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Le imprese familiari e il ritorno delle competenze italiane nel mondo

Il presidente di AEPI sottolinea l’importanza degli italiani all’estero per il ricambio generazionale e il rilancio delle micro e piccole imprese del Made in Italy

All’interno dell’evento “Il Rientro dei Fratelli”, organizzato alla Camera dei Deputati da Consumerismo No Profit insieme ad ed EPLI, il presidente di AEPI  ha posto l’attenzione sul ruolo degli italiani nel mondo per il futuro del sistema produttivo nazionale. L’iniziativa ha aperto il confronto sulla proposta di legge per l’Impresa delle Radici, con l’obiettivo di rafforzare il legame tra diaspora, imprese e territori italiani.

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«La testimonianza del sistema Paese passa anche attraverso un gioco istituzionale di squadra tra chi, come noi, si occupa quotidianamente delle imprese e chi, all’interno delle istituzioni, ha il compito di interpretare i cambiamenti, definire le regole e costruire le condizioni per la promozione e lo sviluppo del nostro sistema economico.

Sarò molto sintetico perché il tempo a disposizione è poco, ma ci sono due questioni che considero fondamentali.

Noi riteniamo che le sorelle e i fratelli italiani all’estero rappresentino un patrimonio straordinario e, allo stesso tempo, una parte importante del futuro del nostro sistema Paese e del nostro Made in Italy.

Perché sono un patrimonio e perché rappresentano il nostro futuro? Perché nel momento in cui riusciamo a riportare in Italia questa intelligenza, queste competenze e queste eccellenze, non recuperiamo soltanto capacità professionali, ma creiamo anche un’azione concreta a favore delle piccole e medie imprese, soprattutto sul tema del ricambio generazionale.

Il ricambio generazionale è oggi una delle sfide più importanti per la sopravvivenza del Made in Italy. È una questione decisiva per garantire continuità alle nostre imprese e per rilanciare l’economia del Paese attraverso azioni concrete.

Per questo è necessario creare anche le condizioni regolamentari che possano aiutare davvero le micro, piccole e medie imprese. Ed è proprio qui che si inserisce la proposta che Luigi Gabriele illustrerà tra poco nel dettaglio.

Molto spesso parliamo di recuperare i cervelli dall’estero. In questo caso possiamo fare qualcosa di ancora più significativo, riportare nel nostro Paese competenze che hanno radici nella nostra imprenditoria, ma che nel frattempo hanno arricchito il proprio bagaglio professionale grazie a percorsi formativi, esperienze internazionali e alla stessa globalizzazione.

Se queste competenze tornano nei territori, possono diventare un valore aggiunto straordinario.

I territori italiani, come è stato ricordato negli interventi precedenti, hanno una grande capacità di accoglienza. Viviamo nel Paese più bello del mondo, un Paese che possiede tutto ciò che serve per attrarre e valorizzare queste energie. Dobbiamo semplicemente organizzare meglio questo potenziale, consolidarlo e mettere in campo iniziative concrete a sostegno delle imprese.

E quando parliamo di imprese parliamo soprattutto di quel tessuto economico che rappresenta oltre l’85% del nostro sistema produttivo, fatto in larga parte di micro imprese, spesso familiari, con strutture che vanno da zero a quindici dipendenti.

È proprio qui che il ricambio generazionale diventa fondamentale.

Servono azioni concrete e mirate, con il sostegno delle istituzioni. Quando parliamo di sistema Paese parliamo infatti di una vera partnership tra pubblico e privato.

Non chiediamo interventi a pioggia. Chiediamo una visione strategica per il futuro del Paese.

Ed è per questo che mi rivolgo alle istituzioni presenti. Chi ha il compito di rappresentarle deve farsi portavoce di questa esigenza, ma anche trasmettere entusiasmo e fiducia. Le istituzioni non devono limitarsi a dare risposte immediate alle emergenze, pur necessarie, ma devono anche offrire una prospettiva di medio e lungo periodo.

Una visione strategica è ciò che consente a chi fa impresa di investire con maggiore sicurezza, sia a chi opera già in Italia sia a chi guarda al nostro Paese dall’estero.

Per questo accogliamo con grande favore questa iniziativa. È importante il lavoro svolto da Consumerismo No Profit, che ha elaborato una proposta concreta, e il supporto di AEPI e delle altre realtà coinvolte.

Credo che questo sia il momento in cui tutti dobbiamo metterci a disposizione del sistema Paese, con spirito di collaborazione e anche con grande umiltà.

Nessuno da solo può risolvere queste sfide. Ognuno di noi può essere una goccia, ma è l’insieme delle gocce che può generare il cambiamento. Per questo è fondamentale il contributo delle associazioni, dei corpi intermedi e di tutte le realtà che rappresentano il tessuto economico e produttivo del nostro Paese.

Non si tratta di stabilire chi debba essere il primo della classe, ma di costruire insieme una condizione capace di rinnovare e rigenerare il sistema economico italiano».

Barbara Molinario

Barbara Molinario è giornalista ed esperta di comunicazione, con oltre venticinque anni di esperienza. Opinionista indipendente, interviene su temi legati alla sostenibilità, ai consumi e alla tutela dei consumatori. Collabora con numerose testate giornalistiche, agenzie stampa, web, radio e TV nazionali tra cui Tg1, Tg2, Tg3, Uno Mattina, Agorà, Restart, Mi Manda Rai3, Mattino 5, Tg Poste, e tante altre. Speaker radiofonica; esperta di moda e costume, è direttrice del magazine Fashion News Magazine. Segretaria generale dell’associazione Consumerismo no profit, si occupa di promozione dei diritti dei cittadini e sensibilizzazione sociale. È inoltre Presidente dell’associazione Road to green 2020, con cui promuove la sostenibilità ambientale attraverso il forum internazionale “La città del futuro” e il contest #roadtogreen, che valorizza artisti, designer e innovatori. Con il progetto Road to pink da voce alle donne ed è attivamente impegnata nella lotta contro la violenza di genere. Project manager, progettista di interventi per privati e bandi pubblici, opera nei settori dell’impresa e del sociale, sviluppando iniziative ad alto impatto culturale, ambientale ed educativo. È attivista nel campo della tutela e formazione dei minori, conta all’attivo progetti come Legal Love e Mangio dopo, che affrontano temi legati al benessere psico-fisico dei più giovani, collaborando con scuole e istituzioni pubbliche. Docente di comunicazione, ufficio stampa, pubbliche relazioni e organizzazione eventi, è amministratore della società DBG Management & Consulting srl ed è tra i soci fondatori del Convention Bureau Roma e Lazio. È stata per anni attiva nel sistema Confindustria. Tra le sue pubblicazioni e produzioni: Combattere il cyberbullismo. Riconoscere le Fake News. Gestire gli haters. Zero, il libretto interattivo contro lo spreco del cibo. Riciclare è un’arte; Sostenibilità nell’industria della moda, tra nuovi trend, falsi miti.

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