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Antitrust: maxi sanzioni per oltre 23 milioni ad Amica Chips, Pata e Preziosi Food per cartello sugli snack

Accordo segreto per spartirsi il mercato degli snack a marchio della grande distribuzione

Un accordo segreto per spartirsi il mercato. È questo quanto ha accertato l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, che ha sanzionato per oltre 23 milioni di euro tre importanti produttori di snack salati attivi in Italia nel segmento dei prodotti a marchio della grande distribuzione.

Le sanzioni riguardano Amica Chips S.p.A., Pata S.p.A. e Preziosi Food S.p.A., ritenute responsabili di un’intesa restrittiva della concorrenza in violazione dell’articolo 101 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea.

Secondo l’Autorità, le tre società avrebbero posto in essere un’intesa segreta, unica e continuata, finalizzata a ripartirsi la fornitura di snack salati prodotti per conto della Grande Distribuzione Organizzata e venduti con marchio privato. Un coordinamento delle politiche commerciali che ha inciso sul corretto funzionamento del mercato.

Il meccanismo contestato avrebbe limitato la concorrenza tra operatori, con effetti potenzialmente rilevanti lungo tutta la filiera. I prodotti a marchio del distributore rappresentano infatti una quota significativa degli acquisti quotidiani dei consumatori, spesso percepiti come alternative più convenienti rispetto ai marchi tradizionali.

L’Autorità ha applicato il proprio programma di clemenza, concedendo una riduzione della sanzione ad alcune delle società coinvolte in considerazione delle evidenze fornite per accertare l’infrazione. Inoltre, per la prima volta, è stata utilizzata la procedura di transazione prevista dall’articolo 14-quater della legge n. 287/1990, che ha comportato un’ulteriore riduzione delle ammende.

Per maggiori approfondimenti è possibile consultare il provvedimento ufficiale dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato:
https://www.agcm.it/dotcmsdoc/allegati-news/I871_provv.%20chius._omi_pubblicazione_terzi.pdf

“Quando si altera la concorrenza, si altera anche il prezzo finale. Il rischio è che il consumatore perda il beneficio di una reale competizione, soprattutto in un segmento come quello dei prodotti a marchio della distribuzione, che dovrebbe garantire accessibilità ed economicità”, dichiara Barbara Molinario, Segretaria generale di Consumerismo.

“Questi comportamenti incidono direttamente sulle tasche dei consumatori. Il mercato deve essere libero e trasparente, perché solo così si possono garantire prezzi corretti e possibilità di scelta reale. È fondamentale che episodi come questo vengano individuati e sanzionati con fermezza”, afferma Luigi Gabriele, Presidente di Consumerismo.

Consumerismo invita tutti i consumatori a segnalare eventuali anomalie nei prezzi o pratiche che possano incidere sulla libera concorrenza.
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