+TutelaBanche, credito e finanziamenti

Rata del mutuo troppo alta: surroga, rinegoziazione o sospensione?

Tre strumenti che sembrano simili e fanno cose diverse: quale serve a pagare meno, quale a non pagare per un periodo e come si sceglie.

La rata è diventata pesante, o semplicemente hai visto che oggi si pagherebbe meno. Davanti hai tre strade che si somigliano nel nome e non si somigliano affatto negli effetti: cambiare banca portandoti il mutuo, rinegoziare con la banca che ce l’ha, o sospendere le rate per un periodo. Due servono a pagare meno, una serve a non pagare per un po’. Sceglierle a caso è il modo più rapido per peggiorare la situazione.

La surroga trasferisce il mutuo a un’altra banca senza costi per te e deve perfezionarsi entro trenta giorni lavorativi. La rinegoziazione è un accordo con la banca attuale, che può rifiutare. La sospensione delle rate non riduce il debito: lo sposta avanti, e va chiesta prima che il ritardo si accumuli.

La surroga: cambiare banca senza pagare

Il Testo unico bancario ti consente di trasferire il mutuo a un altro intermediario, che subentra nel contratto e nelle garanzie, ipoteca compresa. Il punto che conta: non puoi essere gravato di spese o commissioni, né per l’istruttoria del nuovo finanziamento né per gli accertamenti catastali, e sono nulli i patti che impediscono la surroga o la rendono onerosa, anche se firmati dopo il contratto.

C’è anche un termine. L’operazione deve perfezionarsi entro trenta giorni lavorativi dalla richiesta che la nuova banca rivolge alla vecchia per conoscere il debito residuo. Se il ritardo dipende dalla banca originaria, questa deve risarcirti l’uno per cento del valore del finanziamento per ogni mese o frazione di ritardo. È una tutela che quasi nessuno conosce e che vale la pena far valere, per iscritto, quando la pratica si impantana.

Con la surroga si cambiano tasso e durata residua, ma non si aumenta l’importo: se ti serve anche liquidità nuova, quella è un’altra operazione, con altri costi.

La rinegoziazione: trattare con la banca che hai

È un accordo con il tuo istituto per cambiare le condizioni, tipicamente il tasso, la durata o il passaggio da variabile a fisso. Non è un diritto: la banca può rifiutare, e spesso accetta solo quando il cliente ha un’alternativa concreta in mano.

Il vantaggio è la rapidità e l’assenza di una nuova istruttoria completa. Lo svantaggio è lo squilibrio del tavolo: senza un’offerta di surroga da mostrare, la trattativa parte in salita. Allungare la durata, inoltre, riduce la rata ma aumenta quanto pagherai complessivamente, ed è un conto da fare prima di firmare, non dopo.

La mossa più efficace è quasi sempre questa: chiedi un preventivo di surroga a un’altra banca e porta quel documento al tuo istituto.

La sospensione delle rate

È uno strumento diverso: non riduce quello che devi, sospende i pagamenti per un periodo e sposta in avanti il piano. Esiste un fondo pubblico dedicato ai mutui per l’acquisto della prima casa, che consente di sospendere le rate fino a diciotto mesi al verificarsi di eventi precisi: la perdita del lavoro, la sospensione o la riduzione significativa dell’orario e della retribuzione, una grave invalidità, il decesso dell’intestatario.

L’accesso richiede requisiti: l’immobile non deve essere di categoria di lusso, il mutuo non deve superare un tetto di importo e il nucleo deve restare entro una soglia di indicatore della situazione economica, entrambi indicati nella modulistica ufficiale. La domanda si presenta alla banca sul modulo predisposto dalla società pubblica che gestisce il fondo, allegando i documenti che provano l’evento, e la banca risponde entro un termine breve.

Durante la sospensione non versi le rate e il piano si allunga; una parte degli interessi del periodo è a carico del fondo. Esistono poi sospensioni concesse dalle banche su base volontaria o per accordi di settore, con condizioni diverse: in quel caso leggi bene che cosa viene capitalizzato, perché la differenza fra le due soluzioni si misura proprio lì.

Come si sceglie

Se il problema è il costo e la tua posizione è regolare, la strada è la surroga, eventualmente usata come leva per ottenere una rinegoziazione. Se il problema è un calo temporaneo di reddito, la strada è la sospensione, da chiedere subito: dopo due o tre rate non pagate le alternative si riducono e si entra in un terreno diverso, fatto di segnalazioni creditizie e di solleciti.

Se il problema è strutturale, cioè la rata non è sostenibile e non lo sarà, nessuno dei tre strumenti risolve: in quel caso la valutazione da fare riguarda che cosa fare prima che la posizione degeneri, e va fatta con qualcuno che guardi i numeri, non con la speranza che il tasso scenda.

Che cosa fa lo Sportello +Tutela

Lo Sportello +Tutela di Consumerismo esamina il contratto di mutuo e il piano di ammortamento e ti dice quale dei tre strumenti ha senso nella tua situazione, che è la scelta su cui si sbaglia di più. Verifica che nella surroga non ti vengano addebitati costi vietati e, se i termini non vengono rispettati, prepara la richiesta di risarcimento per il ritardo. Ti aiuta a impostare la richiesta di rinegoziazione e a preparare la domanda di sospensione con la documentazione dell’evento. Segue la pratica fino alla definizione, nelle condizioni che ti vengono spiegate al primo contatto.

Quali documenti servono

Il contratto di mutuo con le condizioni economiche, il piano di ammortamento aggiornato, il conteggio del debito residuo, le ultime quietanze di pagamento, l’eventuale preventivo di surroga ricevuto da un’altra banca, e per la sospensione la documentazione che prova l’evento, con le date, e i documenti reddituali richiesti dalla modulistica.

Tempi realistici e possibili esiti

La surroga ha un termine di trenta giorni lavorativi dalla richiesta del debito residuo, e il superamento comporta un risarcimento a carico della banca in ritardo. La rinegoziazione, quando la banca accetta, si chiude in poche settimane, ma non c’è un termine perché non c’è un obbligo. La domanda di sospensione riceve risposta dalla banca in tempi brevi, e l’esito dipende dalla corrispondenza fra il tuo caso e gli eventi previsti. Lo Sportello valuta la posizione e prepara le richieste, senza garantire l’esito.

Per approfondire: Testo unico bancario

Per lo Sportello +Tutela puoi anche scrivere a piututela@consumerismo.it o telefonare allo 0694805440.

Domande frequenti

La surroga ha dei costi?

No. Non puoi essere gravato di spese o commissioni per il nuovo finanziamento, per l’istruttoria o per gli accertamenti catastali, e sono nulli i patti che rendono onerosa la surroga, anche se sottoscritti dopo il contratto. Se compaiono addebiti a questi titoli, vanno contestati per iscritto.

Quanto tempo può volerci?

L’operazione deve perfezionarsi entro trenta giorni lavorativi dalla richiesta che la nuova banca rivolge alla vecchia per il debito residuo. Se il ritardo è imputabile alla banca originaria, questa ti deve l’uno per cento del valore del finanziamento per ogni mese o frazione di ritardo: mettilo per iscritto appena la pratica si blocca.

La banca può rifiutare la rinegoziazione?

Sì, perché non è un diritto ma un accordo. Per questo la mossa più efficace è chiedere prima un preventivo di surroga a un altro istituto e portarlo al tavolo: davanti a un’alternativa concreta la disponibilità cambia. Senza quel documento la trattativa parte svantaggiata.

Con la sospensione il debito si riduce?

No, e questo è il punto che genera più equivoci. La sospensione sposta in avanti i pagamenti e allunga il piano, senza ridurre quello che devi. Serve ad attraversare un periodo difficile, non a rendere il mutuo più leggero: per quello servono surroga o rinegoziazione.

Chi può chiedere la sospensione delle rate?

Il fondo pubblico per i mutui prima casa prevede eventi precisi, come la perdita del lavoro, la sospensione o riduzione significativa dell’orario e della retribuzione, una grave invalidità o il decesso dell’intestatario, con requisiti di importo del mutuo, categoria dell’immobile e situazione economica indicati nella modulistica ufficiale.

Ho già saltato tre rate: posso ancora fare qualcosa?

Le strade si riducono ma non si chiudono. La sospensione va chiesta prima che il ritardo si consolidi, quindi muoviti subito, e nel frattempo verifica la tua posizione nelle banche dati creditizie, perché le segnalazioni condizionano ogni operazione successiva. Se la rata non è sostenibile in prospettiva, il problema è strutturale e va affrontato come tale.

Hai un problema su Banche, credito e finanziamenti? Scrivici!

Stai inviando allo Sportello +Tutela di Consumerismo No Profit APS ETS il racconto del tuo problema e i tuoi recapiti. Lo legge un operatore, che valuta gratuitamente il caso e ti risponde entro 24 ore. Non stai firmando nulla e non ti stiamo chiedendo denaro.

Non devi allegare niente adesso: tieni da parte i documenti che riguardano il tuo caso, se andiamo avanti ti diremo quali servono.

1. Il tuo problema

Area tematica: Banche, credito e finanziamenti
Scegli la voce più vicina al tuo caso. Se non la trovi, seleziona "Altro".
Anche approssimativo, se lo conosci.
Racconta i fatti in ordine di tempo: quando è successo, che cosa hai già fatto, che risposta hai ricevuto.

2. I tuoi dati

Facoltativo.

3. Consensi

Leggi anche:

Pulsante per tornare all'inizio
RICHIEDI ASSISTENZA