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Danni al cliente nel locale: cibo rovesciato, ustioni, cadute

Il locale risponde per i dipendenti e per le cose in custodia: abiti al valore attuale, referto lo stesso giorno e richiesta all'assicurazione.

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Un vassoio che si inclina e una salsa che finisce su una giacca. Una teiera bollente versata male. Un pavimento appena lavato, senza cartello, e una caduta. Sono episodi che si chiudono quasi sempre con delle scuse, perché il cliente si sente in imbarazzo a chiedere di più. Ma il locale risponde di quello che fanno i suoi dipendenti e di quello che accade dentro i suoi spazi, e ha un’assicurazione esattamente per questo.

Il Codice civile prevede due regole che coprono quasi tutti questi casi: chi si avvale di dipendenti risponde dei danni che essi causano nell’esercizio delle mansioni, senza che serva provare una colpa del titolare, e chi ha una cosa in custodia risponde dei danni che essa provoca, salvo il caso fortuito. Agli abiti si applica il valore attuale del bene; per le lesioni serve il referto dello stesso giorno. La richiesta va indirizzata anche all’assicurazione.

Di che cosa risponde il locale

La prima base è la responsabilità per il fatto dei dipendenti: chi si avvale della loro opera risponde dei danni che essi causano nell’esercizio delle mansioni a cui sono adibiti. Non devi dimostrare che il titolare ha sbagliato qualcosa: basta il fatto del dipendente. Un cameriere che rovescia un piatto addosso a un cliente rientra esattamente qui.

La seconda è la responsabilità per i danni da cose in custodia, salvo il caso fortuito: nei locali vi rientrano il pavimento, gli arredi, le attrezzature, le scale, un tavolo instabile.

Su questa seconda regola si fondano le richieste per le cadute. Sono solide quando mancava la segnalazione del pericolo, più difficili quando il cartello c’era ed era visibile, perché in quel caso entra in gioco anche la disattenzione di chi cade.

Gli abiti e le cose danneggiate

Il danno agli abiti è un danno a cose, e si risarcisce sul valore del bene tenuto conto dell’usura: non il prezzo pagato anni prima, salvo capi nuovi, ma il valore attuale o, quando il capo è recuperabile, il costo della pulizia o della riparazione.

La strada più semplice, e quella che funziona di più, è proprio questa: porta il capo in lavanderia, conserva la ricevuta e chiedi il . I locali lo riconoscono quasi sempre senza discutere, perché è una cifra piccola e la questione si chiude.

Se il capo è irrecuperabile serve la prova del valore, con la prova d’acquisto o con il prezzo di un capo equivalente. Lo stesso vale per occhiali, borse, telefoni: fotografali sul posto, prima di muoverti, perché dopo nessuno potrà collegare quel danno a quella sera.

Le ustioni e le lesioni

Un’ustione da bevanda o da pietanza bollente, un taglio da un vetro rotto, una lesione da caduta sono danni alla persona, e il percorso è diverso.

Fatti refertare lo stesso giorno, al pronto soccorso o dal medico, dichiarando dove e come è avvenuto il fatto perché sia annotato: è il referto in giornata a collegare il danno all’episodio, e senza quello la richiesta resta un racconto. Conserva le ricevute delle cure e documenta i giorni di inabilità.

Per le ustioni, che possono lasciare esiti cicatriziali, la valutazione va fatta a guarigione avvenuta, con un medico legale, e non prima. È il punto in cui si perde più spesso: una definizione accettata a caldo, quando la lesione sembra lieve, chiude anche gli esiti che si vedranno dopo.

Quando è coinvolto un bambino, la valutazione richiede attenzione particolare e non va definita in fretta per nessuna ragione.

Che cosa fare sul posto

Segnala immediatamente al responsabile, non al cameriere coinvolto, e chiedi che l’episodio sia annotato, con la data e la descrizione.

Chiedi i dati dell’esercizio, la ragione sociale e, se possibile, gli estremi della polizza di responsabilità civile: quasi tutti i locali ne hanno una, ed è l’assicurazione che paga e che decide, non il titolare.

Fotografa il danno, gli abiti, il pavimento o la causa, e le condizioni del luogo, compresa l’assenza di cartelli di pericolo, che è l’elemento che sparisce per primo.

Raccogli i nominativi dei testimoni. E se ci sono lesioni, vai a farti refertare senza rimandare, anche quando ti sembra esagerato: è la cosa che non si recupera il giorno dopo.

Che cosa chiedere, e come

La richiesta scritta deve contenere la data e l’ora, il luogo, la dinamica, il fatto che hai segnalato subito al responsabile e il suo nome, i testimoni, la descrizione dei beni danneggiati con l’importo documentato o il riferimento al referto per le lesioni, e l’invito esplicito a trasmettere la richiesta alla compagnia di assicurazione, chiedendo che ti vengano comunicati gli estremi.

Per le lesioni, aggiungi la riserva di quantificare il danno permanente all’esito delle cure: è la formula che evita di chiudere troppo presto.

Che cosa fa lo Sportello +Tutela

Lo Sportello +Tutela di Consumerismo distingue subito il danno a cose dal danno alla persona, perché seguono strade, prove e tempi diversi: il primo si chiude in giorni con una ricevuta di lavanderia, il secondo richiede referto, documentazione delle cure e una valutazione a guarigione avvenuta. Prepara la richiesta scritta con l’invito a coinvolgere l’assicurazione dell’esercizio, che è l’interlocutore reale, e indica quali elementi vanno raccolti sul posto nelle prime ore. Per le lesioni avverte del rischio di definire a caldo e indirizza alla valutazione medico-legale al momento giusto. La verifica iniziale della posizione è gratuita. Segue la pratica fino alla definizione, nelle condizioni che ti vengono spiegate al primo contatto.

Quali documenti servono

Le fotografie del danno, degli abiti e del luogo con la data, la segnalazione fatta al responsabile e la sua annotazione, i nominativi dei testimoni, le ricevute della lavanderia o le prove del valore dei beni, il referto medico dello stesso giorno con la dinamica, le ricevute delle cure e i dati dell’esercizio e della polizza.

Tempi realistici e possibili esiti

I danni agli abiti si risolvono di regola con il rimborso della lavanderia in tempi brevi, spesso sul momento. Le richieste per lesioni vengono trasmesse dall’esercizio alla propria assicurazione, con tempi di settimane o mesi e una valutazione medico-legale. Le definizioni accettate prima della guarigione chiudono anche gli esiti successivi, e questa è la ragione per cui non conviene affrettarle. Lo Sportello prepara la richiesta e indirizza al medico legale per i danni alla persona, senza garantire l’esito.

Per approfondire: Codice civile

Per lo Sportello +Tutela puoi anche scrivere a piututela@consumerismo.it o telefonare allo 0694805440.

Domande frequenti

Il cameriere mi ha rovesciato il piatto sulla giacca.

Il locale risponde dei danni causati dai propri dipendenti nell’esercizio delle mansioni, senza che serva provare una colpa del titolare. Segnala al responsabile, fotografa e chiedi il rimborso della lavanderia conservando la ricevuta: è la strada più semplice e viene riconosciuta quasi sempre senza discussione.

Il capo è rovinato in modo irreparabile.

Il risarcimento è commisurato al valore del bene al momento del danno, tenuto conto dell’usura, non al prezzo pagato all’acquisto salvo capi nuovi. Serve la prova del valore, con la prova d’acquisto o il costo di un capo equivalente. Fotografa il capo e chiedi che la richiesta sia trasmessa all’assicurazione dell’esercizio.

Mi sono ustionato con una bevanda bollente.

È un danno alla persona: fatti refertare lo stesso giorno dichiarando dove e come è accaduto, conserva le ricevute delle cure e documenta i giorni di inabilità. Per le ustioni, che possono lasciare esiti, la valutazione va fatta a guarigione avvenuta con un medico legale: non accettare definizioni a caldo, perché chiudono anche gli esiti futuri.

Sono scivolato su un pavimento bagnato.

Il locale risponde dei danni derivanti dalle cose che ha in custodia, salvo il caso fortuito. La contestazione è solida quando mancava la segnalazione del pericolo, più difficile quando il cartello era presente e visibile. Fotografa subito il pavimento e l’assenza di segnaletica, raccogli i testimoni e fatti refertare.

Il locale dice che non è responsabile.

Chiedi comunque per iscritto i dati dell’esercizio e che la richiesta sia trasmessa alla compagnia di assicurazione, che quasi tutti i locali hanno proprio per questo: spesso è l’assicurazione a definire, anche quando il titolare oppone resistenza. Se la richiesta riguarda lesioni rilevanti, fatti assistere.

Mi hanno offerto di non pagare il conto come risarcimento.

Valutalo per quello che è: un gesto che copre una cifra piccola. Se il danno riguarda solo un capo da lavare può bastare, ma non firmare dichiarazioni che rinunciano a ogni pretesa, soprattutto se ci sono lesioni, prima di sapere come evolvono e quanto costeranno le cure. Chiedi comunque che l’episodio sia annotato.

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