Le tariffe dei taxi sono fissate dal Comune, il tassametro è obbligatorio, la ricevuta è un diritto, il rifiuto della corsa è vietato salvo eccezioni.
Il taxi è un servizio pubblico, anche se svolto da privati. Le tariffe le fissa il Comune, il tassametro è obbligatorio e il tassista non sceglie le corse. Sono regole note in teoria e disattese in pratica, soprattutto davanti a stazioni, aeroporti e località turistiche, dove chi sale ha fretta e spesso non è del posto. Ecco cosa puoi pretendere.
Le tariffe le fissa il Comune e vanno esposte a bordo; il tassametro è obbligatorio salvo le tratte a tariffa fissa, la ricevuta ti spetta, il pagamento con carta va accettato e la corsa non può esserti rifiutata salvo i casi previsti. Gli abusi si segnalano al Comune con il numero della licenza.
Le stabilisce il Comune con un regolamento pubblico: scatto iniziale, tariffa a chilometro o a tempo, supplementi per notturno, festivo e bagagli, e per alcune tratte tipiche, come aeroporto-centro, tariffe fisse. Il tassista deve esporre il tariffario a bordo. Un prezzo a forfait proposto prima di partire, se non corrisponde a una tariffa fissa comunale, non è legittimo: il tassametro va acceso, e quella è la misura del prezzo.
Il tassametro si avvia all’inizio della corsa, si ferma alla fine e deve restare visibile. La ricevuta va rilasciata su richiesta, con l’importo e i dati del veicolo: chiedila sempre, perché è il documento che rende contestabile tutto il resto. Quanto alla carta, l’obbligo di accettare i pagamenti elettronici vale per chi vende beni e servizi fin dal decreto legge 179 del 2012, e dal 30 giugno 2022 il rifiuto è sanzionato: 30 euro più il 4% del valore della transazione rifiutata, salvo un’oggettiva impossibilità tecnica.
Il tassista in servizio non può rifiutare una corsa nell’area di competenza, salvo i motivi specifici previsti dal regolamento comunale, come il passeggero manifestamente pericoloso o il trasporto di oggetti non consentiti. Non può rifiutarla perché la distanza è breve, perché la destinazione non gli piace o perché vuoi pagare con la carta. E il rifiuto opposto a una persona con disabilità, compreso chi è accompagnato da un cane guida o viaggia con una carrozzina, è un rifiuto discriminatorio, che i regolamenti comunali sanzionano in modo severo. Segnala al Comune con il numero della licenza.
All’uscita di una stazione, corsa di tre chilometri: il primo tassista della fila dice che per quella distanza non conviene e indica un collega, il secondo propone un prezzo fisso senza accendere il tassametro, e la ricevuta che rilascia riporta un importo inferiore a quello pagato. Con i numeri delle licenze, l’orario e la ricevuta, la segnalazione al Comune apre un procedimento su entrambi. È il numero della licenza a fare la differenza: senza, la segnalazione non è istruibile e resta una lamentela.
Data, ora, luogo di partenza e destinazione. Numero della licenza e targa. La descrizione del comportamento: rifiuto della corsa, tassametro spento, prezzo non conforme, ricevuta negata o non corrispondente, carta rifiutata. La ricevuta, se ce l’hai. Eventuali testimoni. Invia all’ufficio comunale competente per il servizio taxi e, per le violazioni più gravi, anche alla polizia locale.
Non annotare il numero della licenza, che è l’unico modo per identificare il tassista. Accettare il forfait per fretta. Non chiedere la ricevuta. Discutere a lungo sul posto invece di documentare e segnalare dopo, con calma. Pensare che segnalare non serva: la segnalazione va istruita, e più segnalazioni sulla stessa postazione cambiano i controlli.
Nelle città con aeroporti e grandi stazioni i Comuni hanno introdotto tariffe fisse per le tratte più richieste, proprio per togliere spazio agli abusi. Se la tua tratta è tra quelle, il prezzo è quello, a prescindere dal traffico e dal percorso scelto, e deve essere esposto. Se non lo è, vale il tassametro. Prima di salire chiedi se la tratta è a tariffa fissa: la risposta ti dice già molto.
Notturno, festivo, bagagli oltre un certo numero, chiamata via radio o app, animali: i supplementi esistono, ma stanno nel regolamento comunale, con importi precisi e scritti. Un supplemento per la zona, per il traffico o per il periodo dell’anno non esiste. Se te lo applicano, chiedi di vederlo nel tariffario esposto a bordo: se non c’è, annota la licenza e segnala.
Lo Sportello +Tutela di Consumerismo esamina biglietto, comunicazioni del vettore e documentazione del disservizio e verifica quale regolamento si applica, ferroviario, marittimo o su autobus, e quali diritti spettano. Se c’è materia, prepara il reclamo scritto al vettore, citando gli standard della carta dei servizi, e lo invia con mezzo tracciabile nei termini di ciascun regolamento. Se la risposta non arriva o non soddisfa, presenta il reclamo di seconda istanza o la domanda di conciliazione presso l’Autorità di regolazione dei trasporti e ti assiste con delega. Per i disservizi collettivi, pendolari, isole, linee locali, raccoglie le segnalazioni e supporta i comitati. Per taxi e noleggio con conducente, prepara le segnalazioni al Comune. Segue la pratica fino alla definizione, nelle condizioni che ti vengono spiegate al primo contatto.
Il biglietto o l’abbonamento; gli orari previsti ed effettivi, con foto del tabellone o dell’app; le comunicazioni del vettore; le segnalazioni fatte con i riferimenti; le ricevute delle spese; per i disservizi a bordo, fotografie con data e ora; per i bagagli, etichette e denunce; per il trasporto locale, l’elenco delle corse soppresse; per taxi e noleggio, numero di licenza, ricevute e screenshot.
I vettori rispondono entro un mese, fino a tre nei casi complessi. La conciliazione presso l’Autorità ha tempi contenuti; il reclamo di seconda istanza porta a un accertamento in tempi più lunghi. Gli esiti più frequenti sono gli indennizzi per ritardo e soppressione, il rimborso delle spese, il riconoscimento degli standard violati. Per i disservizi strutturali i risultati arrivano con le richieste coordinate. Lo Sportello valuta il caso e ti dice se ha basi, senza promettere l’esito.
Per approfondire: regolamento europeo sui diritti dei passeggeri ferroviari · regolamento europeo sui passeggeri via mare
Per lo Sportello +Tutela puoi anche scrivere a piututela@consumerismo.it o telefonare allo 0694805440.
Se hai la traccia del percorso, per esempio dalla cronologia di un’app di mappe, allegala alla segnalazione insieme alla ricevuta: il percorso deve essere il più breve o il più conveniente, salvo una tua diversa indicazione. Indica anche partenza, destinazione e orario, perché il Comune possa confrontare il tragitto con la tariffa applicata.
Per le tratte a tariffa fissa sì, e il prezzo è quello, esposto e non negoziabile. Per le altre il tassista può darti una stima, ma quello che conta resta il tassametro: una cifra concordata a voce prima di partire non sostituisce la tariffa. Se ti viene proposto un forfait fuori dalle tariffe fisse, sei già fuori dalle regole.
Le app possono applicare tariffe concordate, ma entro i limiti fissati dal regolamento comunale, e le condizioni devono esserti chiare prima della prenotazione. Controlla quindi cosa hai accettato nell’app e confronta l’importo addebitato con quello indicato al momento della conferma: se non coincidono, il reclamo va prima alla piattaforma.
È un rifiuto discriminatorio e va segnalato: annota il numero della licenza, l’ora e il luogo, e scrivi al Comune competente. Il cane guida accompagna la persona e non è un animale trasportato per scelta, quindi non può essere trattato come tale né può giustificare un supplemento. Se ci sono testimoni, indicali nella segnalazione.
Il rifiuto di caricare una carrozzina o un altro ausilio per la disabilità è illegittimo e discriminatorio: segnalalo al Comune con il numero della licenza, la data e l’ora. Se il veicolo non è attrezzato per un trasporto specifico, il tassista deve comunque indicarti come ottenere il servizio, non lasciarti a terra.
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