Si entra in una casa nuova e il contatore è chiuso, con un debito del precedente occupante. Oppure si esce da una locazione lasciando le utenze intestate, e sei mesi dopo arrivano bollette per consumi di qualcun altro. Sono due situazioni diverse con la stessa radice: un passaggio di intestazione fatto male, o non fatto.
Secondo la scheda su subentro, voltura e contatori morosi che abbiamo consultato, la voltura cambia l’intestatario mantenendo attivo il contatore, con il nuovo intestatario che eredita il contratto esistente, mentre il subentro riattiva un contatore disattivato con un nuovo contratto, e in quel caso si possono scegliere fornitore e offerta. Sul debito del precedente occupante la stessa fonte è netta: la morosità è personale, non grava sul nuovo intestatario, e un fornitore non può rifiutare la riattivazione a chi dimostri di non essere responsabile del debito precedente, con la possibilità di contestare il rifiuto.
Un’eccezione da conoscere, perché cambia la risposta. Secondo la scheda di un’associazione di consumatori su voltura e subentro che abbiamo consultato, il nuovo cliente non diventa automaticamente debitore per il solo fatto del subentro o della voltura, e l’ARERA ha escluso che il pagamento delle morosità altrui possa essere imposto indiscriminatamente. Ma chi ha un titolo giuridico proprio sul debito ne risponde: la stessa fonte indica il caso dell’erede, richiamando l’articolo 476 del codice civile sull’accettazione tacita dell’eredità. Tradotto: se subentri nella casa di un familiare defunto, la posizione è diversa da quella di chi entra in un immobile locato da un estraneo, e va valutata prima di pagare o di rifiutare.
Contatore chiuso con un debito altrui
È la situazione che blocca più traslochi, e la risposta è più semplice di quanto sembri.
Se il contatore è stato cessato per morosità, la fonte consultata indica il subentro come strada corretta, con la stipula di un nuovo contratto: per la voltura servirebbe una dichiarazione di non essere responsabile dei debiti precedenti.
Servono i dati dell’intestatario, l’indirizzo della fornitura, il codice identificativo del punto di fornitura, che per l’energia elettrica è il POD e per il gas il PDR, e i dati catastali dell’immobile.
La stessa fonte indica tempi di lavorazione di alcuni giorni lavorativi, più lunghi per il gas che per l’energia elettrica, e tempi molto rapidi per la riattivazione quando la fornitura era sospesa ma non cessata.
Che cosa fare se il fornitore rifiuta o rinvia: chiedi per iscritto il motivo del rifiuto e contestalo, richiamando il principio della personalità del debito. Se il rifiuto resta, la strada indicata è il reclamo scritto al venditore e poi il Servizio Conciliazione dell’ARERA, che è gratuito e non richiede un avvocato.
Tieni presente che il venditore può legittimamente chiederti dei documenti per verificare che tu sia estraneo al debito, e che per il contratto serve la dichiarazione del titolo con cui occupi l’immobile, prevista dall’articolo 5 del decreto legge 47/2014 convertito dalla legge 80/2014: è una richiesta dovuta, non un ostacolo, e averla pronta accorcia i tempi.
Uscire da una casa senza lasciarsi dietro le bollette
È l’errore più costoso e il più facile da evitare.
Chi lascia un immobile deve chiudere il proprio contratto o farlo volturare al nuovo occupante: finché il contratto resta a tuo nome, i consumi sono tuoi, anche se in casa vive un altro.
Il giorno della riconsegna rileva le letture di tutti i contatori, fotografale con la data e inseriscile nel verbale di riconsegna. È lo stesso documento che serve per il deposito cauzionale, e la lettura è il dato che evita gli addebiti successivi.
Invia la richiesta di cessazione o di voltura per iscritto, conservando la prova, e verifica dopo qualche settimana che sia stata lavorata: le richieste che si perdono sono più frequenti di quanto si pensi.
E conserva l’ultima fattura di chiusura, perché è il documento che dimostra fino a quando hai risposto dei consumi.
Chi fa che cosa, fra proprietario e inquilino
Le utenze intestate al conduttore sono un rapporto fra conduttore e fornitore: il proprietario non ne risponde e non può gestirlo.
La fonte consultata segnala, senza approfondirlo, che il locatore non può sospendere le utenze per la morosità del conduttore. Lo riportiamo perché è una situazione che si verifica: se accade, è un comportamento da contestare per iscritto, immediatamente.
Nelle locazioni con utenze intestate al proprietario e riaddebitate, invece, valgono le regole sulle spese: hai diritto al dettaglio e ai documenti giustificativi di quello che ti viene chiesto.
E un suggerimento che evita quasi tutti i problemi: alla firma del contratto, metti a verbale chi intesta che cosa, con le letture iniziali. Due righe scritte quel giorno valgono più di qualunque ricostruzione successiva.
Prima di chiedere una voltura
Verifica se il contatore è attivo, sospeso o cessato, perché da questo dipende lo strumento corretto.
Verifica le condizioni economiche del contratto che stai per ereditare con la voltura: nel subentro puoi scegliere l’offerta, nella voltura prendi quella in essere.
Chiedi i costi di gestione e gli eventuali oneri previsti, che la fonte consultata non indica: vanno chiesti al fornitore prima della richiesta, perché sono una delle sorprese più comuni in bolletta.
E verifica la potenza impegnata per l’energia elettrica e la classe del contatore, perché adeguarle dopo comporta un intervento a parte.
Che cosa fa lo Sportello +Tutela
Lo Sportello +Tutela di Consumerismo individua lo strumento corretto fra voltura e subentro, che dipende dallo stato del contatore ed è la causa della maggior parte dei blocchi. Fa valere il principio per cui la morosità del precedente occupante non grava sul nuovo intestatario, contestando per iscritto i rifiuti di riattivazione, e verifica se esiste invece un titolo giuridico proprio sul debito, come nel caso dell’erede, perché lì la risposta cambia. Imposta le richieste di cessazione quando si lascia un immobile, verificando che siano state effettivamente lavorate. Ricostruisce i periodi di effettiva responsabilità sui consumi quando arrivano addebiti per periodi successivi all’uscita. E attiva reclami e conciliazioni di settore quando il fornitore non risponde. La verifica iniziale della posizione è gratuita. Segue la pratica fino alla definizione, nelle condizioni che ti vengono spiegate al primo contatto.
Quali documenti servono
Il contratto di locazione o il titolo sull’immobile, il verbale di consegna o riconsegna con le letture dei contatori e le fotografie datate, i codici identificativi dei punti di fornitura, le richieste di voltura o cessazione inviate con la prova della data, le fatture ricevute compresa l’ultima di chiusura, le comunicazioni con il fornitore e l’eventuale rifiuto di riattivazione con il motivo.
Tempi realistici e possibili esiti
I subentri su contatori cessati si completano nei tempi di lavorazione indicati dal fornitore, nell’ordine di giorni lavorativi, più lunghi per il gas. Le riattivazioni di forniture sospese ma non cessate sono molto più rapide. I rifiuti di riattivazione fondati su debiti di terzi si superano nella maggior parte dei casi con una contestazione scritta, perché il principio è chiaro. Gli addebiti per consumi successivi all’uscita si annullano quando esistono letture verbalizzate e richiesta di cessazione documentata; in mancanza, la ricostruzione è più difficile. Lo Sportello verifica la posizione e prepara le richieste, senza garantire l’esito.
Per approfondire: ARERA · scheda su subentro, voltura e contatori morosi · scheda di un’associazione di consumatori su voltura e subentro
Per lo Sportello +Tutela puoi anche scrivere a piututela@consumerismo.it o telefonare allo 0694805440.
Domande frequenti
Devo pagare il debito del precedente inquilino?
Di regola no: la morosità è personale, non grava sul nuovo intestatario per il solo fatto del subentro o della voltura, e il rifiuto di riattivazione si contesta per iscritto. L’eccezione è chi ha un titolo giuridico proprio sul debito, per esempio l’erede: in quel caso la posizione va valutata prima di pagare o di rifiutare.
Che differenza c’è fra voltura e subentro?
La voltura cambia l’intestatario mantenendo attivo il contatore, e chi entra eredita il contratto esistente con le sue condizioni. Il subentro riattiva un contatore disattivato con un nuovo contratto, e in quel caso puoi scegliere fornitore e offerta: è la strada indicata per i contatori cessati.
Che dati mi servono per il subentro?
I dati dell’intestatario, l’indirizzo della fornitura, il codice identificativo del punto di fornitura, cioè il POD per l’energia elettrica e il PDR per il gas, e i dati catastali dell’immobile. I tempi di lavorazione sono di alcuni giorni lavorativi, più lunghi per il gas.
Ho lasciato la casa e arrivano ancora le bollette.
Finché il contratto resta a tuo nome i consumi sono tuoi, anche se in casa vive un altro: la cessazione o la voltura va richiesta per iscritto e va verificato che sia stata lavorata. Le letture verbalizzate alla riconsegna sono ciò che permette di annullare gli addebiti successivi.
Il proprietario può farmi staccare la luce se sono in ritardo con l’affitto?
La fonte consultata segnala che il locatore non può sospendere le utenze per la morosità del conduttore. Se accade, è un comportamento da contestare per iscritto immediatamente: le utenze intestate a te sono un rapporto fra te e il fornitore, che il proprietario non può gestire.
Che cosa verifico prima di chiedere la voltura?
Se il contatore è attivo, sospeso o cessato, perché da questo dipende lo strumento corretto; le condizioni economiche del contratto che eredità con la voltura, che nel subentro potresti invece scegliere; e gli eventuali oneri previsti, da chiedere al fornitore prima della richiesta.
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