Un telefono ricondizionato a metà prezzo, con la dicitura come nuovo e una garanzia di dodici mesi. Dopo cinque mesi la batteria cede, e il venditore risponde che sui prodotti usati la garanzia è ridotta e che la batteria è un componente di consumo. Una parte di quella risposta può essere corretta, un’altra no, e la differenza sta in una riga del contratto che quasi nessuno legge.
Secondo l’articolo 133 del Codice del consumo, nel testo modificato dal decreto legislativo 170/2021, il venditore risponde dei difetti di conformità esistenti alla consegna che si manifestano entro due anni da quel momento, e l’azione si prescrive in ogni caso entro ventisei mesi dalla consegna. Per i beni usati le parti possono ridurre sia la durata della responsabilità sia il termine di prescrizione, ma non al di sotto di un anno. Un anno è quindi il minimo che un accordo può stabilire, non il termine ordinario: senza un accordo in questo senso, valgono i due anni.
La riga che decide tutto
La riduzione a un anno non è automatica per il fatto che il bene è usato: richiede un accordo fra le parti.
Significa che la prima cosa da verificare, davanti a un rifiuto motivato con la riduzione del termine, è se quell’accordo esiste e dove: nelle condizioni generali, nella conferma d’ordine, nel documento di vendita.
Se nulla risulta, vale il termine ordinario di due anni.
Che cosa fare prima di comprare: cerca nelle condizioni la durata della garanzia indicata e salvane una schermata con la data. Due minuti prima dell’acquisto evitano una discussione di settimane dopo.
E attenzione alla distinzione fra garanzia legale e garanzia convenzionale del venditore o del produttore: la seconda si aggiunge e non può ridurre la prima. Una garanzia commerciale di dodici mesi, presentata come la garanzia del prodotto, non cancella i due anni di legge se non c’è un accordo valido sulla riduzione.
La presunzione del primo anno
I difetti che si manifestano entro un anno dalla consegna si presumono esistenti al momento della consegna, salvo prova contraria del venditore, che può dimostrare un uso non conforme da parte del consumatore.
È l’elemento che sposta il peso della discussione: nel primo anno non devi dimostrare che il difetto c’era, è il venditore a dover dimostrare il contrario.
Abbiamo verificato il testo dell’articolo 135 del Codice del consumo, che chiude il punto: la presunzione è di un anno dalla consegna, e prima della modifica era di sei mesi. Si applica ai contratti conclusi dal 1 gennaio 2022, quindi a tutti quelli che ti riguardano oggi.
Lo stesso articolo contiene però un’eccezione che per l’usato pesa: la presunzione non opera quando è incompatibile con la natura del bene o con la natura del difetto. È su questa formula che un venditore di usato proverà a difendersi, sostenendo che quel componente, su un bene con quegli anni e quei chilometri, non può che essersi deteriorato dopo. Saperlo in anticipo serve: la contestazione va impostata spiegando perché il difetto non è compatibile con il normale invecchiamento, non limitandosi a invocare il primo anno.
Che cosa deve dire chi vende un ricondizionato
Che cosa è stato sostituito o ricondizionato, perché un prodotto con batteria nuova è un’altra cosa rispetto a uno solo ripulito.
Il grado estetico e le condizioni, con una descrizione verificabile e non soltanto un’etichetta come eccellente o come nuovo.
La durata della garanzia offerta, distinguendo quella legale da quella commerciale.
Lo stato della batteria, per i dispositivi che ne hanno una, perché è il componente che determina l’esperienza d’uso e il valore residuo.
E la disponibilità di aggiornamenti, che per un dispositivo di qualche anno è l’informazione più rilevante: dalle nuove regole sulle asserzioni ambientali quelle informazioni non possono essere omesse né rese in modo fuorviante.
Se una di queste informazioni manca e il prodotto si rivela diverso da come è stato presentato, la questione non è un’insoddisfazione: è una difformità da contestare.
Usato fra privati, che è un’altra cosa
Qui conviene essere espliciti, perché l’equivoco è frequente e costoso.
La garanzia legale di conformità riguarda le vendite effettuate da un professionista a un consumatore. Nell’acquisto da un privato, su un mercatino o su una piattaforma di annunci, quella disciplina non si applica.
Restano le tutele civilistiche ordinarie sui vizi della cosa venduta, con termini e presupposti diversi e con la prova interamente a carico dell’acquirente.
La conseguenza pratica: nell’acquisto da privato la verifica va fatta prima, perché dopo il margine è molto ridotto. Prova il prodotto, chiedi la prova d’acquisto originale, e conserva l’annuncio e i messaggi scambiati con la descrizione fornita.
Chi vende professionalmente usando un profilo da privato è una situazione diversa e contestabile, ma va dimostrata con elementi concreti, per esempio la quantità e la ripetitività delle vendite.
Che cosa fa lo Sportello +Tutela
Lo Sportello +Tutela di Consumerismo verifica se esiste un accordo valido di riduzione del termine a un anno, perché nella maggior parte dei rifiuti quella riduzione viene affermata e non documentata: senza accordo valgono i due anni. Distingue la garanzia legale da quella commerciale, che si aggiunge e non sostituisce. Fa valere la presunzione a favore del consumatore nella fase iniziale, che sposta l’onere della prova sul venditore. Confronta la descrizione del ricondizionato con il prodotto ricevuto, perché la difformità si dimostra su quel confronto. Chiarisce subito quando l’acquisto è avvenuto da un privato, e quindi quali strade restano. E collega la questione al diritto alla riparazione quando il problema è la riparazione negata. La verifica iniziale della posizione è gratuita. Segue la pratica fino alla definizione, nelle condizioni che ti vengono spiegate al primo contatto.
Quali documenti servono
La prova d’acquisto con la data, le condizioni generali di vendita e la conferma d’ordine con le schermate della pagina del prodotto, la descrizione del grado e degli interventi di ricondizionamento, l’eventuale certificato di garanzia commerciale, la descrizione del difetto con fotografie o video, le comunicazioni con il venditore e, per gli acquisti da privato, l’annuncio e i messaggi scambiati.
Tempi realistici e possibili esiti
Le contestazioni presentate entro il primo anno, dove opera la presunzione, hanno la prospettiva migliore e si risolvono spesso in settimane, perché il venditore deve provare l’uso non conforme. Fra il primo e il secondo anno la posizione resta valida ma la discussione si sposta sulla prova, quindi la documentazione del difetto diventa decisiva. Dove esiste un accordo valido di riduzione a un anno, oltre quel termine il margine non c’è e va detto. Negli acquisti da privato le prospettive sono sensibilmente più ridotte. Lo Sportello verifica i termini e imposta la contestazione, senza garantire l’esito.
Per approfondire: articolo 133 del Codice del consumo · articolo 135 del Codice del consumo · decreto legislativo 170/2021 · scheda ministeriale sulla garanzia legale
Per lo Sportello +Tutela puoi anche scrivere a piututela@consumerismo.it o telefonare allo 0694805440.
Domande frequenti
Quanto dura la garanzia su un prodotto ricondizionato?
Due anni, come per i beni nuovi, salvo che le parti abbiano concordato una riduzione: per i beni usati l’accordo può ridurre durata e prescrizione, ma non al di sotto di un anno. La riduzione non è automatica perché il bene è usato: deve risultare da un accordo.
Il venditore dice che la garanzia è di un anno perché è usato.
Chiedi dove risulta quell’accordo: condizioni generali, conferma d’ordine, documento di vendita. Se non risulta da nessuna parte, vale il termine ordinario di due anni. È la verifica che ribalta la maggior parte di questi rifiuti.
Che differenza c’è fra garanzia legale e garanzia del venditore?
La garanzia commerciale del venditore o del produttore si aggiunge a quella legale e non può ridurla. Una garanzia di dodici mesi presentata come la garanzia del prodotto non cancella i due anni di legge, se non c’è un accordo valido sulla riduzione per il bene usato.
Devo dimostrare io che il difetto c’era già?
Nel primo periodo no: i difetti che si manifestano entro un anno dalla consegna si presumono esistenti alla consegna, salvo prova contraria del venditore, che può dimostrare un uso non conforme. La durata esatta della presunzione è comunque un dato da verificare sul testo vigente.
Che cosa devo farmi dire prima di comprare un ricondizionato?
Che cosa è stato sostituito, il grado e le condizioni reali, lo stato della batteria, la durata della garanzia distinguendo legale e commerciale, e fino a quando sono previsti gli aggiornamenti. Salva una schermata delle condizioni con la data: due minuti prima evitano settimane dopo.
Ho comprato da un privato su una piattaforma di annunci.
La garanzia legale di conformità riguarda le vendite da professionista a consumatore e in quel caso non si applica: restano le tutele civilistiche sui vizi, con prova a carico dell’acquirente. Nell’acquisto da privato la verifica va fatta prima, perché dopo il margine è ridotto.
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