Quando la cifra della cartella è fuori portata, la rateizzazione è lo strumento che rende il debito gestibile e ferma le procedure. Dal 2025 le regole sono cambiate in senso favorevole al contribuente: più rate senza dover documentare nulla, e un tetto più alto per la procedura semplificata. Restano però due cose da sapere prima di chiedere: che la rateizzazione riconosce il debito, e che decadere costa molto.
Per debiti fino a 120mila euro si possono ottenere fino a 84 rate mensili con una semplice dichiarazione di temporanea difficoltà, per le domande presentate nel 2025 e nel 2026; documentando la difficoltà si arriva a 120 rate. La rata minima è di 50 euro. Si decade dopo il mancato pagamento di otto rate, anche non consecutive.
Che cosa è cambiato con la riforma?
La disciplina della rateizzazione dei debiti affidati all’agente della riscossione è stata riscritta dal decreto legislativo 110 del 2024, che si applica alle domande presentate dal 1° gennaio 2025 ed è intervenuto sull’articolo 19 del decreto sulla riscossione; i criteri per valutare la difficoltà stanno nel decreto ministeriale del 27 dicembre 2024. Per le domande presentate nel 2025 e nel 2026, chi ha debiti di importo complessivo non superiore a 120mila euro può ottenere fino a 84 rate mensili presentando una dichiarazione di temporanea situazione di obiettiva difficoltà economico-finanziaria, senza allegare documentazione: il limite precedente era di 72 rate. Documentando la difficoltà con i parametri previsti si può arrivare fino a 120 rate. L’importo minimo di ciascuna rata resta di 50 euro. Per i debiti superiori alla soglia, o per i piani più lunghi, occorre documentare la situazione secondo i criteri stabiliti.
Il numero cresce poi con gli anni, e conviene sapere come: per le domande presentate nel 2027 e nel 2028 si arriva a 96 rate su semplice richiesta, e dal 1° gennaio 2029 a 108. Documentando la difficoltà, invece, il tetto resta 120 rate in tutti i periodi, con il piano che parte da 85 rate per le domande del 2025 e 2026, da 97 per quelle del 2027 e 2028 e da 109 dal 2029. Sopra i 120mila euro di debito la documentazione è sempre obbligatoria, e i parametri sono l’ISEE per le persone fisiche e gli indici di liquidità per le imprese.
Come si chiede
La domanda si presenta online con il servizio dedicato dell’agente della riscossione, accedendo con le credenziali digitali, oppure via posta elettronica certificata o allo sportello. Per la procedura semplificata è sufficiente la dichiarazione di difficoltà; per i piani più lunghi o per gli importi maggiori serve la documentazione prevista, con indicatori diversi per le persone fisiche e per le imprese. L’agente verifica i requisiti e comunica l’esito. La presentazione della domanda entro i sessanta giorni dalla notifica evita l’avvio delle procedure esecutive: è uno dei motivi per cui, quando il debito è dovuto, conviene muoversi subito.
Che cosa comporta chiedere la rateizzazione
Due conseguenze che vanno considerate prima. La prima: la richiesta di rateizzazione costituisce di regola riconoscimento del debito e interrompe la prescrizione, il che significa che un debito prescritto, o con vizi contestabili, non va rateizzato prima di essere stato verificato. La seconda: la rateizzazione non sana i vizi della cartella. Se la cartella è viziata, va impugnata nei termini; la rateizzazione è una modalità di pagamento, non una soluzione ai vizi. La sequenza corretta è quindi una sola: prima il controllo dell’atto, poi la domanda di dilazione.
La decadenza
Per i piani richiesti dal 16 luglio 2022 vale l’articolo 19, comma 3, del DPR 602 del 1973: si decade con il mancato pagamento di otto rate, anche non consecutive, e quel carico non può più essere rateizzato. La decadenza fa diventare l’intero debito residuo immediatamente esigibile, con la ripresa delle procedure e la perdita della possibilità di ottenere una nuova dilazione per quei carichi, nei limiti previsti. È il motivo per cui il piano va costruito su una rata sostenibile e non sulla più bassa possibile in astratto: un piano lungo che regge vale più di uno breve che salta.
Che cosa succede alle procedure in corso
Con il pagamento della prima rata possono estinguersi anche le procedure esecutive già avviate, purché non siano arrivate a stadi avanzati come l’incanto con esito positivo o l’istanza di assegnazione. La rateizzazione concessa comporta poi la non attivazione di nuove azioni cautelari ed esecutive, e in alcune ipotesi consente lo sblocco di misure già adottate: sono aspetti che dipendono dal tipo di misura e dallo stato della procedura, e vanno verificati caso per caso. Un fermo già iscritto, per esempio, segue regole proprie. Non dare per scontato che la rateizzazione cancelli automaticamente tutto: chiedi all’agente, per iscritto, quali effetti produce sulle misure che ti riguardano.
Che cosa cambia in concreto
Un contribuente con un debito di ottantamila euro e un reddito modesto ottiene un piano in ottantaquattro rate con la sola dichiarazione di difficoltà, evitando pignoramenti. Un altro, con lo stesso debito, chiede il piano più breve per chiudere prima, con rate che non riesce a sostenere: dopo otto rate non pagate decade, il residuo diventa esigibile e le procedure riprendono. La differenza non è stata la situazione ma la scelta della durata.
Che cosa fa lo Sportello +Tutela
Lo Sportello +Tutela di Consumerismo esamina la cartella o l’atto ricevuto, ne verifica la notifica, i termini e il contenuto, e richiede l’estratto di ruolo per ricostruire l’intera posizione debitoria. Se emergono vizi, atti mai notificati, importi già pagati, definizioni agevolate non registrate o annualità prescritte, prepara l’istanza di annullamento in autotutela all’ente creditore e all’agente della riscossione e ti indica se e come procedere con il ricorso, che va proposto nei termini e con l’assistenza tecnica dove necessaria. Se il debito è dovuto, ti assiste nella richiesta di rateizzazione o nell’accesso alle definizioni agevolate quando previste, valutando la sostenibilità del piano. Segue la pratica fino alla definizione, nelle condizioni che ti vengono spiegate al primo contatto.
Quali documenti servono
La cartella o l’atto con la data di notifica, l’estratto di ruolo per conoscere l’intera posizione, la documentazione della situazione economica per i piani che la richiedono, le credenziali digitali per la domanda online, le comunicazioni relative a piani già in essere o decaduti.
Tempi realistici e possibili esiti
La domanda presentata online riceve di regola esito in tempi brevi per la procedura semplificata; i piani che richiedono documentazione hanno tempi più lunghi. La presentazione entro i sessanta giorni evita l’avvio delle procedure. Gli effetti sulle misure già adottate vanno verificati caso per caso. Lo Sportello verifica se il debito è dovuto prima di rateizzare e ti assiste nella domanda, senza garantire la concessione, che spetta all’agente.
Per lo Sportello +Tutela puoi anche scrivere a piututela@consumerismo.it o telefonare allo 0694805440.
Domande frequenti
Quante rate posso ottenere?
Per le domande presentate nel 2025 e nel 2026, fino a 84 rate mensili per debiti non superiori a 120mila euro con una semplice dichiarazione di difficoltà, e fino a 120 rate documentando la situazione. La rata minima è di 50 euro. Il numero su semplice richiesta sale a 96 rate nel 2027 e 2028 e a 108 dal 2029.
Devo dimostrare di essere in difficoltà?
Entro i 120mila euro e per il numero di rate concesso su semplice richiesta basta dichiarare la temporanea difficoltà economico-finanziaria, senza allegati. Per i piani più lunghi, fino a 120 rate, e per i debiti sopra quella soglia serve documentare: ISEE per le persone fisiche, indice di liquidità e indice Alfa per le imprese.
La rateizzazione ferma il pignoramento?
La domanda presentata entro i sessanta giorni dalla notifica evita l’avvio delle procedure. Per le misure già adottate gli effetti dipendono dal tipo e dallo stato della procedura: chiedi all’agente per iscritto quali effetti produce sulla tua situazione, senza darlo per scontato.
Se salto qualche rata che cosa succede?
Per i piani richiesti dal 16 luglio 2022 si decade con otto rate non pagate, anche non consecutive: il residuo diventa immediatamente esigibile, le procedure riprendono e quel carico non può più essere rateizzato. Scegli una rata sostenibile, non il piano più breve possibile.
Se rateizzo posso ancora contestare la cartella?
Di regola no: la rateizzazione costituisce riconoscimento del debito, interrompe la prescrizione e non sana i vizi dell’atto. Verifica prima se la cartella è viziata o se le somme sono prescritte: se lo sono, la strada è il ricorso nei termini, non la dilazione.
Hai un problema? Scrivici!
Stai inviando allo Sportello +Tutela di Consumerismo No Profit APS ETS il racconto del tuo problema e i tuoi recapiti. Lo legge un operatore, che valuta gratuitamente il caso e ti risponde entro 24 ore. Non stai firmando nulla e non ti stiamo chiedendo denaro.
Non devi allegare niente adesso: tieni da parte i documenti che riguardano il tuo caso, se andiamo avanti ti diremo quali servono.



