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Caro Treni: Prezzi gonfiati e tempi raddoppiati

Consumerismo No Profit: «Il pricing dinamico premia la domanda, non la qualità del servizio. E il conto lo paga sempre il passeggero»

 

Sei mesi fa lo avevamo scritto nero su bianco. Il 12 gennaio scorso, analizzando il weekend del 24-25 gennaio segnato dai lavori al nodo di Firenze, avevamo mostrato come un sistema tariffario nato per premiare chi prenota per tempo finisse per punire, due volte, chi si trova a viaggiare durante un disservizio annunciato: tempi di percorrenza allungati fino a due ore, trasbordi su bus sostitutivi, e biglietti che — invece di scendere — restavano agganciati alle tariffe da servizio regolare o addirittura salivano nelle fasce orarie più richieste.

Oggi, la stessa dinamica si ripresenta sullo stesso nodo ferroviario.

Il caso di luglio

Nei giorni scorsi Consumerismo No Profit ha messo a confronto le tariffe sulla Roma-Milano durante i lavori in corso tra Campo di Marte e Santa Maria Novella. Chi acquista un biglietto per giovedì 9 luglio paga 101,80 euro per il Frecciarossa delle 7:10, 190,70 euro per quello delle 9:10, 92,70 euro per quello delle 18:10 — tutti con 4 ore e 40 minuti di percorrenza per via dei rallentamenti da cantiere. Gli stessi convogli, prenotati per giovedì 16 luglio a lavori conclusi, costano 59,90, 69,90 e 59,90 euro, con un’ora di percorrenza in meno.

Come già a gennaio, il differenziale non racconta una relazione tra tempo di viaggio e prezzo pagato: racconta un algoritmo che risponde alla domanda nelle fasce orarie di punta, indipendentemente dalla qualità della prestazione offerta in quelle stesse fasce.

«Sarebbe stato corretto applicare una riduzione delle tariffe ferroviarie proporzionale all’allungamento dei tempi di percorrenza lungo la linea», ha dichiarato il presidente di Consumerismo, Luigi Gabriele, durante la trasmissione in diretta su evidenziando come i passeggeri subiscano un triplice danno: viaggio più lungo, disagio del trasbordo tra le due stazioni fiorentine, e un biglietto che a parità di tratta costa più caro anziché meno.

Cosa NON risolve l’indennizzo

Un punto che a gennaio come oggi continua a passare in secondo piano riguarda l’indennizzo per ritardo previsto dalla Carta dei Servizi Trenitalia. Sui treni coinvolti nei lavori di Firenze, un ritardo di 60 minuti in arrivo (rispetto alla percorrenza a regime) darebbe diritto, in teoria, a un indennizzo del 25% del prezzo pagato — da richiedere attivamente entro 12 mesi, tramite bonus o riaccredito. Ma applicando quella percentuale ai prezzi denunciati, il conto non torna comunque a favore del passeggero: sul Frecciarossa delle 9:10, a fronte di un sovrapprezzo di 120,80 euro rispetto alla tariffa a regime, l’indennizzo teorico coprirebbe poco più di 47 euro, lasciando oltre 73 euro di differenza scoperta.

L’indennizzo, cioè, è pensato per compensare il disagio del ritardo — non il rincaro del biglietto generato dal pricing dinamico nelle stesse ore, che è un meccanismo del tutto indipendente e che il passeggero medio spesso ignora di dover richiedere da solo.

Treno Prezzo lavori in corso Prezzo a regime Differenza pagata in più Indennizzo 25% teorico Scoperto residuo
Frecciarossa 9512 (7:10) € 101,80 € 59,90 + € 41,90 € 25,45 – € 16,45
Frecciarossa 9520 (9:10) € 190,70 € 69,90 + € 120,80 € 47,68 – € 73,12
Frecciarossa 9566 (18:10) € 92,70 € 59,90 + € 32,80 € 23,18* – € 9,62

* Valore soggetto a verifica in fase di richiesta effettiva, in base al ritardo accertato in arrivo.

La posizione di Consumerismo

Da gennaio a luglio, lo stesso nodo ferroviario, lo stesso schema, la stessa richiesta rimasta inascoltata: un sistema tariffario che tenga conto della qualità del servizio effettivamente reso, non solo della domanda di mercato. Consumerismo No Profit continuerà a monitorare la vicenda attraverso il proprio Osservatorio e a chiedere a Trenitalia e al Ministero dei Trasporti (sicuramente senza esito) una revisione dei criteri di calcolo tariffario nei periodi di cantiere pianificato.

(Nota metodologica: i dati tariffari di gennaio provengono dall’analisi comparativa Consumerismo del 12/01/2026; i dati di luglio dal comunicato Consumerismo del 06/07/2026 ripreso da ANSA. Il calcolo dell’indennizzo teorico è una simulazione interna basata sulla Carta dei Servizi Trenitalia in vigore; non costituisce conferma di un indennizzo effettivamente riconosciuto o richiesto su queste specifiche corse.)

Luigi Gabriele

Presidente di Consumerismo no Profit, e responsabile editoriale di Consumerismo.it. Segno zodiacale Cancro. Laurea in Scienze Politiche alla Sapienza di Roma (indirizzo politico-amministrativo, per chi ancora crede nelle etichette), giornalista e comunicatore pubblico regolarmente censito nelle rispettive anagrafi di categoria. Ha trascorso gli anni della formazione tra aule accademiche e palazzi del potere, specializzandosi in affari regolatori e relazioni istituzionali, prima di capire che il vero potere risiede nel portafoglio (spesso vuoto) del cittadino. Dal 2008 ha scelto la trincea del sociale come attivista, trasformandosi nell'incubo dei "cartelli" e nella voce fuori dal coro per la tutela dei consumatori. In questo ambito è diventato il volto e la parola delle principali organizzazioni del settore, prestando la propria expertise a molti gruppi di lavoro del Ministero dello Sviluppo Economico e alle Commissioni Parlamentari, dove tenta quotidianamente di tradurre i testi legislativi in una lingua comprensibile ai comuni mortali. Conoscitore anche dei gossip, delle autorità di vigilanza e regolazione italiane, dove ne analizza regolazione, posizioni e sopratutto comportamento. Vive un'ossessione cromatica per l'arancione e il blu scuro, colori eletti a divisa d'ordinanza tra cravatte, braccialetti e stemmi, nonché pantone ufficiale di Consumerismo No Profit, la lobby indipendente dei consumatori italiani di cui è Presidente. L'arancione è anche il tratto distintivo della sua Fiat 500 del 1971 serie L, acquistata per 4.000 euro con i risparmi accumulati in sei anni di mobilità elettrica estrema. Muovendosi tra i palazzi del potere di Roma su una mini bici elettrica, ha infatti evitato 10.000 euro di esborsi tra carburante, bolli e multe: un'operazione che, tra risparmio e rivalutazione dell'auto, ha generato un valore di 14.000 euro. La prova vivente che cambiare un’abitudine è il miglior investimento finanziario possibile. Consulente stabile per i principali media nazionali in materia di economia e consumi, ha la pessima abitudine di dire la verità sui prezzi anche quando non è conveniente per lo share. Quando non è impegnato a difendere i diritti altrui o a pedalare tra i ministeri, si rifugia in montagna per praticare trekking, cercando in quota quell'allineamento tra visione e azione che il livello del mare spesso offusca. Docente di comunicazione pubblica e istituzionale presso il Master di secondo livello in Mangement & Governance della PA dell'Università Niccolò Cusano, insegna ai futuri dirigenti che il senso viene sempre prima della velocità e che la coerenza è l'unica moneta che non svaluta mai. presidenza@consumerismo.it www.luigigabriele.it

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