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Un solo cavo per tutti! USB-C diventa obbligatorio anche per i laptop

Dal 2026 l’USB-C diventa obbligatorio anche per i laptop: meno sprechi, più risparmio e diritti per i consumatori

Dal 28 aprile 2026 entra in vigore un cambiamento destinato a incidere concretamente sulla vita quotidiana di milioni di consumatori europei: tutti i laptop venduti nell’Unione europea dovranno essere dotati di porta USB-C per la ricarica.

Si tratta dell’estensione di un percorso normativo già avviato negli anni scorsi con l’introduzione dello stesso standard per smartphone, tablet e altri dispositivi elettronici. Il riferimento è la Direttiva (UE) 2022/2380, che modifica la precedente Direttiva 2014/53/UE (Radio Equipment Directive), con un obiettivo chiaro, ridurre i rifiuti elettronici e semplificare la vita dei consumatori.

Il principio è quello dell’interoperabilità, che diventa un vero e proprio diritto. Un solo caricatore potrà essere utilizzato per più dispositivi, superando definitivamente la frammentazione imposta per anni da soluzioni proprietarie. Non si tratta solo di comodità, ma di una scelta strutturale che incide su ambiente, economia e accessibilità.

La normativa introduce anche l’obbligo di armonizzazione della ricarica rapida attraverso lo standard USB Power Delivery e riconosce ai consumatori la possibilità di acquistare dispositivi senza caricatore incluso. Un passaggio che punta a ridurre la produzione di componenti non necessari e, di conseguenza, l’impatto ambientale.

Secondo le stime europee, ogni anno vengono generati circa 11.000 tonnellate di rifiuti elettronici legati a caricabatterie inutilizzati. La nuova disciplina mira a ridurre questo dato e a generare un risparmio complessivo per i consumatori stimato in circa 250 milioni di euro annui.

Un cambiamento che segna un passaggio importante anche sul piano industriale, imponendo ai produttori una convergenza tecnologica e una maggiore trasparenza sulle caratteristiche di ricarica dei dispositivi, a partire dalla potenza necessaria per un utilizzo corretto e sicuro.

“Questa è una delle rare normative che riesce a mettere insieme tutela del consumatore, sostenibilità ambientale e semplificazione concreta della vita quotidiana. Meno cavi, meno sprechi e più libertà di scelta significano anche risparmio reale per le famiglie”, dichiara Barbara Molinario, Segretaria generale di Consumerismo.

“Il tema non è solo tecnologico, ma economico e sociale. Ridurre gli acquisti inutili, favorire il riutilizzo e abbattere i costi significa rendere i consumatori più consapevoli e meno esposti a spese superflue. È una direzione che condividiamo pienamente”, afferma Luigi Gabriele, Presidente di Consumerismo.

Consumerismo sostiene con convinzione questo percorso normativo europeo, che rappresenta un esempio concreto di semplificazione e tutela, in cui innovazione e diritti dei consumatori procedono nella stessa direzione.

Consumerismo invita i consumatori a prestare attenzione alle caratteristiche tecniche dei dispositivi acquistati e a privilegiare scelte orientate al riutilizzo e alla riduzione degli sprechi.
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