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Caro carburante, l’allarme di Consumerismo: il rischio non è solo alla pompa ma anche sul carrello della spesa

Barbara Molinario: “Il pieno è solo la punta dell’iceberg. Servono controlli contro le speculazioni e consumatori più consapevoli”.

L’aumento dei prezzi dei carburanti non pesa solo sugli automobilisti, ma rischia di avere effetti a catena su tutta l’economia reale. L’allarme arriva da Consumerismo ad Uno Mattina News du Rai1, che evidenzia come il caro gasolio possa presto riflettersi anche sui prezzi dei prodotti di largo consumo.

“Il cittadino pensa subito al pieno dell’auto, ma il vero effetto lo vedremo nel carrello della spesa”, spiega Barbara Molinario, segretaria generale di Consumerismo, ai conduttori Maria Soave e Tiberio Timperi. “In Italia circa l’85% delle merci viaggia su gomma. Quando aumenta il gasolio crescono i costi di trasporto e distribuzione, con il rischio di rincari su frutta, verdura, prodotti alimentari e beni di largo consumo”.

Il pieno, dunque, rappresenta solo la parte più visibile del problema. Il carburante è uno dei principali fattori logistici dell’economia e quando il suo costo aumenta può trascinare con sé molti altri prezzi.

Speculazioni e rincari anticipati

Consumerismo invita però alla prudenza anche su un altro fronte, quello delle possibili speculazioni. Secondo l’associazione, in molti casi gli effetti dei rincari energetici non sono immediati, perché trasporti e logistica operano spesso con contratti e accordi fissati in anticipo.

“Il rischio è che qualcuno inizi a scaricare subito sui prezzi finali aumenti che oggi, in realtà, non esistono ancora”, avverte Luigi Gabriele, presidente di Consumerismo. “È proprio nelle fasi di tensione internazionale che si aprono spazi per possibili speculazioni. Per questo servono vigilanza e trasparenza lungo tutta la filiera”.

Un fenomeno ben noto ai consumatori riguarda il cosiddetto “effetto elastico”: quando il prezzo del petrolio sale, i carburanti alla pompa aumentano rapidamente; quando invece il barile scende, i prezzi impiegano molto più tempo a diminuire.

Servono controlli più forti sui margini e una reale trasparenza sui prezzi praticati dai distributori. In una fase internazionale così instabile la tutela dei consumatori deve diventare una priorità.

Il rischio sulla filiera alimentare

Se la crisi energetica dovesse prolungarsi, l’impatto potrebbe colpire soprattutto la filiera agroalimentare. Settori come le serre agricole, fortemente dipendenti dall’energia, o il trasporto di frutta, verdura e carne provenienti da altri Paesi europei o dal Nord Africa sono particolarmente sensibili ai costi dei carburanti.

Tutta questa filiera vive di logistica e trasporti. Se i costi energetici restano elevati nel tempo è inevitabile che parte degli aumenti arrivi sugli scaffali.

In questo contesto torna centrale il valore delle filiere corte e del consumo locale.

“Comprare prodotti locali e di stagione riduce i costi di trasporto e rende i prezzi meno esposti agli shock internazionali”, spiega Molinario. “Il chilometro zero non è solo una scelta ambientale, ma può diventare anche una forma di tutela economica per le famiglie”.

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I consigli per difendersi dal caro carburante

In attesa di eventuali interventi istituzionali, Consumerismo invita i consumatori ad adottare comportamenti più consapevoli.

PER SEGNALARE USA IL MODULO SEGNALAZIONE SPECULAZIONI SUI CARBURANTI

Il primo passo è confrontare sempre i prezzi dei distributori. Nella stessa area possono esserci differenze anche di 20 o 30 centesimi al litro, per cui scegliere il distributore più conveniente può generare risparmi concreti. Il self service resta quasi sempre più economico del servito, che può incidere anche per diversi euro su un pieno.

Attenzione anche a dove si fa rifornimento. Le aree di servizio autostradali sono generalmente più costose, mentre alcuni distributori collegati ai supermercati offrono prezzi più competitivi e talvolta sconti legati alla spesa.

Un altro elemento spesso sottovalutato è lo stile di guida. Accelerazioni brusche, frenate continue e velocità irregolare fanno aumentare i consumi. Una guida più fluida, insieme alla corretta pressione degli pneumatici e a una manutenzione regolare dell’auto, può ridurre il consumo di carburante anche del 10-15%.

Organizzare meglio gli spostamenti può fare la differenza: evitare tragitti inutili, concentrare più commissioni nello stesso viaggio, condividere l’auto o utilizzare i mezzi pubblici quando possibile sono scelte che aiutano a contenere la spesa.

“Non esiste un solo trucco per difendersi dal caro carburante”, conclude Molinario. “La differenza la fanno tante piccole decisioni quotidiane. Consumerismo invita i consumatori a non restare passivi, ma a difendersi con scelte consapevoli. Oggi ogni scelta di consumo è anche una scelta economica e politica”.

Invitiamo i consumatori a segnalare a Consumerismo aumenti di prezzo anomali.

Per contattare l’associazione scrivi a piututela@consumerismo.it

oppure puoi utilizzare il form online, clicca qui https://www.consumerismo.it/segnalazioni

Per parlare con l’Associazione:

Numero unico nazionale 0694805440.

Orari dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 18.30.

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