La prima offerta della compagnia copre quasi sempre una cosa sola: la riparazione, come quantificata dal suo perito. Tutto il resto, cioè il valore che l’auto ha perso, i giorni in cui non hai potuto usarla, le spese che hai sostenuto per gestire la pratica, non compare. Non perché non spetti, ma perché nessuno offre quello che non gli viene chiesto. E chiederlo dopo aver firmato è, nella maggior parte dei casi, troppo tardi.
Oltre alla riparazione puoi chiedere la svalutazione del veicolo, il mancato uso durante il fermo, le spese di soccorso, custodia e perizia di parte, e i costi vivi documentati. Vanno inserite nella richiesta iniziale, quantificate e documentate: il momento per chiederle è prima dell’offerta, non dopo.
La svalutazione del veicolo
Un’auto che ha subito un urto importante vale meno, anche dopo una riparazione perfetta: il danno resta nella storia del mezzo ed emerge alla rivendita. È il danno da svalutazione, e non viene riconosciuto in automatico: va chiesto e documentato.
Non spetta sempre. Pesa quando sono stati sostituiti o riparati elementi strutturali, con saldature o smontaggi, e quando le tracce dell’intervento restano verificabili. Pesa molto meno su veicoli di molti anni, il cui valore è già compresso dall’età.
Lo strumento per chiederla è una perizia di parte che quantifichi la perdita di valore sulla base del valore commerciale prima del sinistro, dell’entità dell’intervento e dell’anzianità del mezzo. Il costo della perizia, a sua volta, è una voce di danno da chiedere.
Il mancato uso del veicolo
Nei giorni in cui l’auto è in carrozzeria continui a sostenerne i costi fissi e non puoi usarla. È il danno da fermo tecnico, che si chiede documentando la spesa effettivamente sostenuta, tipicamente il noleggio di un veicolo sostitutivo, oppure il pregiudizio concreto subito.
Chi usa il mezzo per lavoro può chiedere anche il mancato guadagno, che va però provato con documenti, non affermato. Vale invece sempre la pena chiedere il rimborso dei costi fissi pagati e non goduti nel periodo di fermo.
Le spese accessorie
Sono le voci che quasi nessuno inserisce e che spesso valgono più di quanto si pensi. Il soccorso stradale e il traino. La custodia del veicolo nei giorni di deposito, se c’è stata. La perizia di parte. Le spese di immatricolazione o di reimmatricolazione, quando il veicolo è stato demolito. I costi di trasporto sostenuti per spostarti mentre l’auto era ferma, se documentati. E, quando il veicolo è distrutto, il valore commerciale prima del sinistro, non quello del relitto, oltre al tempo necessario per reperire un mezzo equivalente.
Il criterio è sempre lo stesso: sono risarcibili le conseguenze economiche dirette del sinistro che riesci a documentare. Una ricevuta vale più di qualunque argomento.
Quando vanno chieste
Nella richiesta di risarcimento iniziale, tutte insieme, con l’indicazione di che cosa chiedi e perché. Aggiungere una voce a trattativa avviata è possibile ma difficile, perché la compagnia ha già costruito la propria valutazione e tenderà a considerarla una pretesa dell’ultimo minuto.
Il momento critico è la firma. Prima di sottoscrivere qualunque atto di quietanza, leggi che cosa dichiari: una dichiarazione di accettazione a saldo e stralcio chiude la pratica per ogni voce, anche per quelle che non ti sono mai state offerte. Se accetti un acconto, deve risultare espressamente che è un acconto.
Ricorda inoltre che, se rifiuti l’offerta, la compagnia deve comunque versarti entro quindici giorni la somma offerta: incassarla come acconto non ti impedisce di continuare a chiedere il resto, purché i documenti che firmi lo dicano.
Come si costruisce una richiesta completa
Parti dal preventivo o dalla fattura di riparazione, con la descrizione tecnica degli interventi. Aggiungi la perizia di parte se chiedi la svalutazione. Allega le ricevute di soccorso, traino, custodia e noleggio. Indica il numero di giorni di fermo e come li hai calcolati, facendo riferimento alle ore di manodopera della perizia. Documenta i costi fissi del periodo e, se il mezzo ti serve per lavorare, la natura di quell’uso.
Poi scrivi una richiesta che elenchi le voci una per una con il relativo importo e il documento che la sostiene. Una richiesta così è difficile da liquidare in blocco con una cifra tonda, ed è esattamente il motivo per cui conviene scriverla.
Che cosa fa lo Sportello +Tutela
Lo Sportello +Tutela di Consumerismo esamina l’offerta ricevuta e la confronta con il danno documentato, individuando le voci che mancano, che nella prima offerta sono quasi sempre la svalutazione, il fermo e le spese accessorie. Ti indica quali sono sostenibili nel tuo caso e quali no, perché chiedere voci non documentabili indebolisce l’intera richiesta. Prepara la richiesta integrativa quantificata voce per voce e, se la compagnia non risponde o respinge senza motivare, il reclamo all’ufficio reclami e, se serve, il reclamo all’IVASS. Segue la pratica fino alla definizione, nelle condizioni che ti vengono spiegate al primo contatto.
Quali documenti servono
Il preventivo e la fattura di riparazione con la descrizione tecnica, la perizia del perito della compagnia e l’eventuale perizia di parte, le ricevute di soccorso, traino, custodia e noleggio, la documentazione dei costi fissi del periodo di fermo, i documenti che provano l’uso lavorativo del veicolo, la corrispondenza con la compagnia e l’offerta ricevuta.
Tempi realistici e possibili esiti
Una richiesta integrativa documentata riceve risposta in alcune settimane e l’esito più frequente è un’integrazione parziale dell’offerta, non il suo raddoppio: è bene saperlo per impostare la trattativa con aspettative realistiche. Le voci che vengono riconosciute più spesso sono quelle sorrette da una ricevuta; quelle affermate senza documenti vengono respinte quasi sempre. Lo Sportello valuta la congruità e prepara la richiesta, senza garantire l’esito.
Per lo Sportello +Tutela puoi anche scrivere a piututela@consumerismo.it o telefonare allo 0694805440.
Domande frequenti
Che cos’è la svalutazione del veicolo e quando spetta?
È la perdita di valore che l’auto subisce per essere stata incidentata, e che emerge alla rivendita anche dopo una riparazione eseguita bene. Pesa quando sono stati toccati elementi strutturali e le tracce dell’intervento restano verificabili, molto meno su veicoli datati. Non viene offerta in automatico: va chiesta e sostenuta con una perizia di parte.
Quali spese posso chiedere oltre alla riparazione?
Soccorso stradale e traino, custodia del veicolo, perizia di parte, noleggio del mezzo sostitutivo, costi fissi pagati e non goduti durante il fermo e, se il veicolo è stato demolito, le spese per rimetterti in condizione di circolare. Il criterio è che siano conseguenze dirette del sinistro e che tu possa documentarle.
Posso chiedere queste voci dopo aver ricevuto l’offerta?
Tecnicamente sì, ma è molto più difficile, perché la compagnia ha già formulato la sua valutazione e leggerà l’aggiunta come una pretesa tardiva. Il momento giusto è la richiesta iniziale, con tutte le voci quantificate e documentate fin da subito.
Ho firmato la quietanza: posso chiedere ancora qualcosa?
Dipende da che cosa dice il documento che hai firmato. Una dichiarazione a saldo e stralcio chiude la pratica per ogni voce, comprese quelle mai offerte; una ricevuta di acconto no. È il motivo per cui ogni firma va letta prima, e per cui un acconto deve risultare espressamente tale.
Se rifiuto l’offerta resto senza nulla per mesi?
No. Anche se la rifiuti o non rispondi, la compagnia deve versarti entro quindici giorni la somma offerta, che vale come acconto sul risarcimento definitivo. Incassarla non significa accettare quell’importo come saldo, a condizione che la documentazione che firmi lo dica chiaramente.
Conviene farsi fare una perizia di parte?
Quando il danno è rilevante o riguarda elementi strutturali, quasi sempre: è il documento che sostiene la svalutazione e che permette di discutere i numeri del perito della compagnia su un piano tecnico. Il suo costo rientra fra le voci da chiedere. Per danni modesti, invece, il costo può non giustificarsi.
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