La campagna risicola 2026/27 si apre con prezzi in forte calo rispetto allo scorso anno, mentre aumentano i costi di trasporto e produzione. Export in flessione e importazioni in crescita, con un balzo del 66% per il riso confezionato.
In attesa di un quadro completo e definitivo sulla raccolta, l’avvio della campagna 2026/27 evidenzia un mercato risicolo italiano in fase di assestamento. I prezzi dei risoni hanno esordito su livelli sensibilmente inferiori rispetto alla scorsa annata, mantenendosi sostanzialmente stabili nelle prime settimane. A metà ottobre, tuttavia, sono emersi alcuni segnali di rialzo, riconducibili principalmente alla ripresa della domanda dell’industria di trasformazione.
È il quadro che emerge dall’analisi sul mercato risicolo italiano realizzata dalla Camera di commercio di Cremona-Mantova-Pavia, con il supporto di BMTI. A Mortara, piazza commerciale di riferimento del distretto risicolo della Lomellina, le flessioni su base annua più significative hanno interessato il Vialone Nano (-40%), l’Araldo (-39%), il Sant’Andrea (-32%), il Selenio (-29%) e il Baldo (-28%). Per il Baldo, il mercato resta esposto al rischio del nuovo regime doganale turco sul riso, basato su un diverso sistema di calcolo dei dazi. Una modifica delle condizioni di accesso al mercato turco potrebbe penalizzare una varietà per cui la Turchia rappresenta uno sbocco commerciale rilevante. Anche il Lungo B registra una contrazione annua a doppia cifra (-18%), mentre le varietà tradizionalmente destinate alla preparazione del risotto mostrano perdite meno accentuate: -7% per il Carnaroli e -12% per l’Arborio. In controtendenza, i risoni della tipologia Ribe segnalano rialzi in avvio di annata, sostenuti anche dal buon andamento della domanda: la varietà CL 007 registra un aumento del +3% rispetto alle prime settimane della scorsa campagna.
I costi continuano intanto a esercitare una significativa pressione sulla filiera risicola. Sul fronte della logistica, nonostante la flessione osservata a partire da luglio, attribuibile al raffreddamento della domanda di trasporti, i noli marittimi per il trasporto dei container restano sensibilmente più elevati rispetto ad un anno fa, sostenuti dall’incremento delle componenti operative, in particolare oneri assicurativi e costo del carburante. Il World Container Index sulla tratta Shanghai-Genova mantiene un incremento dell’80% rispetto a settembre 2025. Anche le tariffe del trasporto di rinfuse secche sono in aumento: il Baltic Dry Index registra una crescita del +60% tra settembre 2025 e settembre 2026. Sul fronte dei carburanti, le persistenti tensioni internazionali sui distillati petroliferi continuano inoltre a pesare sui costi del gasolio agricolo, aumentato del +55% su base annua a settembre.
Note in chiaroscuro arrivano anche dagli scambi con l’estero. Nel primo semestre 2026, le esportazioni italiane di prodotti risicoli hanno registrato una flessione in volume del -5,4% su base annua. Il calo ha interessato soprattutto il risone (-30,0%) e il riso semilavorato e lavorato (-5,9%), mentre sono aumentate le spedizioni all’estero di riso semigreggio (+2,2%) e di rotture di riso (+1,6%). Crescono, invece, le importazioni, con un +6,6% su base annua, grazie principalmente ai maggiori acquisti di riso semilavorato e lavorato (+13,9%), con incrementi a doppia cifra per gli arrivi dalla Thailandia (+22,9%), dalla Cambogia (+14,1%) e dall’India (+29,4%), e di riso semigreggio (+7,6%), a fronte della flessione di risone (-4,0%) e rotture di riso (-4,8%). Il focus sulle importazioni di riso confezionato nell’attuale annata, realizzato a partire dai dati della DG Agri della Commissione europea, evidenzia inoltre che nel periodo compreso tra il 1° settembre e l’11 ottobre 2026 in Italia sono giunte circa 9.000 tonnellate di riso in pacchetti, con un aumento del +66% rispetto allo stesso periodo della precedente annata. La crescita è riconducibile quasi integralmente agli arrivi di confezioni da 5-20 kg.
Comunicato stampa di BMTI