
ROMA – Un libro che parla di lavoro, ma soprattutto di persone. È stato presentato al Senato della Repubblica “Abecedario del Lavoro – L’italianità che produce valore”, il volume scritto da Pietro Vivone, Presidente Nazionale di FedAPI, che raccoglie le testimonianze di ventisei professionisti, uno per ogni lettera dell’alfabeto, trasformando i mestieri in un racconto dell’Italia che ogni giorno produce, innova e custodisce competenze. A moderare l’incontro è stata la giornalista Barbara Molinario, che ha accompagnato il pubblico in un percorso fatto di storie, esperienze e riflessioni sul valore del lavoro, delle imprese e del rapporto con i consumatori.
Ad aprire l’incontro sono stati Pietro Vivone, il giornalista Michele Montefusco e la Senatrice Mariastella Gelmini. Nel suo intervento, Vivone ha spiegato come il libro sia nato dall’esigenza di creare una rete tra imprenditori e professionisti, convinto che oggi nessuno possa affrontare da solo le sfide del mercato. “Questo libro nasce dall’idea che conoscersi significhi anche poter fare di più. Da soli si fa ben poco, mentre quando si costruiscono relazioni si cresce insieme. Ho voluto ricordare anche il valore dell’artigianato, richiamando una frase di San Francesco, perché oggi chi lavora con il cervello e con le mani rappresenta una delle più grandi ricchezze del nostro Paese. Gli artigiani sono quelli che rendono unico il Made in Italy. Ho poi fatto un parallelismo che mi accompagna da quando sono diventato padre: nessuno ci insegna davvero come essere un buon genitore e nessuno ci insegna come essere un buon imprenditore. Ci si trova ogni giorno a prendere decisioni importanti, a scegliere i collaboratori giusti, a capire come rapportarsi ai clienti e ai consumatori. Per questo voglio dire agli imprenditori che non sono soli. Esistono altri imprenditori che vivono le stesse difficoltà e che possono aiutarsi reciprocamente. La concorrenza non significa combattersi, ma crescere insieme.”
La Senatrice Mariastella Gelmini ha evidenziato come il Senato debba essere sempre più un luogo di confronto con il mondo produttivo e ha definito il volume “un modo nuovo e originale di raccontare le piccole e medie imprese italiane”. “Chi ogni mattina alza una saracinesca contribuisce a produrre il PIL di questo Paese e chi ha responsabilità istituzionali deve ascoltare chi lavora e chi produce. Questo libro racconta un’Italia che innova senza dimenticare le proprie radici, che coniuga tradizione e innovazione, artigianato e tecnologia, qualità e competitività. Dietro ogni prodotto del Made in Italy ci sono sacrificio, competenze, passione e storie familiari. Per questo abbiamo deciso di costituire al Senato un Intergruppo parlamentare dedicato alle Piccole e Medie Imprese. Vogliamo costruire un confronto stabile con gli imprenditori per individuare interventi concreti sulla semplificazione amministrativa, sull’internazionalizzazione, sull’energia e sulla competitività, trasformando il dialogo in risultati.”
Uno dei momenti più apprezzati è stato l’intervento del giornalista Michele Montefusco, che ha collaborato alla realizzazione delle interviste contenute nel volume e ha curato il progetto “La bottega invisibile”. “Ogni persona che ho incontrato mi ha lasciato qualcosa e mi ha fatto crescere. Ho capito che ogni mestiere ha valore non solo per quello che produce, ma per la storia che racconta. Oggi la comunicazione è fondamentale perché un mestiere non muore quando chiude una bottega, ma quando nessuno lo vede più. Internet può diventare una nuova bottega dove i giovani scoprono professioni, passioni e competenze che rischierebbero di scomparire. Raccontare questi mestieri significa contribuire a preservarli e magari far nascere nelle nuove generazioni il desiderio di intraprendere quei percorsi.”
Nel corso dell’evento è stato letto anche il messaggio inviato da Don Elio Lops, parroco della Basilica dei Santi Vitale, Valeria, Gervasio e Protasio al Quirinale, impossibilitato a partecipare. Nel suo intervento scritto ha ricordato come, anche nell’epoca dell’intelligenza artificiale e della trasformazione digitale, il lavoro continui ad avere al centro la persona, la responsabilità, la creatività e il bene comune, sottolineando come “Abecedario del Lavoro” rappresenti un prezioso strumento educativo capace di trasmettere alle nuove generazioni il valore della dignità del lavoro e della competenza.

La seconda parte dell’incontro ha dato voce ai protagonisti del libro, imprenditori e professionisti appartenenti ai più diversi settori produttivi, che hanno raccontato le proprie esperienze confermando il filo conduttore dell’opera: dietro ogni mestiere esiste una persona, una storia e un patrimonio di conoscenze che meritano di essere valorizzati.
A chiudere i lavori è stato Luigi Gabriele, Presidente di Consumerismo No Profit e autore del capitolo dedicato al consumatore nell’era digitale, che ha richiamato l’attenzione sul ruolo sempre più centrale del cittadino nelle dinamiche economiche. “Un’impresa cresce se cresce anche la fiducia dei consumatori. Oggi il mercato non si misura soltanto con la qualità dei prodotti o dei servizi, ma con la capacità di costruire relazioni trasparenti, corrette e durature. Consumatori e imprese non sono due mondi contrapposti: fanno parte dello stesso ecosistema e solo promuovendo una cultura del consumo consapevole e della responsabilità reciproca possiamo rendere il sistema economico più forte e competitivo.”
L’incontro si è concluso con l’intervento di Antonio Procida, che ha anticipato il prossimo progetto editoriale di FedAPI, confermando la volontà di proseguire un percorso dedicato alla valorizzazione delle professioni e delle persone che contribuiscono quotidianamente alla crescita del Paese.
Alla presentazione hanno preso parte, oltre ai relatori istituzionali, anche i protagonisti dell’Abecedario: Valerio e Flavio Pomponi, Emanuele Trono, Gemma Lonardi, Emma Fassio, Michele Monopoli, Giancarlo Dell’Orco, Vittorio e Giovanna Sposito, Elisabetta Frega, Achille Ducoli, Emanuele Alfano, Mario Talarico, Agnese Scappini, Gabriella Ancora, Giuseppe Rivello, Gabriele Pellerone, Carla Tomasi, Francesco Sgaramella, Riccardo Cambò, Andrea Gandini, Sebastiano Guarisco e Valentina Chiapatti, insieme a Davide Caiazzo, Michele Montefusco, Luigi Gabriele e Antonio Procida, che hanno contribuito a trasformare la presentazione del volume in un momento di confronto sul futuro delle imprese italiane, dell’artigianato, del Made in Italy e del rapporto sempre più stretto tra chi produce e chi consuma.





