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La fine dei 50 euro. Report Consumerismo sul decennio 2016/2026

In dieci anni stipendi fermi e costi essenziali alle stelle hanno cambiato la vita quotidiana delle famiglie italiane

C’è un’immagine semplice che racconta meglio di qualsiasi dato quello che sta accadendo in Italia. Dieci anni fa con 50 euro si riempiva un carrello della spesa. Oggi, con la stessa cifra, si coprono appena tre o quattro giorni. Non è una sensazione, è la fotografia reale del potere d’acquisto che si è sgretolato sotto gli occhi di tutti.

report consumerismo inflazione decennale infografica
Dal 2016 al 2026, il report Consumerismo sull’inflazione decennale “infografica”

Il report di Consumerismo No Profit sul periodo 2016–2026 mette nero su bianco qualcosa che molti italiani vivono ogni giorno, ma che spesso non riescono a spiegare. Non è solo inflazione. È qualcosa di più profondo, che abbiamo definito inflazione da sopravvivenza. Vuol dire che aumentano proprio le spese a cui non si può rinunciare, quelle che tengono in piedi la vita quotidiana

Il punto è tutto qui. Gli stipendi non sono cresciuti. Sono rimasti fermi intorno ai 1.300 euro, ma oggi valgono molto meno. In termini reali siamo scesi a circa 900–950 euro. È come se ogni mese sparisse una parte di reddito, senza che nessuno lo dica apertamente.

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La spesa alimentare è il primo segnale. Pasta, pane, latte, uova, olio. Tutto quello che finisce ogni giorno sulle tavole degli italiani è aumentato in modo importante, in alcuni casi anche oltre il 70 o l’80%. Non si tratta di prodotti sostituibili, non si può semplicemente smettere di comprarli. E così il bilancio familiare si stringe, settimana dopo settimana

Poi c’è l’energia, che è diventata una voce fissa sempre più pesante. Bollette raddoppiate, costi difficili da prevedere, margini di manovra praticamente inesistenti. Nessuno può spegnere il riscaldamento o vivere senza elettricità. E quando queste spese salgono, si taglia tutto il resto

Il capitolo casa è forse il più preoccupante. Gli affitti sono cresciuti in modo tale da assorbire fino al 60 o 70% dello stipendio, soprattutto nelle grandi città. Questo significa che per molti giovani lavoratori l’autonomia non è più un obiettivo, ma un lusso. E quando una generazione non riesce a costruire il proprio futuro, il problema non è più individuale, diventa collettivo

Quello che colpisce è che il cambiamento non riguarda solo i conti, ma anche lo stile di vita. Si esce meno, si viaggia meno, si rinuncia a piccoli momenti che prima erano normali. Un aperitivo, una cena fuori, un weekend. Tutto viene valutato, pesato, spesso eliminato. È una rinuncia silenziosa, ma continua

Da osservatore dei consumi, il dato più evidente è la distanza sempre più ampia tra quanto si guadagna e quanto costa vivere. Questa forbice non si sta chiudendo, si sta allargando. E questo è il vero problema.

Per questo serve un cambio di passo. Non bastano interventi temporanei o bonus una tantum. Serve riportare equilibrio tra redditi e costi reali, intervenire sugli affitti, garantire trasparenza sull’energia, vigilare sui prezzi dei beni essenziali.

Perché qui non si tratta più di risparmiare qualche euro. Si tratta di difendere la possibilità, per milioni di famiglie, di vivere con dignità.

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Luigi Gabriele

Presidente di Consumerismo no Profit, e responsabile editoriale di Consumerismo.it. Segno zodiacale Cancro. Laurea in Scienze Politiche alla Sapienza di Roma (indirizzo politico-amministrativo, per chi ancora crede nelle etichette), giornalista e comunicatore pubblico regolarmente censito nelle rispettive anagrafi di categoria. Ha trascorso gli anni della formazione tra aule accademiche e palazzi del potere, specializzandosi in affari regolatori e relazioni istituzionali, prima di capire che il vero potere risiede nel portafoglio (spesso vuoto) del cittadino. Dal 2008 ha scelto la trincea del sociale come attivista, trasformandosi nell'incubo dei "cartelli" e nella voce fuori dal coro per la tutela dei consumatori. In questo ambito è diventato il volto e la parola delle principali organizzazioni del settore, prestando la propria expertise a molti gruppi di lavoro del Ministero dello Sviluppo Economico e alle Commissioni Parlamentari, dove tenta quotidianamente di tradurre i testi legislativi in una lingua comprensibile ai comuni mortali. Conoscitore anche dei gossip, delle autorità di vigilanza e regolazione italiane, dove ne analizza regolazione, posizioni e sopratutto comportamento. Vive un'ossessione cromatica per l'arancione e il blu scuro, colori eletti a divisa d'ordinanza tra cravatte, braccialetti e stemmi, nonché pantone ufficiale di Consumerismo No Profit, la lobby indipendente dei consumatori italiani di cui è Presidente. L'arancione è anche il tratto distintivo della sua Fiat 500 del 1971 serie L, acquistata per 4.000 euro con i risparmi accumulati in sei anni di mobilità elettrica estrema. Muovendosi tra i palazzi del potere di Roma su una mini bici elettrica, ha infatti evitato 10.000 euro di esborsi tra carburante, bolli e multe: un'operazione che, tra risparmio e rivalutazione dell'auto, ha generato un valore di 14.000 euro. La prova vivente che cambiare un’abitudine è il miglior investimento finanziario possibile. Consulente stabile per i principali media nazionali in materia di economia e consumi, ha la pessima abitudine di dire la verità sui prezzi anche quando non è conveniente per lo share. Quando non è impegnato a difendere i diritti altrui o a pedalare tra i ministeri, si rifugia in montagna per praticare trekking, cercando in quota quell'allineamento tra visione e azione che il livello del mare spesso offusca. Docente di comunicazione pubblica e istituzionale presso il Master di secondo livello in Mangement & Governance della PA dell'Università Niccolò Cusano, insegna ai futuri dirigenti che il senso viene sempre prima della velocità e che la coerenza è l'unica moneta che non svaluta mai. presidenza@consumerismo.it www.luigigabriele.it

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