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Linosa, la benzina più cara d’Europa è su un impianto del Comune. Consumerismo: “Si parta dagli atti e si guardi alla benzina del sindaco”

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L’associazione chiederà al Comune di Lampedusa e Linosa l’accesso agli atti sull’affidamento del distributore e guarda all’esperienza della benzina del sindaco

Tre euro e venticinque centesimi per un litro di benzina al servito, due euro e ottanta per il gasolio. Sono i prezzi documentati a Linosa dal servizio di Nicola Barraco andato in onda ieri sera a Le Iene, che ha raccontato quello che viene indicato come il distributore più caro d’Europa. Sull’isola c’è un solo impianto, che resta chiuso il sabato e la domenica e non dispone di self service. Per una comunità di circa 400 residenti stabili, che d’estate supera le 2.000 presenze, significa che fare il pieno può costare più di 160 euro, oppure affrontare ore di navigazione verso Lampedusa per risparmiare qualche centesimo.

Non è un picco estivo. Già ad aprile i dati dell’Osservatorio prezzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, ripresi dalla stampa regionale, indicavano Linosa come la località con il carburante più caro d’Italia, con benzina e gasolio a 2,740 euro al litro. Nel frattempo, fuori dalle autostrade, la media nazionale della benzina self si è mantenuta intorno ai due euro.

Nel servizio emerge un elemento che per Consumerismo cambia la prospettiva: secondo quanto riferito, l’impianto sarebbe di proprietà comunale e concesso in uso al gestore dietro un canone di importo molto contenuto. Il gestore sostiene di rivendere il carburante al prezzo di acquisto e attribuisce il livello dei prezzi ai costi di trasporto e ai volumi ridotti, circa 50.000 litri l’anno. Il sindaco, dal canto suo, ha definito la situazione scandalosa, pur riconoscendo che la legge consente di praticare quei prezzi.

“Il prezzo dei carburanti in Italia è libero e non spetta a noi stabilire se quello praticato a Linosa sia giusto o sbagliato”, dichiara Giovanni Riccobono, Direttore Generale e Delegato Regionale Sicilia di Consumerismo No Profit. “Ma se l’impianto è davvero del Comune, allora i cittadini hanno il diritto di sapere a quali condizioni è stato affidato, per quanto tempo, con quale canone e con quali obblighi di servizio verso la comunità. Per questo chiederemo al Comune di Lampedusa e Linosa, con un accesso civico generalizzato, gli atti relativi all’affidamento del distributore. Non è un’iniziativa contro qualcuno: è il punto di partenza per capire quali leve ha in mano l’amministrazione.”

Lo sguardo, poi, va oltre Linosa. Dal 2022 il Comune di Valle Castellana, in provincia di Teramo, gestisce direttamente l’unico distributore del territorio, preso in locazione dal proprietario per evitarne la chiusura. Il Comune acquista il carburante e lo rivende rinunciando al margine commerciale, con un impianto self service. Ad agosto la cosiddetta benzina del sindaco, o pompa del Comune, come è stata ribattezzata sui social, un caso rilanciato quest’estate dai principali media nazionali, risultava in vendita a circa 1,75 euro al litro, oltre 20 centesimi sotto la media regionale.

Valle Castellana non è un caso isolato. Nelle Marche, a Montedinove, in provincia di Ascoli Piceno, l’impianto comunale è stato inaugurato nel 2014 ed è oggi affidato a una società partecipata dal Comune. Nella vicina Force il distributore pubblico funziona dal 2016, dopo la chiusura del gestore privato: lo gestiscono direttamente i dipendenti comunali, con un ricarico che, secondo quanto dichiarato dal sindaco, è di circa 7 centesimi al litro e serve solo a coprire manutenzione e costi di gestione. A Penna San Giovanni, nel Maceratese, la pompa comunale è attiva dal 2023 e affianca anche un autolavaggio. In Campania, a Taurano, il Comune ha tenuto aperto l’unico distributore per alcuni anni, prima di restituirlo a un privato. Modelli diversi, dalla gestione in economia alla società partecipata, accomunati dallo stesso obiettivo: non lasciare una comunità senza un servizio essenziale.

“Non esiste una soluzione da copiare e incollare”, prosegue Riccobono. “A Valle Castellana il modello regge anche perché il distributore intercetta pendolari e turisti, mentre un’isola minore ha costi logistici e volumi completamente diversi. Ma queste esperienze raccontano che, dove il mercato non garantisce un servizio essenziale a condizioni accettabili, le amministrazioni hanno strade percorribili. Vale la pena conoscerle e guardarle da vicino. Il carburante, in territori come Linosa, non è una merce come un’altra: è la condizione per lavorare, spostarsi, curarsi.”

Consumerismo invita i residenti di Linosa e delle altre isole minori a segnalare prezzi, disservizi e difficoltà di approvvigionamento scrivendo tramite il seguente form

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