novanta giorni, pagando i soli costi di produzione. Fai richiesta scritta indicando rapporto e periodo, e fallo subito: novanta giorni sono tre mesi.
Come ottengo l’estratto di ruolo?
Si chiede all’agente della riscossione, anche online dall’area riservata con le credenziali digitali, oppure allo sportello. Mostra tutte le posizioni a tuo carico con le date, e fa emergere cartelle mai notificate, annualità prescritte e pagamenti non registrati.
Perché devo portare anche le buste delle cartelle?
Perché la busta porta la data di notifica, che è l’informazione da cui dipende tutto: i termini per opporsi e la verifica della prescrizione. Una cartella senza la sua busta vale molto meno, e in alcuni casi è proprio l’assenza di prova della notifica a far cadere la pretesa.
Devo dichiarare anche i beni venduti anni fa?
Sì. L’elenco degli atti di straordinaria amministrazione compiuti negli ultimi cinque anni va depositato con la domanda e viene comunque esaminato. Un atto dichiarato e documentato, con il prezzo effettivamente incassato, pesa molto meno di uno scoperto durante la procedura.
Che cosa devo chiedere assolutamente al primo incontro?
Quale procedura è praticabile e perché, quanto costa in tutto e che cosa è dovuto se non si arriva all’omologazione, quanto dura, che cosa succede alla casa, ai garanti e ai coobbligati, quali debiti restano dovuti dopo l’esdebitazione e quali atti non potrai compiere durante la procedura. Chiedi le risposte per iscritto.
Ho paura di non essere creduto.
La valutazione si fonda sui documenti, non sulle spiegazioni, ed è una buona notizia: raccoglierli è la cosa più utile che puoi fare. Le cause tipiche del sovraindebitamento, dalla perdita del lavoro alla malattia, non ostacolano l’accesso, e documentarle trasforma un racconto in un quadro verificabile.
Hai un problema su Sovraindebitamento e debiti? Scrivici!
Stai inviando allo Sportello +Tutela di Consumerismo No Profit APS ETS il racconto del tuo problema e i tuoi recapiti. Lo legge un operatore, che valuta gratuitamente il caso e ti risponde entro 24 ore. Non stai firmando nulla e non ti stiamo chiedendo denaro.
Non devi allegare niente adesso: tieni da parte i documenti che riguardano il tuo caso, se andiamo avanti ti diremo quali servono.


