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Bollette, istituire “Social Tax” su società energetiche

Consumerismo No profit: in Italia perdite vengono scaricate su collettività ma guadagni restano in mano a grandi gruppi. Si inverta la rotta istituendo apposita tassazione taglia-bollette

La proposta della

Per ridurre l’impatto dei prossimi aumenti delle tariffe luce e gas, che provocheranno una stangata da +500 euro annui a famiglia, il Governo deve istituire una “Social Tax” taglia-bollette sui grandi gruppi energetici che operano nel nostro paese. La proposta arriva oggi da Consumerismo No Profit, che si rivolge al Premier e al Ministro Cingolani affinché sia evitato un massacro per la tasche delle famiglie.

Tassare i dividendi degli azionisti

“Occorre intervenire su utili e dividendi delle grandi società energetiche che sfruttano la rete pagata dagli italiani e i consumi di luce e gas delle famiglie, ottenendo enormi profitti, istituendo una tassazione specifica a loro carico – spiega il presidente Luigi Gabriele – In ogni volta che una grande società è in perdita e si avvia al fallimento lo Stato interviene con operazioni di salvataggio finanziate dall’intera collettività (come nel caso di o Mps). Allo stesso modo, occorre intervenire sui guadagni dei colossi dell’energia per evitare che le vadano incontro al fallimento, spalmando il costo dei rincari tariffari di luce e gas su società come Eni, Enel, Terna, Snam, ecc. attraverso una “Social tax” taglia-bollette che reperisca risorse dai colossi energetici e salvaguardi non solo le tasche dei consumatori, ma l’intera economia, considerando che i maxi-rincari delle bollette avrebbero effetti deleteri su consumi e commercio e incrementerebbero i costi a carico di industria e piccole imprese” – conclude il presidente di Consumerismo No Profit.

La Spagna va verso questa direzione

Ad ogni buon conto la Spagna sta andando in questa direzione come specifica l’inchiesta del Il Fatto Quotidiano 

“Ad agosto la bolletta della luce è costata il 34,9% in più rispetto al 2020. Il governo è intervenuto con un pacchetto che comprende una “diminuzione temporanea dell’eccesso di remunerazione” per i big che producono elettricità da idroelettrico e nucleare. EDP, Iberdrola, Naturgy ed Endesa, che dovranno anche mettere all’asta parte della propria produzione, hanno minacciato di chiudere le centrali”

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