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Segnalato come cattivo pagatore: per quanto tempo ci resti?

Dodici, ventiquattro o trentasei mesi secondo il caso, e un preavviso di quindici giorni che spesso manca: come si controlla e si corregge la posizione.

Chiedi un prestito e te lo rifiutano senza spiegazioni. Oppure la carta di credito non viene rinnovata, o il finanziamento per l’elettrodomestico salta al momento della firma. Quasi sempre dietro c’è una segnalazione in un sistema di informazioni creditizie, per un ritardo che magari hai sanato anni fa. Quelle banche dati hanno regole precise su che cosa possono contenere e per quanto tempo, e si possono controllare e contestare.

Prima della prima segnalazione negativa l’intermediario deve avvisarti, con un preavviso di almeno quindici giorni. I tempi di conservazione sono fissati e automatici: dodici mesi per uno o due ritardi poi sanati, ventiquattro per tre o più, trentasei per i debiti non sanati. Puoi accedere ai tuoi dati gratuitamente e chiederne la rettifica.

Che cosa sono e che cosa contengono

Sono archivi privati, gestiti da società specializzate, in cui banche e finanziarie registrano l’andamento dei rapporti di credito: le richieste di finanziamento presentate, i prestiti in corso, i pagamenti regolari e i ritardi. Non sono liste di cattivi pagatori: contengono anche le informazioni positive, e un rapporto pagato regolarmente resta visibile a lungo proprio perché gioca a tuo favore.

Il punto che conta per te è che ogni informazione ha un tempo di permanenza stabilito, trascorso il quale viene cancellata automaticamente, senza che tu debba chiedere nulla.

Per quanto tempo restano i dati

Una richiesta di finanziamento in corso di istruttoria resta centottanta giorni dalla data della richiesta. Una richiesta rinunciata o rifiutata, novanta giorni dall’aggiornamento che la registra.

Un finanziamento rimborsato regolarmente resta sessanta mesi dalla chiusura effettiva del rapporto.

Uno o due ritardi nel pagamento delle rate, poi regolarizzati, restano dodici mesi dalla comunicazione di avvenuta regolarizzazione, a condizione che da quel momento i pagamenti proseguano regolari. Tre o più ritardi, anche se definiti con un accordo a saldo e stralcio, restano ventiquattro mesi, sempre dalla regolarizzazione e alla stessa condizione.

I rapporti con eventi negativi non sanati restano trentasei mesi dalla scadenza contrattuale, o dall’ultimo aggiornamento se sono intervenuti accordi o fatti successivi, entro un limite massimo di sessanta mesi dalla scadenza del contratto.

Due conseguenze pratiche. La prima: sanare il debito non cancella subito la segnalazione, ma fa partire il conteggio, ed è per questo che la data della comunicazione di regolarizzazione è il dato da chiedere e conservare. La seconda: se un rapporto regolare convive con un evento negativo non risolto, prevale il termine più lungo.

Il preavviso che spesso manca

Prima di effettuare la prima segnalazione negativa a tuo carico, l’intermediario deve avvisarti, con un preavviso di almeno quindici giorni, così che tu possa pagare o chiarire prima che il dato finisca in archivio.

È l’obbligo più disatteso e il motivo di contestazione più efficace. L’intermediario deve essere in grado di dimostrare che l’avviso è stato inviato, con quale canale, a quale recapito e in quale data: una ricevuta di posta elettronica certificata o di . Se quella prova non c’è, la segnalazione è contestabile a prescindere dal fatto che il ritardo ci sia stato davvero.

Come si controlla la propria posizione

Hai diritto di accedere ai dati che ti riguardano e di ottenerne copia, gratuitamente. Ogni gestore ha una procedura di accesso, con un modulo e la richiesta di un documento di identità. È la prima cosa da fare quando ricevi un rifiuto che non ti spieghi: senza la visura si discute al buio, e spesso emergono dati che non ti appartengono o che si riferiscono a rapporti chiusi.

Come si contesta

Su due fronti, insieme. Il primo è l’intermediario che ha effettuato la segnalazione, perché è lui il responsabile del dato: scrivi con posta elettronica certificata chiedendo la rettifica o la cancellazione, indicando il motivo, mancanza del preavviso, importo errato, debito già pagato, termini scaduti, scambio di persona, e allegando le prove.

Il secondo è il gestore della banca dati, con il modulo di rettifica, allegando documento di identità, visura e documentazione. Il gestore risponde entro trenta giorni; se l’intermediario non riscontra nel termine, la visibilità del rapporto contestato può essere inibita agli altri operatori fino alla definizione.

Se non ottieni risposta o la risposta non ti soddisfa, restano due strade: il ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario e il al Garante per la protezione dei dati personali, che si occupa del trattamento illecito dei dati. Sono percorribili anche insieme, perché guardano a due aspetti diversi della stessa vicenda.

Che cosa non aspettarsi

Non esiste una cancellazione a pagamento: le offerte di chi promette di ripulire la posizione dietro compenso, quando la segnalazione è legittima e i termini non sono scaduti, promettono una cosa che non si può ottenere. Quello che si può fare è verificare se la segnalazione è corretta, se il preavviso c’è stato e se i termini sono decorsi. Quando uno di questi tre elementi non torna, la rettifica si ottiene; quando tornano tutti, l’unica cosa che passa è il tempo.

Che cosa fa lo Sportello +Tutela

Lo Sportello +Tutela di Consumerismo ti aiuta a ottenere la visura della tua posizione e la legge con te, verificando per ogni segnalazione la data di decorrenza, il termine applicabile e se il preavviso è stato inviato. Prepara la richiesta di rettifica all’intermediario e al gestore della banca dati, con la documentazione, e ti indica se e quando ha senso rivolgersi all’Arbitro Bancario Finanziario o presentare un reclamo al Garante. Segue la pratica fino alla definizione, nelle condizioni che ti vengono spiegate al primo contatto.

Quali documenti servono

La visura aggiornata della tua posizione, il contratto di finanziamento, le quietanze dei pagamenti e l’eventuale comunicazione di avvenuta regolarizzazione con la data, le comunicazioni ricevute dall’intermediario compreso l’eventuale preavviso, il rifiuto di finanziamento se lo hai ricevuto per iscritto e un documento di identità.

Tempi realistici e possibili esiti

L’accesso ai dati si ottiene in pochi giorni. La risposta alla richiesta di rettifica arriva entro trenta giorni, e le contestazioni fondate su un preavviso mancante o su termini già decorsi si chiudono con la correzione. Quando invece la segnalazione è corretta, il dato resta fino alla scadenza del termine previsto: in quel caso l’unica cosa utile è conoscere la data esatta in cui sparirà, per programmare le richieste di credito. Lo Sportello verifica la posizione e prepara le richieste, senza garantire l’esito.

Per lo Sportello +Tutela puoi anche scrivere a piututela@consumerismo.it o telefonare allo 0694805440.

Domande frequenti

Ho pagato il debito: la segnalazione sparisce subito?

No, ma il pagamento fa partire il conteggio. Uno o due ritardi poi regolarizzati restano dodici mesi dalla comunicazione di regolarizzazione, tre o più ne restano ventiquattro, a condizione che da quel momento i pagamenti siano regolari. Chiedi e conserva la comunicazione con la data: è da lì che si contano i mesi.

Nessuno mi aveva avvisato prima di segnalarmi.

È il motivo di contestazione più efficace. Prima della prima segnalazione negativa l’intermediario deve inviarti un preavviso di almeno quindici giorni e deve poter dimostrare canale, recapito e data dell’invio. Se quella prova non esiste, la segnalazione è contestabile anche se il ritardo c’era stato davvero.

Come faccio a sapere che cosa risulta a mio carico?

Hai diritto di accedere gratuitamente ai dati che ti riguardano e di ottenerne copia: ogni gestore ha un modulo di accesso che richiede un documento di identità. È la prima cosa da fare davanti a un rifiuto inspiegato, perché spesso emergono dati errati, riferiti a rapporti chiusi o a persone diverse.

A chi devo scrivere per far correggere un dato?

A entrambi, insieme: all’intermediario che ha effettuato la segnalazione, perché è il responsabile del dato, e al gestore della banca dati con il modulo di rettifica. Il gestore risponde entro trenta giorni e, se l’intermediario non riscontra, la visibilità del rapporto contestato può essere inibita fino alla definizione.

Esiste un modo per farsi cancellare prima?

Solo se la segnalazione è illegittima o i termini sono decorsi. Non esistono cancellazioni a pagamento: chi promette di ripulire una posizione corretta dietro compenso promette qualcosa che non è ottenibile. Quello che si può fare è verificare preavviso, importi e date, e far valere gli errori.

Mi hanno rifiutato un prestito senza dirmi perché.

Chiedi per iscritto il motivo del rifiuto e, in parallelo, la visura della tua posizione nelle banche dati creditizie. Spesso il rifiuto dipende da una segnalazione che non conoscevi o che non ti riguarda. Conoscere la data in cui il dato verrà cancellato ti permette anche di programmare quando ripresentare la richiesta.

Hai un problema su Banche, credito e finanziamenti? Scrivici!

Stai inviando allo Sportello +Tutela di Consumerismo No Profit APS ETS il racconto del tuo problema e i tuoi recapiti. Lo legge un operatore, che valuta gratuitamente il caso e ti risponde entro 24 ore. Non stai firmando nulla e non ti stiamo chiedendo denaro.

Non devi allegare niente adesso: tieni da parte i documenti che riguardano il tuo caso, se andiamo avanti ti diremo quali servono.

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