
L’autunno si apre con un nuovo campanello d’allarme per i bilanci delle famiglie italiane. Secondo la stima preliminare diffusa oggi, 1° settembre, dall’Istat, ad agosto 2026 l’inflazione torna ad accelerare: l’indice dei prezzi al consumo cresce dello 0,5% in un solo mese e del 3,3% rispetto ad agosto 2025, contro il +2,9% registrato a luglio.
A spingere l’inflazione è soprattutto l’energia. I prezzi dei beni energetici accelerano complessivamente dall’11,6% al 17%. Gli energetici non regolamentati passano dal +11,4% al +16,9%, quelli regolamentati dal +14,8% al +18,8%.
Una dinamica che l’Istat collega alle tensioni internazionali e che rischia di diventare uno dei principali problemi economici dell’autunno. L’inflazione acquisita per l’intero 2026 sale intanto al 2,9%.
Il carrello rallenta, ma aumentano i prodotti acquistati più spesso
Una buona notizia arriva dagli alimentari: la loro crescita resta contenuta al +1,1%. Anche il cosiddetto “carrello della spesa”, che comprende alimentari e prodotti per la cura della casa e della persona, rimane stabile al +1%.
Ma c’è un dato che fotografa meglio ciò che le famiglie incontrano nella vita di tutti i giorni: i prodotti ad alta frequenza d’acquisto accelerano dal +3,4% al +4,3%.
E soprattutto il rallentamento dell’inflazione alimentare non cancella gli aumenti accumulati negli ultimi anni. Il consumatore continua quindi a fare la spesa partendo da livelli di prezzo decisamente superiori a quelli precedenti alla grande fiammata inflazionistica.
Carburanti, il pieno pesa fino a 25 euro in più
A preoccupare è soprattutto il costo della mobilità. Secondo le stime di Facile.it, ad agosto gli italiani potrebbero aver speso per benzina e diesel oltre un miliardo di euro in più rispetto ad agosto 2025, a parità di consumi, con una crescita complessiva della spesa nell’ordine del 24-25%.
Il rincaro diventa ancora più evidente guardando al singolo automobilista.
Un pieno da 50 litri di benzina costa circa 101 euro, contro gli 85 euro di dodici mesi fa: 16 euro in più, circa +18%.
Per 50 litri di diesel servono circa 107 euro, contro gli 82 euro del 2025: 25 euro in più per un solo pieno, +31%.
Su un viaggio Milano-Lecce andata e ritorno, circa 2.000 chilometri, la spesa stimata ad agosto 2026 arriva a 265 euro per un’auto a benzina, contro i 225 euro del 2025: 40 euro in più, circa +18%. Per un’auto diesel servono invece 234 euro, contro i 179 euro dello scorso anno: 55 euro in più, circa +31%.
Bollette, tra settembre e dicembre possibile aggravio di 270 euro
Il secondo fronte è quello delle bollette.
Secondo le proiezioni di Facile.it, una famiglia tipo con un contratto di luce e gas nel mercato libero a prezzo indicizzato potrebbe spendere 982 euro tra settembre e dicembre, circa 270 euro in più rispetto allo stesso periodo del 2025, con un incremento vicino al 40%.
Il gas rappresenta la voce più critica: la spesa stimata per i quattro mesi è di circa 709 euro, +43%, mentre per l’elettricità si stimano 273 euro, +27%.
Si tratta di previsioni legate all’andamento dei mercati energetici e non di aumenti automatici per tutte le famiglie, ma il dato Istat pubblicato oggi conferma che la pressione dell’energia sui prezzi è già tornata a crescere.
Il conto dell’estate: fino a 450 euro per i condizionatori
«Alle prospettive di rincaro per l’autunno si aggiunge il conto dell’estate appena trascorsa. Secondo le stime di Assium, l’aumento dei prezzi dell’energia ha pesato anche sull’utilizzo dei condizionatori: tra maggio e agosto la spesa per il raffrescamento domestico può aver superato i 400-450 euro per famiglianei casi di utilizzo più intenso e di impianti multisplit. Un costo che molte famiglie si troveranno a contabilizzare proprio con le bollette in arrivo tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno.»
Consumerismo: attenzione all’effetto domino
Il rischio non riguarda soltanto il pieno dell’auto e la bolletta di casa. Energia e carburanti sono costi trasversali: entrano nella produzione, nel trasporto, nella logistica, nella conservazione e nella distribuzione dei prodotti e nei costi sostenuti dalle attività commerciali.
A luglio avevamo già osservato aumenti nei servizi: quelli ricreativi, culturali e per la cura della persona erano arrivati al +3%, mentre i servizi relativi ai trasporti erano passati dal +1,1% al +1,6%. Ad agosto entrambe queste componenti rallentano, rispettivamente al +2,6% e +0,9%, mentre l’aumento complessivo dei servizi scende dal +2,7% al +2,4%.
«Il dato di oggi ci dice che il problema si sta spostando con forza sull’energia. Non dobbiamo creare allarmismi, ma vigilare sull’effetto domino: se carburanti ed energia rimangono a questi livelli, il rischio è che una parte dei maggiori costi sostenuti dalle imprese venga progressivamente trasferita sui prezzi finali. Per le famiglie sarebbe particolarmente pesante perché questi rincari arrivano dopo anni di aumenti già incorporati nella spesa quotidiana», sottolinea il presidente di Consumerismo No Profit Luigi Gabriele.
L’autunno 2026 parte quindi con un quadro molto chiaro: inflazione al 3,3%, energia +17%, prodotti acquistati più frequentemente +4,3%, carburanti molto più cari rispetto a un anno fa e nuove pressioni sulle bollette.
Il problema per le famiglie non sarà necessariamente un’unica “stangata”, ma la possibile somma di più aumenti sulle spese difficilmente comprimibili: casa, energia, mobilità, alimentari e servizi essenziali.




