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Ricarica elettrica: pagamento, prezzi e che fare se non funziona

Nessun abbonamento per la ricarica occasionale, prezzo esposto prima e lettore di carte sopra i cinquanta chilowatt: cosa pretendere e come reclamare.

Arrivi alla colonnina con il venti per cento di autonomia e scopri che serve un’app che non hai, che l’app chiede una registrazione con carta, che il prezzo non è indicato da nessuna parte e che lo scoprirai a ricarica finita. Per chi viaggia senza un abbonamento a quel circuito, è la situazione più frequente. Il regolamento europeo è intervenuto esattamente su questi tre punti.

Il regolamento 2023/1804, secondo la ricostruzione delle scadenze del regolamento che abbiamo consultato, vieta agli operatori di richiedere una registrazione o un abbonamento mensile per la ricarica occasionale. I punti di ricarica di potenza pari o superiore a cinquanta chilowatt devono essere dotati di lettore di carte contactless: per quelli nuovi dal 13 aprile 2024, mentre per quelli installati prima di quella data l’obbligo è indicato al primo gennaio 2027. Sotto i cinquanta chilowatt è sufficiente un metodo di pagamento digitale sicuro, come un codice QR. Il prezzo, al chilowattora, al minuto o per sessione, deve essere mostrato sul display prima dell’avvio della ricarica.

I tre diritti da conoscere alla colonnina

Ricaricare senza iscriversi. Se l’unico modo per ricaricare è registrarsi o sottoscrivere un piano, quella colonnina non è conforme alla regola sulla ricarica occasionale. Documentalo con una fotografia dello schermo e dell’app.

Conoscere il prezzo prima. Il prezzo va esposto sul display prima di iniziare. Una colonnina che indica solo la tariffa dell’abbonamento, o che non indica nulla, è esattamente il caso che la norma intende evitare.

Pagare con una carta. Per le potenze pari o superiori a cinquanta chilowatt il lettore contactless è previsto, con la differenza di decorrenza fra impianti nuovi e preesistenti. Sotto quella soglia è ammesso un metodo digitale sicuro, quindi la mancanza del lettore non è di per sé un’irregolarità.

È un punto su cui conviene essere precisi, perché una contestazione sbagliata indebolisce quelle fondate: prima di protestare, guarda la potenza indicata sulla colonnina.

Le altre scadenze che cambiano il viaggio

Secondo la ricostruzione consultata, lungo i principali corridoi della rete europea sono previste stazioni ad alta potenza, almeno centocinquanta chilowatt per le automobili, a distanza non superiore a sessanta chilometri, con una prima fase indicata al 31 dicembre 2025.

La condivisione in tempo reale dei dati su posizione, potenza, tariffe e disponibilità con le applicazioni di navigazione è indicata come obbligatoria dal 14 aprile 2026.

Quest’ultimo punto è quello che incide più sulla vita reale: significa che una colonnina occupata o guasta dovrebbe risultare tale sulle mappe, e che un navigatore dovrebbe poterti dire il prezzo prima di farti deviare.

Tre definizioni le abbiamo verificate sul testo del regolamento, e servono a capire di che cosa si parla quando si discute con un gestore. Un punto di ricarica di potenza standard ha una potenza di uscita pari o inferiore a ventidue chilowatt; uno di potenza elevata ha una potenza superiore. E la ricarica ad hoc è il servizio acquistato senza registrazione, contratto scritto o rapporto commerciale con il gestore: è la modalità che interessa chi si trova davanti a una colonnina e non ha quell’applicazione.

Sui pagamenti e sulla trasparenza dei prezzi i considerando del regolamento, che ne esprimono le finalità, indicano che tutti i punti accessibili al pubblico dovrebbero accettare strumenti di pagamento ampiamente utilizzati, compresi i pagamenti elettronici tramite terminali, con applicazione differita per l’infrastruttura realizzata prima della data di applicazione, e che gli utenti devono essere informati dei prezzi prima dell’inizio della sessione, con componenti chiaramente strutturate.

Dove ci fermiamo: gli articoli operativi che fissano le soglie di potenza da cui scattano gli obblighi di pagamento non sono stati leggibili nella versione che abbiamo consultato, quindi non li citiamo. Prima di fondare una contestazione su una soglia o su una data, lo stato aggiornato va verificato, perché le scadenze sono scaglionate e l’attuazione è in corso.

Che cosa fare quando qualcosa non funziona

Se la colonnina non parte o si interrompe: fotografa lo schermo con il messaggio di errore, annota l’identificativo della stazione, la data e l’ora, e conserva la ricevuta o la notifica dell’operatore. Senza l’identificativo della stazione nessun è lavorabile.

Se ti viene addebitato un importo per una ricarica non avvenuta o interrotta subito: contesta per iscritto all’operatore e, se non ottieni risposta, attiva la contestazione presso il circuito di pagamento.

Se il prezzo applicato è diverso da quello esposto: è la contestazione più forte che esista in questa materia, perché si fonda su un confronto oggettivo. Serve la fotografia del display prima della sessione, ed è il motivo per cui conviene farla sempre.

Se la ricarica è lentissima rispetto alla potenza dichiarata: annota potenza erogata, durata e chilowattora caricati. Una potenza ridotta può dipendere dal veicolo, dalla temperatura o dalla condivisione della colonnina, quindi non è automaticamente un disservizio, ma se accade sistematicamente su quella stazione è un dato da segnalare.

Le segnalazioni vanno all’operatore e, per i profili di correttezza commerciale, all’Autorità garante della concorrenza e del mercato; per i profili che riguardano il servizio e le infrastrutture esistono inoltre le competenze delle autorità di settore, fra cui l’Autorità di regolazione dei trasporti.

Che cosa fa lo Sportello +Tutela

Lo Sportello +Tutela di Consumerismo verifica prima di tutto la potenza del punto di ricarica, perché da quella dipende quale obbligo di pagamento si applica e molte contestazioni nascono da un equivoco su questo. Imposta il reclamo con gli elementi che lo rendono lavorabile, a partire dall’identificativo della stazione, della data e dell’ora. Gestisce gli addebiti per ricariche non avvenute, anche attraverso la contestazione presso il circuito di pagamento. Distingue il prezzo diverso da quello esposto, che è una contestazione solida, dalla potenza inferiore alle attese, che richiede più elementi. E raccoglie le segnalazioni ripetute sulle stesse stazioni, perché i ricorrenti si vedono solo aggregando i casi. La verifica iniziale della posizione è gratuita. Segue la pratica fino alla definizione, nelle condizioni che ti vengono spiegate al primo contatto.

Quali documenti servono

La fotografia del display con il prezzo esposto prima della sessione, l’identificativo della stazione e del punto di ricarica, la data e l’ora, le schermate dell’app con l’eventuale richiesta di registrazione, la ricevuta o la notifica della sessione, l’estratto conto con l’addebito contestato e le comunicazioni inviate all’operatore.

Tempi realistici e possibili esiti

Gli addebiti per ricariche non avvenute o interrotte vengono rimborsati dagli operatori con una certa frequenza quando il reclamo contiene identificativo, data e ora, con tempi di settimane. Le contestazioni sul prezzo diverso da quello esposto hanno la posizione più solida, perché il riscontro è oggettivo, a condizione di avere la fotografia del display. Le segnalazioni sull’assenza di modalità di pagamento conformi producono effetti sulle prassi dell’operatore più che sul singolo episodio, e va detto. Le contestazioni sulla potenza erogata sono le più incerte. Lo Sportello verifica la posizione e prepara il reclamo, senza garantire l’esito.

Per approfondire: regolamento 2023/1804 · Autorità garante della concorrenza e del mercato · Autorità di regolazione dei trasporti · ricostruzione delle scadenze del regolamento

Per lo Sportello +Tutela puoi anche scrivere a piututela@consumerismo.it o telefonare allo 0694805440.

Domande frequenti

Devono farmi ricaricare senza abbonamento?

Sì: gli operatori non possono richiedere una registrazione o un piano mensile per la ricarica occasionale. Se l’unico modo per ricaricare è iscriversi, documentalo con una fotografia dello schermo e dell’app e segnalalo: è una delle regole più chiare del regolamento europeo.

Devo poter pagare con la carta?

Dipende dalla potenza: per i punti pari o superiori a cinquanta chilowatt è previsto il lettore contactless, dal 13 aprile 2024 per i nuovi e, secondo la fonte consultata, dal primo gennaio 2027 per quelli preesistenti. Sotto quella soglia basta un metodo digitale sicuro come un codice QR.

Il prezzo deve essere indicato prima?

Sì: il prezzo, al chilowattora, al minuto o per sessione, va mostrato sul display prima dell’avvio della ricarica. È il motivo per cui conviene fotografare sempre il display prima di iniziare: se poi l’importo è diverso, quella fotografia è la contestazione più solida che esista.

Mi hanno addebitato una ricarica che non è partita.

Contesta per iscritto all’operatore indicando identificativo della stazione, data e ora, allegando la fotografia del messaggio di errore. Se non rispondono, attiva la contestazione presso il circuito di pagamento: senza l’identificativo della stazione, invece, nessun reclamo è lavorabile.

La colonnina eroga molto meno della potenza dichiarata.

Può dipendere dal veicolo, dalla temperatura o dalla condivisione del punto con un altro mezzo, quindi non è automaticamente un disservizio. Annota potenza erogata, durata e chilowattora caricati: se accade sistematicamente su quella stazione diventa un dato da segnalare.

Le app dovrebbero dirmi se la colonnina è libera?

Secondo la ricostruzione consultata la condivisione in tempo reale dei dati su posizione, potenza, tariffe e disponibilità con navigatori e mappe è obbligatoria dal 14 aprile 2026. Le scadenze sono scaglionate e l’attuazione è in corso, quindi verifica lo stato prima di fondare una contestazione su una data.

Hai un problema? Scrivici!

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