Quello che era nella bozza è a carico del cliente, il resto dello stampatore: colori, quantità, ritardi e ordini online.
Cinquecento inviti con la data sbagliata. Biglietti da visita con due cifre del numero invertite. Un manifesto con i colori spenti rispetto allo schermo. Nella stampa la domanda è sempre la stessa, e arriva subito: la bozza l’avevi approvata? Perché la risposta decide chi paga, e la regola ha una logica che conviene conoscere prima di cliccare approva, non dopo.
Gli errori presenti nella bozza approvata sono a carico del cliente, perché lo stampatore ha eseguito quello che gli è stato confermato. Sono a carico dello stampatore gli errori introdotti dopo l’approvazione, le difformità di materiale, formato, colore o quantità rispetto al pattuito, i difetti di esecuzione e il ritardo sul termine. Per i prodotti personalizzati ordinati online il recesso non si applica, ma la conformità sì.
La bozza è la rappresentazione del lavoro che lo stampatore ti sottopone prima di stampare, e la sua approvazione è una dichiarazione con cui confermi testi, immagini, impaginazione e, nei limiti di quello che una bozza può mostrare, l’aspetto finale.
Gli errori che stavano nella bozza approvata restano a tuo carico: un refuso, una data, un numero di telefono. È il motivo per cui la bozza va letta come si legge un contratto, e da più persone: un refuso riletto tre volte dalla stessa persona non si vede, perché l’occhio legge quello che si aspetta.
Le tipografie che lavorano bene segnalano le incongruenze evidenti, e spesso lo fanno, ma non sono tenute a correggere quello che hai approvato.
Tutto quello che la bozza non poteva mostrare o che non c’era.
Gli errori introdotti dopo l’approvazione, in fase di stampa o di finitura. Le difformità di materiale, grammatura, formato, rilegatura o quantità rispetto all’ordine. I difetti di esecuzione: stampa sbavata, taglio storto, pagine mancanti, colori palesemente diversi da un riferimento concordato. E il ritardo rispetto al termine pattuito, che per inviti e materiali legati a una data è decisivo.
In questi casi hai diritto al rifacimento entro un termine, alla riduzione del prezzo o alla risoluzione, e al risarcimento del danno quando il lavoro era destinato a una data e quella data è passata.
È anche la più difficile. I colori a schermo e quelli stampati non coincidono per ragioni tecniche, e una differenza contenuta rientra nelle tolleranze del settore.
La difformità diventa contestabile quando esisteva un riferimento verificabile che avevi concordato: una prova colore stampata, un codice di riferimento, un campione, e il risultato se ne discosta in modo evidente.
Per i lavori in cui il colore conta, quindi, l’unica mossa utile è chiedere una prova colore su carta prima della tiratura. Approvare una bozza a schermo e contestare il colore dopo porta a risultati solo quando la differenza è macroscopica, e conviene saperlo prima di spendere su una tiratura importante.
Nella stampa commerciale è prassi, e di solito è scritto nelle condizioni, che la quantità consegnata possa discostarsi di una percentuale da quella ordinata, in più o in meno, con la fatturazione del quantitativo effettivo.
È una tolleranza ammessa se comunicata prima e contenuta. Una consegna sensibilmente inferiore, o una tolleranza che non ti è mai stata comunicata, sono contestabili.
Per i lavori in cui la quantità è rigida, gli inviti per un numero preciso di ospiti, le tessere per un corso, va concordato per iscritto che la tolleranza in meno non è ammessa: è una riga nell’ordine e risolve il problema alla radice.
I prodotti di stampa personalizzati ordinati online sono beni confezionati su misura, e per questi il Codice del consumo esclude il recesso di quattordici giorni: il prodotto non è rivendibile, e la legge ne tiene conto.
Restano invece pienamente validi i diritti sulla conformità: un prodotto difforme dall’ordine, dalla bozza approvata o dalle caratteristiche dichiarate va rifatto o rimborsato, e le condizioni che escludono ogni contestazione sono vessatorie.
Le piattaforme di stampa online hanno procedure di reclamo con termini brevi dalla consegna. Vanno rispettati, con le fotografie del difetto fatte appena si apre il pacco: un reclamo presentato dopo il termine della piattaforma non si recupera con un’argomentazione.
La richiesta deve contenere il numero e la data dell’ordine con le specifiche, la data di approvazione della bozza, la data di consegna, la descrizione esatta della difformità distinguendo se riguarda qualcosa che era o non era nella bozza, il rimedio che chiedi con un termine, e il danno se il lavoro era legato a una data.
Allegati: ordine, bozza approvata, fotografie del lavoro consegnato e, se c’era, la prova colore. La bozza approvata è il documento centrale: va conservata con la data, non in una conversazione dove non si capisce quale versione è stata confermata.
Lo Sportello +Tutela di Consumerismo confronta la bozza approvata con il lavoro consegnato e dice con franchezza da quale lato sta l’errore, perché una contestazione su un refuso che era nella bozza non ha basi e insistere fa perdere anche le voci fondate dello stesso ordine. Verifica le difformità di materiale, formato e quantità rispetto all’ordine, e se la tolleranza applicata era stata comunicata. Prepara la richiesta di rifacimento, riduzione o risoluzione con il termine, e la quantificazione del danno quando il lavoro era destinato a una data. Per gli ordini online verifica i termini di reclamo della piattaforma, che sono brevi e decisivi. La verifica iniziale della posizione è gratuita. Segue la pratica fino alla definizione, nelle condizioni che ti vengono spiegate al primo contatto.
L’ordine con le specifiche, la bozza approvata con la data, la prova colore o i riferimenti concordati, le fotografie del lavoro consegnato, la documentazione del ritardo e del danno, le comunicazioni con la tipografia e la richiesta inviata con la prova di spedizione.
Le contestazioni per errori non presenti nella bozza o per difetti di esecuzione ottengono di regola il rifacimento in giorni, perché per la tipografia è la soluzione meno costosa. Quelle sui colori, senza un riferimento concordato, hanno esiti incerti. Gli errori che erano nella bozza approvata restano a carico del cliente, e nessuna argomentazione li sposta. Lo Sportello confronta bozza e lavoro e prepara la richiesta, dicendo subito quando l’errore era nella bozza.
Per approfondire: Codice civile · Codice del consumo
Per lo Sportello +Tutela puoi anche scrivere a piututela@consumerismo.it o telefonare allo 0694805440.
Tu: l’errore presente nella bozza approvata è a carico del cliente, perché lo stampatore ha eseguito quello che gli è stato confermato. La tipografia può concedere uno sconto sul rifacimento, ma non è tenuta. Per il futuro, la bozza si legge come un contratto e la fa leggere più di una persona.
Una differenza contenuta rientra nelle tolleranze tecniche e non è contestabile. Lo è se avevi concordato un riferimento verificabile, una prova colore stampata o un campione, e il risultato se ne discosta in modo evidente. Per i lavori in cui il colore conta, chiedi sempre una prova colore su carta prima della tiratura.
Una tolleranza sulla quantità è prassi se comunicata prima e contenuta, con la fatturazione del quantitativo effettivo. Una consegna sensibilmente inferiore, o una tolleranza mai comunicata, sono contestabili. Per gli inviti e i lavori a quantità rigida, scrivi nell’ordine che la tolleranza in meno non è ammessa.
Il recesso non si applica ai prodotti personalizzati, ma la conformità sì: un prodotto difforme dall’ordine, dalla bozza o dalle caratteristiche dichiarate va rifatto o rimborsato. Usa la procedura di reclamo della piattaforma entro i suoi termini, che sono brevi, allegando le fotografie fatte all’apertura del pacco.
Il ritardo sul termine pattuito è un inadempimento, e per un lavoro legato a una data il danno è evidente: il costo della soluzione sostitutiva, o l’inutilità del lavoro. Chiedi la risoluzione con la restituzione e il risarcimento documentato. Per il futuro fai scrivere il termine e una penale per il ritardo.
Se il difetto dipende dal file che hai fornito, per esempio una risoluzione insufficiente o un colore impostato male, la responsabilità è tua, e la bozza approvata di solito lo conferma. Lo stampatore ha però un dovere di avvisare delle criticità evidenti del file: se il problema era manifesto e non te l’ha segnalato, è un elemento da far valere nella richiesta.
Racconta il tuo caso allo Sportello +Tutela di Consumerismo: un operatore lo legge, lo valuta gratuitamente e ti ricontatta entro 24 ore. Non stai firmando nulla e non prendi nessun impegno.