Hai pagato un pedaggio per percorrere una strada a scorrimento veloce e sei rimasto fermo quaranta minuti in un cantiere. Oppure un oggetto sulla carreggiata ti ha rovinato una ruota, o ti sei fermato in corsia di emergenza e hai scoperto che non puoi chiamare il carro attrezzi che conosci. In tutti e tre i casi c’è una regola precisa, e nel primo, dal giugno 2026, c’è anche un rimborso che prima non esisteva.
Dal 1° giugno 2026 chi subisce ritardi per cantieri programmati o blocchi prolungati può ottenere la restituzione di una parte del pedaggio, fino all’intero importo. Per i danni causati da anomalie della carreggiata risponde il gestore, salvo caso fortuito. Il soccorso meccanico in autostrada può essere svolto solo da operatori autorizzati.
Il rimborso del pedaggio per code e cantieri
È la novità più concreta degli ultimi anni per chi viaggia in autostrada, introdotta dall’Autorità di regolazione dei trasporti e operativa dal 1° giugno 2026. L’idea è semplice: se paghi per un servizio e quel servizio non c’è, una parte del pedaggio torna indietro.
Per i cantieri programmati le soglie dipendono dalla lunghezza del percorso. Sotto i trenta chilometri il rimborso è riconosciuto a prescindere dalla durata del ritardo. Fra trenta e cinquanta chilometri serve un ritardo superiore a dieci minuti. Oltre i cinquanta chilometri serve un ritardo di almeno quindici minuti. L’importo viene calcolato con coefficienti che tengono conto della distanza e del disagio effettivo.
Per i blocchi totali della circolazione le percentuali sono fisse: il cinquanta per cento del pedaggio per un blocco da sessanta a centodiciannove minuti, il settantacinque per cento da centoventi a centosettantanove minuti, il cento per cento oltre le tre ore.
Restano fuori alcune situazioni: i cantieri mobili, gli interventi di emergenza e di soccorso, i casi in cui la tratta gode già di una riduzione tariffaria e la congestione da traffico intenso, come quella dei fine settimana da esodo. Nella prima fase il rimborso riguarda inoltre i soli viaggi che si svolgono interamente sulla rete di un unico concessionario; l’estensione ai percorsi che attraversano reti di gestori diversi è prevista dal 1° dicembre 2026.
Come si chiede
Chi usa un dispositivo di pagamento elettronico può registrarlo sull’applicazione dedicata o sui portali dei gestori e ricevere gli accrediti in automatico. Chi paga in contanti o con carta deve conservare la ricevuta del pedaggio e caricarne la scansione, cosa possibile a partire da alcune ore dopo il transito.
I gestori devono mettere a disposizione almeno tre canali, un sito, un numero verde e l’assistenza di persona, e rispondere entro venti giorni. I rimborsi vengono liquidati quando l’importo accumulato raggiunge almeno un euro, quindi su tratte brevi può essere necessario attendere più viaggi.
La cosa pratica da fare, quindi, è conservare le ricevute e registrare il dispositivo una volta sola: il resto è automatico, e senza quei due passaggi il rimborso semplicemente non arriva.
I danni causati dalla carreggiata
Una buca, un dislivello, un oggetto o un detrito sulla sede autostradale che ti danneggia il veicolo rientrano nella responsabilità di chi ha la custodia della strada, che è il concessionario. Vale lo stesso schema dei danni da buche sulle strade comunali: è una responsabilità oggettiva prevista dal Codice civile, in cui devi provare che il danno è stato causato da quell’anomalia, mentre al gestore tocca provare il caso fortuito.
In autostrada, però, due elementi pesano più che altrove. Il primo è la velocità: il gestore sosterrà quasi sempre che una condotta più prudente avrebbe evitato il danno, e la tua posizione dipende da quanto riesci a documentare le circostanze. Il secondo è la difficoltà di fermarsi in sicurezza per raccogliere le prove: non rischiare per fotografare, ma chiama subito il numero di emergenza del gestore o le forze dell’ordine e chiedi che l’intervento venga verbalizzato, perché quel verbale sostituisce le fotografie che non puoi fare.
Conserva poi la ricevuta del pedaggio, che prova che eri su quella tratta a quell’ora, le fotografie scattate in area di servizio o dopo l’uscita, la documentazione del soccorso e la fattura di riparazione con la descrizione tecnica del danno.
Il soccorso meccanico
In autostrada il soccorso e la rimozione dei veicoli possono essere svolti soltanto da operatori preventivamente autorizzati: lo prevede il Codice della strada, e la regola vale anche per gli interventi che sembrano innocui, come quelli in una piazzola. Chi si fa soccorrere da un operatore non autorizzato rischia una sanzione.
In concreto: se ti fermi, metti in sicurezza te stesso prima del veicolo, con giubbotto e triangolo, e chiama il numero di emergenza. Se hai una copertura di assistenza stradale nella polizza o in un abbonamento, segnalalo subito, perché il coordinamento fra la tua centrale e l’operatore autorizzato va fatto prima dell’intervento, non dopo. E chiedi sempre il dettaglio delle voci prima di firmare: il traino, il deposito e gli eventuali giorni di sosta sono voci distinte, e il deposito prolungato è quella che fa crescere il conto senza che nessuno te lo dica.
Che cosa fa lo Sportello +Tutela
Lo Sportello +Tutela di Consumerismo verifica se il tuo viaggio rientra nelle condizioni previste per il rimborso del pedaggio e ti aiuta a presentare la richiesta con la documentazione corretta, seguendo la risposta del gestore nei venti giorni. Per i danni causati dalla carreggiata ricostruisce la pratica, individua il concessionario competente e prepara la richiesta di risarcimento quantificata, seguendo l’interlocuzione con l’ufficio sinistri o con la compagnia. Verifica inoltre le voci addebitate dal soccorso meccanico e contesta quelle non dovute. Segue la pratica fino alla definizione, nelle condizioni che ti vengono spiegate al primo contatto.
Quali documenti servono
La ricevuta del pedaggio o l’estratto del dispositivo elettronico con data e ora, l’indicazione della tratta e del casello di ingresso e uscita, le fotografie del danno e, quando possibile, del punto in cui si è verificato, il verbale dell’intervento del gestore o delle forze dell’ordine, la documentazione del soccorso con il dettaglio delle voci, la fattura di riparazione con la descrizione tecnica e la corrispondenza con il concessionario.
Tempi realistici e possibili esiti
Le richieste di rimborso del pedaggio hanno una risposta prevista entro venti giorni, e la liquidazione avviene al raggiungimento dell’importo minimo. Le richieste di risarcimento per danni da anomalie della carreggiata seguono tempi più lunghi, alcune settimane per la prima risposta, e il loro esito dipende quasi interamente da quanto è documentato l’evento: senza un verbale o un intervento registrato, il gestore contesta che il danno sia avvenuto lì. Lo Sportello valuta la documentazione e prepara le richieste, senza garantire l’esito.
Per approfondire: Codice della strada
Per lo Sportello +Tutela puoi anche scrivere a piututela@consumerismo.it o telefonare allo 0694805440.
Domande frequenti
Mi rimborsano il pedaggio se resto imbottigliato in un cantiere?
Dal 1° giugno 2026 sì, a certe condizioni. Sotto i trenta chilometri di percorso il rimborso spetta a prescindere dal ritardo; fra trenta e cinquanta chilometri serve un ritardo superiore a dieci minuti; oltre i cinquanta, di almeno quindici. L’importo si calcola con coefficienti che tengono conto di distanza e disagio effettivo.
E se l’autostrada è rimasta bloccata per ore?
Per i blocchi totali le percentuali sono fisse: metà del pedaggio per un blocco fra una e due ore, tre quarti fra due e tre ore, l’intero importo oltre le tre ore. Restano esclusi gli interventi di emergenza e di soccorso e la congestione dovuta al traffico intenso, come quella dei fine settimana di esodo.
Come faccio a chiedere il rimborso?
Se usi un dispositivo elettronico, registralo una volta sull’applicazione dedicata o sul portale del gestore e gli accrediti arrivano in automatico. Se paghi in contanti o con carta, conserva la ricevuta e caricane la scansione. Il gestore deve rispondere entro venti giorni e la liquidazione avviene al raggiungimento di almeno un euro.
Un oggetto sulla carreggiata mi ha danneggiato l’auto. Chi paga?
Risponde il concessionario che ha in custodia la tratta, salvo che provi il caso fortuito. A te spetta dimostrare che il danno è stato causato da quell’anomalia: in autostrada, dove fermarsi per fotografare è pericoloso, la prova si costruisce chiamando subito il numero di emergenza e chiedendo che l’intervento venga verbalizzato.
Posso chiamare il carro attrezzi di mia fiducia?
In autostrada no: il soccorso e la rimozione sono riservati agli operatori preventivamente autorizzati, e farsi soccorrere da altri espone a una sanzione. Se hai una copertura di assistenza nella polizza, segnalalo subito al momento della chiamata, così il coordinamento avviene prima dell’intervento.
Il conto del soccorso è molto più alto del previsto.
Chiedi il dettaglio delle singole voci: traino, deposito e giorni di sosta sono distinti, e il deposito prolungato è quello che fa crescere l’importo. Contesta per iscritto le voci non pattuite o non giustificate, e ritira il veicolo appena possibile per fermare la maturazione dei giorni di sosta.
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Non devi allegare niente adesso: tieni da parte i documenti che riguardano il tuo caso, se andiamo avanti ti diremo quali servono.


