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Welfare di comunità, Consumerismo a Philantropea Salerno: “La tutela del consumatore è prevenzione sociale”

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La delegata territoriale Avv. Elvira Carpentieri al confronto tra fondazioni, imprese, istituzioni e Terzo settore: molte fragilità familiari nascono in un contratto firmato al telefono o in una rata di troppo, intervenire prima costa meno a tutti.

Una gonfiata da un contratto mai davvero scelto, un finanziamento che diventa una catena di rate, un anziano che non riesce più a districarsi tra app, SPID e pagamenti online. Sono situazioni che raramente arrivano ai tavoli del welfare, perché quando vi arrivano hanno già cambiato nome: diventano povertà, isolamento, richiesta di assistenza. È da qui che è partita Consumerismo No Profit a Philantropea, l’incontro su invito dedicato al welfare di comunità che giovedì 24 settembre ha riunito al Complesso San Michele di Salerno fondazioni di origine bancaria, fondazioni d’impresa, aziende, pubblica amministrazione ed enti del Terzo settore.

L’evento, promosso da Italia non profit e Open Giving Foundation e co-progettato e sostenuto da Fondazione Cassa di Risparmio Salernitana e Fondazione Banco di Napoli, ha messo a confronto esperienze molto diverse: reinserimento lavorativo, rigenerazione dei quartieri più difficili, servizi per la prima infanzia, cultura, legalità e ambiente. Per l’associazione Consumerismo No Profit era presente l’Avv. Elvira Carpentieri, delegata territoriale per la provincia di Salerno.

Un dato ha attraversato l’intero pomeriggio: il divario tra Nord e Sud nella capacità delle fondazioni di sostenere il Terzo settore. Le risorse disponibili nel Mezzogiorno sono sensibilmente più contenute, e proprio per questo, secondo Consumerismo, la domanda da porsi non è solo quanto si spende ma dove si interviene.

“In sala abbiamo ascoltato realtà straordinarie, che spesso intervengono su bisogni già esplosi”, spiega l’Avv. Carpentieri. “Quello che manca è il piano della prevenzione: agire sui rapporti di consumo prima che diventino spesa sociale. Un contratto energetico sottoscritto al telefono senza capirlo, un debito che diventa insostenibile, l’esclusione digitale di chi è più avanti con gli anni. È lì che una famiglia comincia a scivolare, ed è lì che un’associazione dei consumatori può fare welfare di prossimità.”

Povertà energetica, sovraindebitamento, educazione al consumo e vulnerabilità digitale sono i temi su cui Consumerismo ritiene che sia necessario allargare lo sguardo della filantropia. Dal confronto emerso l’associazione ritiene che i tempi siano maturi per estendere i percorsi di educazione finanziaria oltre gli adolescenti, fino alle famiglie, e di compiere un passo ulteriore: dall’educazione finanziaria all’educazione al consumo. Saper leggere un conto corrente non basta se poi non si riconosce una pratica commerciale scorretta o una clausola che pesa sul bilancio di casa.

Con la partecipazione a Philantropea, Consumerismo inizia un vero e proprio lavoro di dialogo con le reti del welfare di comunità nel Mezzogiorno, portando in contesti che di norma non incontrano le associazioni dei consumatori l’idea che proteggere chi compra, firma e paga sia già una politica sociale.

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