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RAEE: ritiro gratuito del vecchio apparecchio, due regole

Uno contro uno con l'acquisto e uno contro zero per i piccoli apparecchi: quando il negozio deve ritirare e che fare se rifiuta.

Il vecchio frigorifero resta in cucina perché nessuno sa come liberarsene, e il negozio che ha consegnato quello nuovo ha detto che il ritiro costa. Oppure in un cassetto si accumulano tre cellulari, due caricatori e un vecchio phon, e nessuno sa che si possono consegnare in negozio senza comprare niente. Sono due diritti distinti, e il secondo è il meno conosciuto.

Il decreto legislativo 49/2014 disciplina i rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche e prevede che il distributore ritiri gratuitamente l’apparecchiatura usata quando il consumatore acquista un’apparecchiatura nuova equivalente, la cosiddetta regola uno contro uno. Esiste poi la regola uno contro zero: secondo la ricostruzione delle regole sull’uno contro zero che abbiamo consultato, i punti vendita con superficie di almeno quattrocento metri quadrati ritirano gratuitamente le apparecchiature di piccolissime dimensioni, indicate come inferiori ai venticinque centimetri, senza che occorra acquistare nulla.

Uno contro uno

Vale quando acquisti un’apparecchiatura nuova e consegni quella usata che svolge la stessa funzione.

Il ritiro è gratuito e deve essere offerto, non concesso su richiesta insistente: è un obbligo del distributore e non un servizio commerciale.

Vale anche per gli acquisti a distanza, quindi online: in quel caso il ritiro avviene al momento della consegna, e va chiesto nella fase di acquisto, perché dopo diventa complicato organizzarlo.

Che cosa fare in pratica: quando ordini un grande elettrodomestico, verifica nella pagina di acquisto o in fase di ordine come viene gestito il ritiro dell’usato, e conserva la conferma. È il momento in cui si risolve tutto, e saltarlo significa restare con l’ingombro in casa.

Uno contro zero

È il diritto che quasi nessuno usa, e riguarda esattamente quello che si accumula nei cassetti.

Secondo la fonte consultata si applica nei punti vendita di almeno quattrocento metri quadrati e riguarda le apparecchiature di piccolissime dimensioni, con il riferimento ai venticinque centimetri, senza obbligo di acquistare un prodotto nuovo.

Cellulari, tablet, phon, piccoli elettrodomestici, caricatori, cuffie: si portano in negozio e si consegnano negli appositi contenitori.

I due numeri sono verificati, e sono questi. Il decreto ministeriale 31 maggio 2016 n. 121 fissa la soglia dimensionale nei rifiuti con dimensioni esterne inferiori a venticinque centimetri, richiamando la definizione del decreto legislativo 49/2014, e pone l’obbligo a carico dei distributori con superficie di vendita di apparecchiature al dettaglio di almeno quattrocento metri quadrati. Gli altri distributori possono aderire su base volontaria, quindi un negozio più piccolo che ritira lo fa per scelta e non per obbligo.

Lo stesso decreto prevede che il ritiro sia gratuito e senza obbligo di acquisto, che il distributore debba informare chiaramente gli utenti della gratuità e dell’assenza di obbligo d’acquisto, e che avvenga all’interno del punto vendita o in un luogo di sua pertinenza in immediata prossimità. Se in negozio non trovi alcuna informazione esposta, quello è già un rilievo.

Perché conferire correttamente conviene anche a te

Non è solo una questione ambientale, e vale la pena dirlo.

Le apparecchiature contengono dati: un telefono o un computer buttati senza cancellare la memoria sono un problema di sicurezza personale, non di ecologia. Prima di consegnare qualunque dispositivo, ripristina le impostazioni di fabbrica e rimuovi le schede di memoria.

Alcune apparecchiature contengono sostanze che richiedono trattamenti specifici, e l’abbandono o il conferimento nell’indifferenziato espone a sanzioni amministrative.

E i materiali recuperati hanno un valore: è il motivo per cui esistono anche canali che acquistano l’usato funzionante. Prima di conferire un apparecchio che funziona ancora, vale la pena valutare quella strada o la .

Se il negozio rifiuta

Chiedi il motivo del rifiuto e fattelo mettere per iscritto, anche con un messaggio dal canale di assistenza. Senza una traccia non c’è nulla da segnalare.

Annota data, punto vendita e nome o ruolo di chi ha risposto.

Verifica le due condizioni prima di insistere: equivalenza funzionale dell’apparecchio per la regola uno contro uno, dimensioni e superficie del negozio per la regola uno contro zero. Molti rifiuti riguardano casi che effettivamente non rientrano, e insistere su un caso fuori ambito indebolisce la posizione.

E tieni presente che alcuni rifiuti sono legittimi: il decreto consente al distributore di rifiutare il ritiro quando il rifiuto presenta rischi di contaminazione per il personale, quando risulta privo dei componenti essenziali o quando contiene rifiuti diversi dai RAEE. Sono tre motivi precisi: se il negozio ne indica uno di questi, la posizione è sua; se ne indica altri, no. Il decreto esclude inoltre dal proprio ambito i RAEE professionali, e prevede che i distributori che vendono a distanza possano usare il luogo di ritiro di un altro distributore oppure organizzarlo direttamente.

Poi segnala al Comune, che ha competenze sul servizio di gestione dei rifiuti urbani, e alle autorità competenti sulla vigilanza.

E tieni presente che in questa materia la soluzione pratica più rapida resta spesso il centro di raccolta comunale, dove il conferimento è gratuito per i cittadini: la segnalazione serve a far rispettare l’obbligo, non a liberarsi dell’ingombro oggi.

Che cosa fa lo Sportello +Tutela

Lo Sportello +Tutela di Consumerismo chiarisce quale delle due regole si applica al tuo caso, perché confonderle è il motivo per cui molte richieste vengono respinte legittimamente. Verifica le condizioni oggettive, dall’equivalenza funzionale alla superficie del punto vendita, sulle indicazioni correnti e non su ricostruzioni datate. Imposta la richiesta di ritiro negli acquisti a distanza, che è il momento in cui la questione si risolve. Prepara la segnalazione documentata quando un rifiuto non è giustificato. E raccoglie i casi ripetuti sulle stesse catene, che insieme producono effetti che il singolo non ha. La verifica iniziale della posizione è gratuita. Segue la pratica fino alla definizione, nelle condizioni che ti vengono spiegate al primo contatto.

Quali documenti servono

La prova d’acquisto del prodotto nuovo per la regola uno contro uno, la descrizione e le dimensioni dell’apparecchio da conferire, la data e l’indicazione del punto vendita, la risposta scritta del negozio o del servizio clienti, le schermate della pagina di acquisto con le condizioni di ritiro e le eventuali fotografie dell’apparecchio.

Tempi realistici e possibili esiti

Nel ritiro contestuale a un acquisto in negozio la questione si risolve sul posto, quando le condizioni ci sono. Negli acquisti a distanza il ritiro organizzato alla consegna funziona se richiesto in fase di ordine, mentre dopo la consegna diventa raramente praticabile e va detto. Le segnalazioni sui rifiuti non giustificati producono effetti sulle prassi dei punti vendita più che sul caso singolo. Per il conferimento immediato la via più rapida resta il centro di raccolta comunale. Lo Sportello verifica le condizioni e prepara la segnalazione, senza garantire l’esito.

Per approfondire: decreto legislativo 49/2014 · decreto ministeriale 31 maggio 2016 n. 121 · Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica · ricostruzione delle regole sull’uno contro zero

Per lo Sportello +Tutela puoi anche scrivere a piututela@consumerismo.it o telefonare allo 0694805440.

Domande frequenti

Il negozio deve ritirare il mio vecchio elettrodomestico?

Sì, gratuitamente, quando acquisti un’apparecchiatura nuova che svolge la stessa funzione: è la regola uno contro uno prevista dal decreto legislativo 49/2014, ed è un obbligo del distributore, non un servizio commerciale da concedere su richiesta insistente.

Posso portare un vecchio telefono senza comprare niente?

È la regola uno contro zero, fissata dal decreto ministeriale 121/2016: i distributori con superficie di vendita di apparecchiature al dettaglio di almeno quattrocento metri quadrati ritirano gratuitamente i rifiuti con dimensioni esterne inferiori a venticinque centimetri, senza obbligo di acquisto. I negozi più piccoli possono aderire su base volontaria.

Vale anche se compro online?

Sì: il ritiro dell’usato equivalente va gestito al momento della consegna, ma va richiesto in fase di acquisto. È il momento in cui la questione si risolve: dopo la consegna organizzare un ritiro diventa raramente praticabile, e resti con l’ingombro in casa.

Che cosa devo fare prima di consegnare un telefono o un computer?

Ripristinare le impostazioni di fabbrica e rimuovere le schede di memoria. Un dispositivo consegnato con i dati dentro è un problema di sicurezza personale prima che ambientale, e nessuno lo farà al tuo posto: è il passaggio più dimenticato di tutti.

Il negozio ha rifiutato: che faccio?

Chiedi il motivo per iscritto, anche con un messaggio dal servizio clienti, e annota data e punto vendita. Prima di insistere verifica le condizioni: equivalenza funzionale per l’uno contro uno, dimensioni e superficie del negozio per l’uno contro zero. Molti rifiuti riguardano casi effettivamente fuori ambito.

Qual è la via più rapida per liberarsi di un apparecchio?

Il centro di raccolta comunale, dove il conferimento è gratuito per i cittadini. La segnalazione di un rifiuto serve a far rispettare l’obbligo del distributore, non a risolvere il problema pratico di oggi: sono due cose diverse e conviene percorrerle entrambe.

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