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Roma non è più quella dei monopattini usati a caso, sì certo ci sono tantissime criticità, ma la buona notizia è che senza sharing mobility oggi sarebbe come spegnere la corrente: il servizio mobilità si bloccherebbe completamente e i cittadini la prenderebbero sicuramente a male. Infatti la notizia è che il principale operatore di settore ha resistito a furti, vandalismi, regole assurde e narrativa pro auto, e nonostante ciò ieri ha festeggiato 10 milioni di viaggi. Dopo il successo del CONSUMERISMO MONITOR for DOTT, in cui si è deciso di sanzionare con 2 € i comportamenti scorretti reiterati, riportando il servizio su un piano molto più serio, fatto di sicurezza, controllo e responsabilità.
Siamo entrati nel Centro Operativo di Dott per capire cosa succede davvero dietro le quinte. Non slogan, ma organizzazione, investimenti e gestione quotidiana di un servizio complesso, che richiede presenza costante sul territorio, manutenzione, monitoraggio e capacità di intervenire rapidamente.
Qui emerge un primo dato che smonta molti luoghi comuni. L’85% degli utenti è composto da romani. Non turisti, non utilizzatori occasionali, ma cittadini che hanno integrato questi mezzi nella loro vita quotidiana. Ancora più interessante è che il 72% li utilizza ogni settimana. Numeri che raccontano una trasformazione già in atto.
La mobilità quotidiana, non più occasionale.
I picchi di utilizzo parlano chiaro. Tra le 7 e le 9 del mattino e tra le 17 e le 19 si registra il massimo delle corse. Sono gli orari tipici degli spostamenti casa-lavoro, casa-università, ritorno a casa. Questo significa una cosa semplice ma decisiva. Il monopattino non è più un mezzo estemporaneo, ma una vera alternativa per muoversi in città.
A rafforzare questo cambio di paradigma c’è un altro elemento spesso ignorato. Circa il 50% degli utenti utilizza abbonamenti o convenzioni aziendali. Il costo reale del servizio, quindi, è molto più competitivo di quanto si pensi quando lo si prova solo saltuariamente. Chi lo usa con continuità lo integra nel proprio budget di mobilità.
Un servizio capillare anche nelle periferie
Nonostante i limiti imposti dal bando di Roma Capitale, Dott è riuscita a mantenere un servizio elevato e capillare, arrivando anche nei quartieri periferici. Non è un dettaglio. Gestire Roma è complesso, per dimensioni, traffico e caratteristiche urbane. Eppure il servizio continua a funzionare e a crescere. Questo è il risultato di un investimento concreto e di una visione industriale.
Dott non è un operatore improvvisato, ma una realtà internazionale che opera nelle principali città europee e che ha deciso di investire su Roma con serietà, sia in termini economici sia in termini di qualità del servizio.
Noi possiamo dirlo con franchezza, trasparenza e soprattutto indipendenza, anche perché siamo la prima associazione in Europa ad avere applicato il modello del controllo preventivo e Dott è stata l’unica società che ha scelto di aprirsi senza condizionamenti.
Una mobilità davvero democratica, eccome perché è una svolta.
C’è poi un aspetto che spesso sfugge. Questo servizio è, di fatto, democratico. Rende la mobilità accessibile, flessibile e alla portata di tutti. Non serve possedere un mezzo, non serve affrontare costi fissi elevati, non serve adattarsi agli orari rigidi del trasporto pubblico. I dati lo confermano. Persone di età diverse lo utilizzano ogni giorno per esigenze concrete. Non è più una nicchia, è una soluzione che si sta diffondendo in modo trasversale.
Provare prima di giudicare
Il punto vero è questo. Molti continuano a parlare dei monopattini per preconcetto, senza averli mai utilizzati davvero. Eppure chi li prova tende a non tornare indietro, perché scopre un modo diverso di muoversi, più rapido, spesso più economico e più efficiente.
Roma sta cambiando anche grazie al contributo di operatori strutturati e con esperienza internazionale. Ignorarlo significa restare fermi a un’immagine vecchia, che non rappresenta più la realtà.
La proposta di Consumerismo: lo SharingPark
Nel confronto sulla mobilità urbana c’è anche una proposta concreta che come Consumerismo rivolgiamo all’Assessore alla mobilità di Roma Capitale. Introdurre il modello SharingPark significa prevedere un parcheggio dedicato ogni 100 posti auto, riservato esclusivamente a bici e monopattini in sharing. Una scelta semplice ma efficace, che permette di portare ordine nello spazio pubblico, evitare soste disordinate e rendere il servizio più sicuro e accessibile. Non si tratta di togliere spazio alle auto, ma di gestirlo meglio, accompagnando un cambiamento già in atto nella mobilità della città.






