
L’appuntamento è alle 9:30: strumenti, vantaggi e opportunità dell’economia sociale, raccontati alle imprese da chi il Terzo settore lo vive ogni giorno.
Abbiamo la sensazione che ci sia una domanda che molte imprese si fanno: il sociale conviene? Non per cinismo, e nemmeno perché la risposta sia scontata. È come se, semplicemente, la consapevolezza dei vantaggi concreti di investire nell’economia sociale, fiscali, reputazionali, relazionali, non fosse ancora arrivata nelle aziende. C’è chi questi temi li racconta, certo: ma un’associazione di consumatori, finora, non lo aveva mai fatto.
Noi ce ne siamo accorti sul campo. Con le imprese abbiamo già lavorato, ma sempre attraverso relazioni dirette, un dialogo alla volta. Questa rubrica è la prima volta che ci rivolgiamo apertamente a tutte, perché riteniamo che ci siano margini per contribuire consapevolmente al miglioramento del mercato, con vantaggi concreti anche per le imprese.
La risposta alla domanda è sì, e vogliamo dimostrarlo un giovedì alla volta.
Perché una rubrica sull’economia sociale
Il momento non è casuale. Il 2 luglio 2026 il Consiglio dei ministri ha esaminato il Piano d’azione nazionale per l’economia sociale: per la prima volta l’Italia si dota di una strategia organica su cooperative, imprese sociali, enti del Terzo settore e sul loro rapporto con il mercato.
A tutti gli effetti un’economia sociale che viene trattata come componente strutturale del sistema italiano e non più come ambito marginale o residuale. Il messaggio di fondo è che questi soggetti non sono semplici destinatari di misure settoriali, ma attori che concorrono a orientare lo sviluppo del Paese attraverso diverse linee di intervento: innovazione sociale, strumenti finanziari, inclusione lavorativa, coesione territoriale, amministrazione condivisa, monitoraggio e governance multi-attore.
Il messaggio per le imprese è chiaro: l’economia sociale sta smettendo di essere un mondo a parte e ambisce a diventare un riferimento della strategia nazionale, con regole ben precise e vantaggi per chi si muove per tempo. Ma la conoscenza di questi strumenti è ancora bassa: si confonde la donazione con la sponsorizzazione, l’ente del Terzo settore con il volontariato, l’impatto sociale con la beneficenza. Questa rubrica serve a colmare quel divario, con un linguaggio pensato per chi in azienda deve poi decidere.
Perché un’associazione di consumatori parla alle imprese
La domanda è legittima, e preferiamo risponderti subito: che ci fa un’associazione di consumatori a dialogare con le aziende?
Sfidiamo chiunque a pensare a un’associazione di consumatori senza associarla immediatamente all’assistenza: il reclamo, la pratica, un problema da risolvere. È un’immagine vera, ed è il nostro lavoro di ogni giorno. Ma è la metà finale della storia: quando arriviamo lì, il danno è già accaduto. La nostra idea di tutela, la nostra missione, comincia prima, e poggia su due principi.
Il primo è la prevenzione, cioè intervenire ex ante. La tutela che tutti conoscono arriva dopo: il danno c’è, e si rimedia. Noi crediamo che il momento più prezioso per proteggere i consumatori sia prima: quando un’azienda disegna un prodotto, un contratto, un processo di vendita, un servizio di assistenza. È in quella fase che si decide se il rapporto con il cliente nascerà sano o difettoso. Correggere lì costa poco a tutti; dopo, costa reclami, conciliazioni, sanzioni e fiducia. La legge fissa il minimo indispensabile, ma è sopra quel minimo, nei processi e nei comportamenti di ogni giorno, che il rapporto tra azienda e cliente finale diventa equilibrato e duraturo. Lavorare con le imprese su questo terreno è tutela dei consumatori alla radice.
Il secondo è la valorizzazione del buon mercato, cioè far sì che la correttezza convenga. Il consumatore è protetto davvero solo in un mercato che premia chi si comporta bene: se chi opera correttamente non ha modo di distinguersi, il vantaggio va a chi taglia gli angoli e la scorrettezza diventa una strategia razionale, con un costo che alla fine ricade sempre sui clienti. Per questo il nostro lavoro ha due facce inseparabili: contrastare chi viola i diritti e dare a chi merita gli strumenti per dimostrarlo, farsi riconoscere e competere sulla fiducia. Parlare alle imprese non significa cambiare lato: significa spostare la concorrenza sul terreno dove a vincere, insieme alla correttezza, sono i consumatori.
Cosa troverai, ogni giovedì
Questa rubrica nasce per mostrare un ruolo che ancora pochi riconoscono a un’associazione di consumatori: quello di partner delle imprese. Un partner per molteplici ragioni, fiscali, reputazionali e relazionali, che ogni giovedì ti spiegheremo.
Un tema alla volta, un solo focus per articolo: fisco, partnership, welfare aziendale, misurazione dell’impatto, collaborazioni.
Chi te lo racconta
Noi di Consumerismo No Profit siamo un’associazione di promozione sociale ed ente del Terzo settore iscritto al RUNTS. Il nostro lavoro quotidiano è la tutela dei diritti dei consumatori e degli utenti, attività di interesse generale riconosciuta dal Codice del Terzo settore (art. 5, comma 1, lettera w, D.Lgs. 117/2017): sportelli, reclami, conciliazioni, interlocuzioni con le autorità di regolazione.
Questo punto di osservazione è il valore della rubrica: siamo il link tra i Consumatori, le Istituzioni, i Media e il Mercato, dalla partecipazione qualificata ai procedimenti delle autorità fino alle collaborazioni con le imprese. Non teoria, ma esperienza: casi seguiti, servizi erogati, tavoli istituzionali.
L’appuntamento, a partire dal 3 settembre, è ogni giovedì alle 9:30.
I primi appuntamenti sono già in calendario: il social procurement e il quadro che lo incentiva, la deducibilità delle donazioni per le imprese con i conti in mano, e la nuova legge sulla beneficenza che dal 21 luglio ha cambiato le regole dei claim solidali.
Costruiamola insieme
Una rubrica per le imprese funziona se parte dalle domande vere delle imprese. C’è un tema che vorresti vederci trattare, un dubbio, un progetto di collaborazione con il Terzo settore che non sai come impostare? Scrivici a imprese@consumerismo.it: le domande più utili diventeranno articoli.
Crediamo in un’economia in cui il valore si misura anche da come viene generato e distribuito, e in cui la fiducia tra imprese, consumatori e Terzo settore non è un ornamento ma un’infrastruttura. Questa rubrica è il nostro contributo a costruirla.
Ci leggiamo ogni giovedì alle 9:30.