+TutelaTruffe, telemarketing e pratiche scorrette

Investimenti proposti sui social: come riconoscere le truffe

Guadagni garantiti, consulenti in chat e volti noti falsificati: la verifica da cinque minuti negli elenchi delle autorità e cosa fare se hai versato.

Un video in cui un personaggio noto rivela come ha moltiplicato i risparmi. Una chat in cui un consulente gentile spiega i primi passi e mostra i guadagni sul conto: cinquecento euro diventano ottocento in una settimana, sullo schermo. Poi la richiesta di investire di più, e al momento del prelievo le tasse da anticipare, le commissioni di sblocco, e infine il silenzio. Sono le truffe più costose fra quelle che arrivano allo sportello: non portano via cento euro, portano via i risparmi di una vita.

Le proposte di investimento con guadagni garantiti, rendimenti fissi elevati, consulenti raggiungibili solo in chat e piattaforme sconosciute sono truffe nella quasi totalità dei casi, perché nessun investimento legittimo garantisce un guadagno. Chi offre servizi di investimento in Italia deve essere autorizzato e compare negli elenchi pubblici: la verifica richiede cinque minuti e va fatta prima del primo versamento.

Come funziona

Il contatto arriva da una pubblicità sui social, spesso con l’immagine o un video manipolato di una persona nota, da un messaggio o da una chat di investitori. Segue un consulente che guida all’apertura di un conto su una piattaforma dall’aspetto professionale e a un primo versamento contenuto, di solito con carta o bonifico.

La piattaforma mostra guadagni rapidi, che non esistono: sono numeri su uno schermo controllato dai truffatori. Il consulente spinge a versare di più, a volte a chiedere un prestito. Quando chiedi di prelevare iniziano le richieste di pagamento per sbloccare: tasse, commissioni, verifiche antiriciclaggio. Ogni pagamento è perso.

Alla fine il consulente sparisce, e spesso arriva una telefonata da una società di recupero che chiede un anticipo: è la seconda truffa, costruita sull’elenco delle vittime della prima.

I segnali che non lasciano dubbi

Il guadagno garantito o il rendimento fisso elevato, che non esistono e la cui promessa è vietata. La pressione a versare subito e a versare di più. Il consulente raggiungibile solo in chat, mai in una sede. La piattaforma assente dagli elenchi delle autorità. I pagamenti chiesti verso conti di società sconosciute, spesso estere, o in criptovalute. La richiesta di pagare per prelevare i propri soldi.

E i volti noti: nessun personaggio pubblico promuove piattaforme di trading nei video sui social, e quei video sono falsificati, oggi anche nella voce e nel movimento delle labbra. La presenza di un volto noto è il segnale della truffa, non della serietà.

La verifica che costa cinque minuti

Chi offre servizi di investimento in Italia deve essere autorizzato, e gli intermediari autorizzati compaiono negli elenchi pubblici della CONSOB e della Banca d’Italia, consultabili online cercando il nome della società.

La CONSOB pubblica inoltre gli avvisi sui soggetti che operano senza autorizzazione e, dal luglio 2019, ha il potere di ordinare ai provider l’oscuramento dei siti abusivi. I numeri dicono quanto sia diffuso il fenomeno: al 24 settembre 2026 i siti oscurati dall’inizio erano 1.829, di cui 235 relativi a cripto-attività.

Una piattaforma assente dagli elenchi, o presente negli avvisi, non è un investimento rischioso: è una truffa. E attenzione all’ordine delle verifiche, perché è lì che si perde: prima si controlla, poi si versa. Dopo, la ricerca serve solo a capire che cosa è successo.

Che cosa dice la legge

Offrire servizi di investimento senza autorizzazione è un reato, e la truffa è un reato. Le pubblicità che promettono guadagni certi sono pratiche commerciali ingannevoli, vietate dal Codice del consumo, e l’uso dell’immagine di una persona nota senza il suo consenso è illecito.

Le piattaforme sui cui annunci queste proposte circolano hanno obblighi propri, secondo il regolamento europeo sui servizi digitali, di rimuovere i contenuti illegali che vengono loro segnalati: la segnalazione dell’annuncio non è un gesto inutile.

Sul piano civile hai un credito verso i truffatori, quasi sempre irrintracciabili. Diverso è il caso in cui il problema riguardi un intermediario autorizzato che ti ha fatto sottoscrivere prodotti non adatti: lì la strada è il reclamo e il ricorso all’Arbitro per le controversie finanziarie, che è una procedura gratuita e del tutto diversa da questa.

Se hai già versato

Smetti di versare, per qualunque motivo ti venga presentato: ogni ulteriore pagamento è perso, comprese le tasse per sbloccare il prelievo.

Non pagare nessuno che prometta di recuperare quanto hai perso.

Raccogli tutto: schermate della piattaforma e del saldo, chat con il consulente, ricevute dei pagamenti con i beneficiari, pubblicità da cui sei arrivato.

Chiama la banca per il richiamo dei bonifici più recenti e per la contestazione degli addebiti con carta; per i pagamenti in criptovalute il recupero è quasi sempre impossibile.

Presenta denuncia alla Polizia postale. Segnala alla CONSOB il sito e la piattaforma, che possono essere oscurati, e all’operatore del social la pubblicità. Se hai acceso un prestito sotto la pressione dei truffatori, fai valutare la tua posizione verso il finanziatore, perché è un elemento che rileva.

Che cosa fa lo Sportello +Tutela

Lo Sportello +Tutela di Consumerismo fa per prima cosa la verifica che avrebbe cambiato tutto se fosse arrivata prima, cioè il controllo della piattaforma negli elenchi e negli avvisi delle autorità, e ti dice con chiarezza che cosa è ancora recuperabile e che cosa no. Interrompe l’emorragia: nessun ulteriore versamento, nessun anticipo a chi promette recuperi. Prepara la contestazione alla banca per i pagamenti su cui esiste un margine, la denuncia e le segnalazioni alla CONSOB e alle piattaforme, che producono oscuramenti e rimozioni. Dove sono stati accesi finanziamenti sotto pressione valuta la posizione verso il finanziatore. La verifica iniziale della posizione è gratuita. Segue la pratica fino alla definizione, nelle condizioni che ti vengono spiegate al primo contatto.

Quali documenti servono

Le schermate della piattaforma e del saldo mostrato, le chat con il consulente, le pubblicità da cui è partito il contatto, l’elenco dei pagamenti con date, importi, modalità e beneficiari, le comunicazioni con la banca, la denuncia e, se ci sono, i contratti di finanziamento accesi nel periodo.

Tempi realistici e possibili esiti

Il richiamo dei bonifici e la contestazione degli addebiti con carta hanno margini solo per i pagamenti recenti; per le criptovalute quasi nessuno. Le denunce alimentano indagini spesso internazionali, con esiti individuali rari. Le segnalazioni alla CONSOB producono oscuramenti, che proteggono chi vedrebbe quella pubblicità domani. Va detto senza giri di parole: in queste truffe il recupero nella maggior parte dei casi non avviene, e il risultato concreto più frequente è fermare le perdite ancora evitabili.

Per approfondire: CONSOB · Banca d’Italia · Polizia postale

Per lo Sportello +Tutela puoi anche scrivere a piututela@consumerismo.it o telefonare allo 0694805440.

Domande frequenti

La piattaforma mi mostra i guadagni sul conto: come può essere una truffa?

Perché quei numeri sono su uno schermo controllato dai truffatori e non corrispondono a nessun investimento reale. Il test è il prelievo: se per prelevare ti chiedono di pagare qualcosa, o se il prelievo non arriva, i guadagni non esistono. Verifica la piattaforma negli elenchi della CONSOB prima di versare altro.

Ho visto un video di un personaggio famoso che consiglia la piattaforma.

È un video falsificato: nessun personaggio pubblico promuove piattaforme di trading sui social, e le immagini vengono usate senza consenso, oggi anche con voce e labiale generati. La presenza di un volto noto è il segnale della truffa. Segnala il video all’operatore del social, che ha l’obbligo di rimuovere i contenuti illegali segnalati.

Come verifico se un intermediario è autorizzato?

Negli elenchi pubblici della CONSOB e della , cercando il nome della società, e negli avvisi della CONSOB sui soggetti abusivi. Al 24 settembre 2026 i siti oscurati su ordine della CONSOB erano 1.829, di cui 235 su cripto-attività: controllare prima di versare è la difesa più efficace che esista.

Mi chiedono di pagare le tasse per sbloccare il prelievo.

Non pagare. Nessun investimento legittimo chiede di pagare per prelevare i propri soldi: le eventuali imposte si regolano con il fisco, non con la piattaforma. La richiesta di pagare per sbloccare è l’ultima fase della truffa, e ogni euro versato in quella fase è perso. Fermati, denuncia, contesta i pagamenti recenti.

Una società mi propone di recuperare quanto ho perso, dietro anticipo.

È la seconda truffa, rivolta a chi ha già subito la prima e contattata spesso con gli stessi elenchi. Nessuna società seria chiede anticipi per recuperare somme da truffatori irrintracciabili. Il recupero, dove possibile, passa dalla banca, dalla denuncia e dalle autorità. Non versare nulla e segnala anche questa proposta.

Il problema riguarda la mia banca, non una piattaforma sconosciuta.

Allora la strada è diversa e molto più efficace: se un intermediario autorizzato ti ha fatto sottoscrivere prodotti non adeguati al tuo profilo, si contesta con e poi con ricorso all’Arbitro per le controversie finanziarie, che è gratuito per l’investitore e non richiede avvocato.

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