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Il Decreto Legge Bollette 2026, recentemente convertito in legge, segna una tappa fondamentale nella difesa degli utenti del mercato energetico. Le novità introdotte non sono frutto del caso, ma rappresentano il consolidamento normativo di istanze che Consumerismo No Profit ha portato avanti con una costante attività di lobby istituzionale, orientata a trasformare le criticità segnalate dai cittadini in proposte legislative concrete.
Esistono dinamiche riservate, strategie e reti di relazioni che appartengono alla sfera professionale del lobbista e che, per tutela del vantaggio competitivo, non possono essere divulgate. Tuttavia, è possibile delineare la visione e descrivere i risultati ottenuti durante l’iter di conversione del decreto.
Trasparenza energetica e lotta al telemarketing: la svolta normativa
L’azione istituzionale portata avanti in questi anni ha mirato a spostare il baricentro dell’intervento pubblico: dal semplice sostegno economico d’emergenza si è passati a una riforma strutturale fondata sulla trasparenza e sulla correttezza commerciale. Al centro di questa strategia si colloca il contrasto al telemarketing illegale, un fenomeno che Consumerismo No Profit denuncia da tempo come una vera e propria deriva del settore. Nonostante i ripetuti tentativi di dialogo con gli operatori del comparto, è emersa una resistenza diffusa a isolare chi commette illeciti, dall’acquisizione illegale dei dati fino alle truffe dirette ai danni degli utenti.
Tale scenario si è consolidato con la responsabilità indiretta dei direttori marketing e dei responsabili acquisizione delle aziende mandanti. La ricerca del numero a ogni costo (anzi solo per i loro Bonus) ha compromesso la reputazione del settore, alimentando un’economia basata sul raggiro. In particolare, possiamo certamente confermare che tutto è dipeso dalla gestione di alcune aziende(verticalizzate) a partecipazione pubblica, dove dirigenti di settore hanno puntato all’incremento del fatturato e risultato come unico parametro di merito personale per facilitare i loro passaggi di carriera, ignorando i metodi fraudolenti utilizzati per ottenere tali risultati.
Il risultato dell’attività di lobby: le nuove tutele per il cittadino
STOP. La volontà di abbattere queste dinamiche ha guidato l’attività di lobby e di relazioni parlamentari delle ultime settimane di CONSUMERISMO e solo CONSUMERISMO. Le altre associazioni(quelle rappresentative, che incassnao una media di 600mila eruo l’anno dal mInistero) sono state inesitenti, anzi, qualcuna ha remato persino contro. Nonostante le resistenze incontrate nei centri di potere economico interessati a mantenere lo status quo(le partecipate in Primis), il confronto istituzionale ha prodotto un avanzamento normativo concreto. Le misure contenute nel nuovo provvedimento non sono dunque concessioni isolate, ma il risultato di una pressione costante volta a sanare quella che è stata definita una vergogna nazionale per il sistema paese.
L’impianto normativo attuale introduce ora presidi di garanzia che colpiscono direttamente la catena del valore delle vendite irregolari. La possibilità di dichiarare nulli i contratti attivati tramite pratiche commerciali aggressive e l’obbligo di trasparenza sugli intermediari rappresentano i pilastri di questa nuova fase. Per Consumerismo No Profit, l’obiettivo resta quello di proteggere l’economia reale e la dignità dei consumatori, garantendo che lo sviluppo del mercato energetico non avvenga più a discapito della legalità e della trasparenza.
La stretta sul telemarketing e la nullità dei contratti
Sul fronte della tutela dai contatti indesiderati, il DL Bollette 2026 introduce norme di rottura. Le chiamate commerciali non richieste vengono vietate, rendendo legittimo il contatto solo in presenza di un consenso preventivo o di una richiesta esplicita dell’utente. Il punto di forza della norma, fortemente voluto da Consumerismo No Profit, è la previsione della nullità dei contratti conclusi in violazione di queste regole.
Questa misura toglie valore economico alle pratiche scorrette: se un contratto estorto con l’inganno o attraverso chiamate moleste è nullo per legge, svanisce l’incentivo per le agenzie aggressive a operare nell’illegalità. Il rafforzamento dei poteri di AGCOM e del Garante Privacy, che possono ora sospendere le linee telefoniche irregolari, completa un quadro normativo che mira a restituire serenità e sovranità decisionale ai consumatori italiani.
Trasparenza della filiera e responsabilità degli intermediari
Per contrastare l’opacità delle reti di vendita, il decreto impone l’obbligo di indicare chiaramente in bolletta l’identità dell’intermediario che ha procacciato il contratto. Si tratta di una misura di tracciabilità che Consumerismo No Profit ha preteso per porre fine allo scaricabarile tra fornitori e agenzie esterne. Rendere identificabile chi ha gestito la vendita permette al consumatore di sapere esattamente con chi reclamare in caso di abusi.
L’introduzione dell’obbligo di adeguatezza delle offerte rappresenta un cambio di paradigma: i venditori devono proporre contratti coerenti con il profilo di consumo del cliente. L’attività dell’associazione ha puntato a trasformare il venditore in un soggetto responsabile della correttezza precontrattuale, evitando che offerte complesse e svantaggiose vengano collocate presso utenti vulnerabili. Questo approccio garantisce che la competizione nel mercato libero avvenga sulla qualità del servizio e non sull’asimmetria informativa.




