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L’incontro nasce dalla volontà di avviare un percorso legislativo che superi il concetto tradizionale di turismo delle radici per approdare a un modello evoluto di impresa delle radici, capace di favorire investimenti, partenariati economici e rientro di competenze nei territori italiani attraverso politiche fiscali e burocratiche agevolate. La diaspora italiana, composta da oltre 80 milioni di oriundi e da un bacino ancora più ampio di italici, rappresenta infatti un potenziale economico strategico ancora in gran parte inespresso.
I lavori si apriranno con i saluti istituzionali dell’On. Luciano Ciocchetti, rappresentante della Camera dei Deputati, seguiti da un intervento introduttivo dedicato al ruolo dell’impresa delle radici come possibile pilastro del Made in Italy 2030.
Partecipazione speciale dell’On.le Fucsia FitzGerald Nissoli membro del consiglio di amministrazione della NIAF – National Italian American Foundation la prestigiosa organizzazione di rappresentanza degli italo americani che ha concesso il patrocinio istituzionale all’evento.
Nel corso dell’incontro interverranno Mino Dinoi, Presidente AEPI, con un focus sul ruolo delle micro, piccole e medie imprese e sul valore delle comunità italiane all’estero come infrastruttura economica per l’accesso ai mercati internazionali, e Pasquale Ciurleo, rappresentante ENPI, sul contributo delle reti territoriali e professionali nella valorizzazione del capitale umano della diaspora. Saranno inoltre presentati strumenti operativi e casi concreti di rientro di capitali e competenze, con l’obiettivo di trasformare l’esperienza identitaria in relazioni economiche durature.
La sintesi finale sarà affidata a Luigi Gabriele, Presidente Consumerismo No Profit, che illustrerà i punti chiave della proposta legislativa, tra cui la semplificazione per le startup delle radici, incentivi al co-investimento nei borghi e il riconoscimento della figura dell’imprenditore italico.
Settori come agroalimentare, manifattura di qualità, turismo e cultura rappresentano ambiti prioritari di sviluppo di questo nuovo paradigma, che mira a trasformare il legame identitario con l’Italia in un motore stabile di crescita economica, occupazione e rigenerazione dei territori.





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