L'Editoriale

Il Grande Inganno Energetico: 7,3 milioni di buonuscita solo per la Di Foggia e le bollette più care d’Europa

Terna, Enel, Eni: tre colossi a partecipazione pubblica dominante, rischio d’impresa nullo e compensi sproporzionati, mentre il Paese paga l'energia quasi il 30% in più rispetto alla media europea. Il caso Di Foggia è solo la punta dell'iceberg: con gli stipendi di soli quattro manager si potrebbero azzerare le bollette di 25.000 famiglie; con i dividendi percepiti dallo Stato, si coprirebbero i costi energetici di 4 milioni di nuclei familiari.

7,3 mln € Buonuscita richiesta da Di Foggia (Terna)
+30% Costo energia in Italia vs media UE (2025)
4,3 mld € Dividendi 2026 incassati dallo Stato dalle partecipate

Ci voleva una buonuscita da 7,3 milioni di euro per far scoprire all’opinione pubblica italiana quello che Consumerismo No Profit — la lobby indipendente dei consumatori italiani — denuncia da anni: queste grandi partecipate pubbliche non rischiano niente. Sono esse stesse il problema strutturale del caro-energia che ogni italiano paga ogni mese sulla bolletta.

La vicenda di Giuseppina Di Foggia, uscente AD di Terna e indicata dal MEF per la presidenza di , ha sollevato il coperchio su un sistema di compensi, indennità e buonuscite che si perpetua da decenni. Secondo i documenti societari di Terna, Di Foggia ha percepito nel 2025 un compenso complessivo di 1,796 milioni di euro tra fisso, bonus e variabile, più piani di incentivazione azionari — e al termine del mandato rivendica un’indennità di 7,3 milioni di euro.

Compensi annui — AD delle principali partecipate energetiche
Manager / Società Ruolo Compenso stimato
Claudio Descalzi — Eni AD (5° mandato, confermato 2026) ~10,4 mln € (2023)
Flavio Cattaneo — AD (confermato 2026) ~2,3 mln € (2023, parziale)
Giuseppina Di Foggia — Terna AD/DG (uscente, verso presidenza Eni) 1,796 mln € (2025) + equity
Stefano Donnarumma — Terna AD (uscito 2023) 6,59 mln € (incl. buonuscita 4,67 mln)

Fonti: Relazioni sulla Remunerazione Terna 2024–2026; Open.Online; Il Fatto Quotidiano; bilanci societari ufficiali.

Il modello: partecipazione pubblica, zero rischio d’impresa

scacchiera potere energeticoTerna, Enel ed Eni sono aziende a sostanziale controllo pubblico, in cui MEF e CDP — controllata all’82,77% dallo stesso MEF — detengono quote di assoluto rilievo strategico.

Partecipazione pubblica nelle tre società energetiche (2026)
Società MEF diretto Via CDP / CDP Reti Totale sistema pubblico
Eni 2,16% ~30,91% (via CDP) ~33%
Enel ~23,6% quota CDP ~30%+
Terna 29,85% (CDP Reti, azionista di riferimento) ~30%

Fonti: MEF — Relazione sulle Partecipazioni 2025; assemblee azionisti maggio 2026; QualEnergia.it.

Chi siede al vertice di queste aziende viene nominato dalla politica. Lavora in aziende in regime di monopolio naturale o quasi-monopolio, con ricavi garantiti da regolazione pubblica, che nel 2026 distribuiranno allo Stato oltre 4,3 miliardi di euro in dividendi. Il rischio d’impresa tende strutturalmente a zero.

Chi gestisce infrastrutture di monopolio garantite dallo Stato, nominate dalla politica e pagate dai consumatori, non può invocare il “mercato” per giustificare compensi da decine di milioni. Il mercato, in questa partita, non esiste.

Il sistema delle nomine: potere che si auto-riproduce

Il MEF ha depositato le liste per il rinnovo dei CDA di Eni, Enel, Leonardo, Enav e Terna nello stesso arco di aprile 2026: Descalzi confermato in Eni al suo quinto mandato consecutivo, Cattaneo confermato in Enel, Di Foggia spostata da Terna alla presidenza Eni, Monti (ex Enav) alla guida di Terna. Una girandola di poltrone all’interno dello stesso perimetro. Queste aziende non hanno un vero incentivo a ridurre i costi dell’energia per i consumatori: i loro ricavi sono in larga parte regolati o garantiti, e i dividendi che producono finanziano la spesa pubblica. C’è un conflitto di interesse sistemico tra l’interesse dei consumatori e quello del sistema politico-industriale che gestisce l’energia in Italia.

Le bollette: il conto che paga sempre e solo il cittadino

Gap energetico italiano — Prezzi energia elettrica imprese (1° semestre 2025)
Paese Prezzo medio (€/MWh)
Italia 278 €/MWh
Germania 242 €/MWh
Media UE 216 €/MWh
Francia 183 €/MWh
Spagna 171 €/MWh

Fonte: elaborazioni Confindustria su dati Eurostat e GME, primo semestre 2025.

Rapportata al potere d’acquisto, l’Italia si classifica al terzo posto nell’intera UE per il costo più elevato dell’elettricità (Eurostat, 1° sem. 2025). Bolletta media annua: 960 euro, il 23% in più della media europea. La causa: il gas copre il 70% delle ore di produzione elettrica — ogni picco del metano è una stangata automatica per tutti.

Se ogni famiglia italiana avesse un pannello fotovoltaico sul tetto, non avrebbe bisogno di chiedere nulla a nessuno. Né a Terna, né a Enel, né a Eni. Né ai loro manager con le buonuscite milionarie.

Quanto costano agli italiani le buonuscite milionarie?

  • 7,3 mln € = bolletta annua della luce per oltre 7.600 famiglie italiane solo con la buonuscita della Di Foggia; (7.604 famiglie con bolletta elettrica pagata per un anno intero (a ~960 €/anno)
  • 10,4 mln € compenso Descalzi Eni (2023): coprirebbe la bolletta di oltre 10.800 famiglie; 

  • 4,4 mln famiglie a cui si potrebbe azzerare la bolletta con i dividendi 2026 delle partecipate

* Stime indicative su bolletta media ~960 €/anno (Eurostat/Consumerismo, 2023–2024)

Le rinnovabili che non convengono ai «padroni del vapore»

Il fotovoltaico distribuito e le comunità energetiche rappresentano la più grande minaccia al modello di business di queste società. Eppure il mix energetico italiano rimane al 72% dipendente da petrolio e gas, e la crescita delle rinnovabili in Italia tra 2021 e 2023 è stata la più lenta tra i principali Paesi europei: +0,9 punti percentuali (Rome Business School, 2025). Nei primi quattro mesi del 2025 il prezzo dell’elettricità in Italia ha toccato i 136,2 €/MWh — il più alto tra i grandi Paesi UE, il 68% sopra la Spagna. Non è un complotto: è una struttura di interessi che produce sistematicamente effetti contrari a quelli che i cittadini meriterebbero.

Consumerismo No Profit propone

  • Tetto vincolante per legge ai compensi complessivi dei vertici di tutte le società a partecipazione pubblica superiore al 20%. Non una circolare aggirabile, ma una norma primaria.
  • Separazione netta tra nomine politiche e gestione operativa. I CDA delle partecipate devono essere composti da competenze indipendenti certificate.
  • Piano nazionale accelerato per l’autoconsumo energetico: incentivi reali, iter semplificati e garanzie per le comunità energetiche.

  • Trasparenza totale e in tempo reale su tutti i compensi e le buonuscite nelle partecipate pubbliche, senza omissis.

Il caso Di Foggia passerà. Ma il sistema rimarrà. Finché i consumatori italiani non saranno rappresentati con la stessa forza con cui lo sono i grandi azionisti istituzionali. Il nostro compito è esattamente questo.

Luigi Gabriele Presidente · Consumerismo No Profit — la Lobby Indipendente dei Consumatori Italiani Responsabile Editoriale · Consumerismo.it Consumerismo No Profit APS ETS è la prima associazione consumatori italiana per presenza tv/radio e la seconda per media totale. Conta 3.081 soci(reali), 14 sportelli +Tutela sul territorio e 30 volontari attivi. Portatori di interesse istituzionali alla Camera dei Deputati, Iscrtia albo Azione di Classe. Editore di Consumerismo.it

Fonti ufficiali e verificabili: Terna S.p.A. — Relazioni sulla Remunerazione 2025–2026 (download.terna.it) | MEF — nota ufficiale 19 aprile 2026 | Confindustria su dati Eurostat e GME, 1° sem. 2025 | Eurostat — prezzi elettricità famiglie 2024–2025 | Rome Business School — “Energia e transizione in Italia ed Europa”, maggio 2025 | Camera dei Deputati — Allegato I Società partecipate MEF, luglio 2025 | Policy Maker Magazine, aprile 2026.

Luigi Gabriele

Luigi Gabriele è un giornalista (iscritto all'ODG del Lazio) e comunicatore pubblico (iscritto all'associazione di categoria), con una solida expertise in relazioni istituzionali e comunicazione pubblica. La sua formazione accademica include una laurea in Scienze Politiche Universià Sapienza di Roma con indirizzo politico amministrativo e una specializzazione in affari regolatori, relazioni istituzionali e comunicazione pubblica. Dopo aver maturato diverse esperienze professionali in aziende e università, dal 2008 è attivamente impegnato nel sociale come attivista per la tutela dei consumatori. In questo ambito, ha ricoperto il ruolo di esperto e comunicatore pubblico per le principali organizzazioni del settore. Luigi Gabriele è un consulente stabile per i principali media italiani in materia di economia & consumi. La sua competenza è riconosciuta anche a livello istituzionale, essendo componente dei gruppi di lavoro sulla tutela del consumatore del Ministero dello Sviluppo Economico e avendo fornito consulenza specialistica a numerose commissioni parlamentari su testi legislativi riguardanti la protezione dei consumatori. Attualmente, è presidente di Consumerismo no profit, la lobby indipendente dei consumatori italiani. E' docente in comunicazione pubblica presso il Master di secondo livello in "Management e governance della pubblica amministrazione" dell'Università Niccolò Cusano. La sua carriera testimonia un impegno costante per l'informazione, la difesa dei diritti e la promozione della conoscenza. presidenza@consumerismo.it www.luigigabriele.it

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