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La riforma della bolletta energetica e l’introduzione dello switch in 24 ore rappresentano due temi più rilevanti dell’ultimo periodo nel mercato dell’energia.
Un’evoluzione normativa che nasce dalle deliberazioni dell’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA), in particolare dal percorso avviato con la riforma della bolletta 2.0 e con le recenti disposizioni sullo switching rapido, pensate per aumentare trasparenza, comparabilità e mobilità nel mercato libero, le quali dovrebbero concretizzarsi entro la fine del 2026.
In questo contesto, Consumerismo ha presentato in occasione dell’evento Meter to Cash i risultati esclusivi di un’indagine nazionale condotta su un campione di 662 consumatori italiani, con l’obiettivo di dare voce ai consumatori sulle due tematiche.
Meter to Cash è uno dei principali appuntamenti italiani dedicati alla filiera dei processi energetici che vanno dalla misura dei consumi (metering) fino alla fatturazione e all’incasso (cash). L’evento riunisce utility, operatori del mercato, regolatori, provider tecnologici e stakeholder istituzionali per confrontarsi su innovazione digitale, riforme regolatorie, qualità del dato, customer experience e trasformazione dei modelli operativi nel settore energia. Un contesto tecnico e strategico in cui si discutono le evoluzioni normative e il loro impatto concreto su imprese e consumatori.
Nuova bolletta: più semplice, ma non ancora risolutiva
La nuova bolletta energetica, entrata in vigore dal 1° luglio 2025, rappresenta l’attuazione della riforma voluta da ARERA per migliorare trasparenza e leggibilità del documento. Tra le principali novità figurano il frontespizio unificato, uguale per tutti i fornitori, che concentra le informazioni essenziali per il cliente, e lo “scontrino dell’energia”, un riepilogo sintetico che suddivide in modo più chiaro le componenti della spesa tra energia, rete, oneri e imposte.
Secondo i dati raccolti, il 54% degli intervistati ritiene che la nuova veste grafica sia più semplice rispetto alla precedente. Tuttavia, per la maggior parte si tratta di un miglioramento percepito come “parziale” più che strutturale.
Il 41% la considera sostanzialmente uguale al passato, mentre una quota minoritaria la reputa più complessa.
Sul fronte della comprensione della spesa, circa la metà dei rispondenti afferma che la nuova impostazione aiuti maggiormente a comprendere quanto si spende e per quali voci. Resta però un 14% che continua a percepire la bolletta come poco chiara.
Secondo Consumerismo, questa fase di “indecisione” è in parte fisiologica e legata alla necessità di familiarizzare con un nuovo schema grafico e informativo. Ogni cambiamento in un documento così sensibile per il consumatore richiede un periodo di adattamento. La riforma introduce infatti elementi di semplificazione concreti, in particolare nella più immediata individuazione dei prezzi dell’offerta e nella separazione più chiara delle diverse componenti di costo.
Per l’associazione, dunque, esistono ampi margini di miglioramento nella percezione complessiva dello strumento, soprattutto man mano che i consumatori acquisiranno maggiore dimestichezza con il nuovo formato.
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Il fattore età: cresce l’insoddisfazione nelle fasce più mature
L’analisi per fascia anagrafica evidenzia un dato significativo: la non piena soddisfazione cresce progressivamente con l’età. Se tra gli under 35 la quota di chi si dichiara poco o per nulla soddisfatto si attesta al 34%, la percentuale sale al 46% nella fascia 36–45 anni, supera il 48% tra i 46–55 anni e raggiunge il 52% tra gli over 65.
Proprio tra i consumatori più maturi emerge dunque una maggiore criticità nella percezione della riforma, segnale che le fasce anagrafiche più alte avvertono con maggiore intensità il bisogno di strumenti ancora più chiari e immediati in un mercato energetico sempre più tecnico e dinamico.
Switch in 24 ore: la velocità convince, ma servono garanzie
L’introduzione dello switching in 24 ore – misura coerente con l’obiettivo europeo di rafforzare la concorrenza e favorire la mobilità dei clienti – è accolta positivamente sul piano dell’efficienza. Va tuttavia precisato che la riforma non è ancora entrata in vigore: inizialmente prevista per il 1° gennaio 2026, l’applicazione è stata successivamente ricondotta a una tempistica più ampia, “entro il 2026”, a seguito di un chiarimento sull’interpretazione della direttiva europea di riferimento.
Nonostante ciò, la rapidità è considerata dalla maggioranza dei consumatori un valore, in linea con un mercato sempre più dinamico. Restano però timori concreti legati alla chiarezza delle condizioni economiche, al rischio di truffe o attivazioni non richieste e alla possibilità di errori tecnici nella fase di passaggio. Non a caso, oltre l’80% degli intervistati ritiene fondamentale ricevere un supporto dedicato nei giorni immediatamente successivi allo switch.
L’analisi territoriale evidenzia inoltre una vera e propria geografia della fiducia. Nel Nord Italia prevale un profilo vigile ma autonomo: alta percezione del rischio, ma minore richiesta di accompagnamento. Le Isole mostrano invece il livello più elevato sia di percezione del rischio sia di domanda di supporto, delineando un consumatore prudente che accetta l’innovazione solo se accompagnata da un presidio chiaro e costante. Il Centro Italia presenta una percezione del rischio più contenuta ma una richiesta di assistenza comunque significativa, segno che la relazione è considerata parte integrante del servizio. Il Sud si colloca in una posizione intermedia, con un equilibrio tra cautela e bisogno di tutela.
Nel complesso, non emerge un rifiuto dello switch rapido, ma una richiesta differenziata di fiducia e accompagnamento: la velocità non rappresenta il problema, il punto centrale resta la qualità del presidio nei momenti di passaggio.
Un mercato che evolve, una tutela che deve evolvere con esso
Dall’indagine non emerge un rigetto delle riforme, ma una richiesta strutturale di maggiore chiarezza, trasparenza e assistenza. I consumatori mostrano di comprendere la direzione del cambiamento: la nuova bolletta è percepita come un passo avanti in termini di leggibilità e organizzazione delle informazioni, ma non ancora come un punto di arrivo definitivo. Allo stesso modo, lo switch in 24 ore viene considerato un’evoluzione naturale di un mercato sempre più competitivo e digitale, a condizione che sia accompagnato da strumenti di tutela e presidio adeguati.

“Il dato che emerge con maggiore forza – commenta Giovanni Riccobono, Direttore Generale di Consumerismo – è che il consumatore italiano non è contrario all’innovazione. Non teme la velocità in sé, ma l’assenza di punti di riferimento nei momenti di passaggio. Le riforme stanno andando nella direzione giusta, ma devono essere accompagnate da un rafforzamento della fiducia, della trasparenza e della qualità dell’assistenza. L’efficienza del mercato e la tutela del cittadino non sono obiettivi alternativi, devono crescere insieme”.




