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Dove rivolgersi per i debiti: chi fa che cosa e chi approfitta

Organismi, sportelli, professionisti e chi non ha alcun ruolo previsto: la verifica che richiede due minuti e i sei segnali da riconoscere.

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Chi cerca aiuto per i debiti trova un panorama confuso: enti previsti dalla legge, professionisti, sportelli associativi e una vasta offerta commerciale che promette soluzioni rapide. La confusione non è casuale, perché le persone in difficoltà sono un mercato, e dall’esterno la distanza fra chi svolge una funzione prevista dall’ordinamento e chi vende un servizio non si vede. Questa è la mappa, con quello che ciascuno può e non può fare.

Le procedure passano necessariamente dagli Organismi di composizione della crisi iscritti nel registro tenuto presso il Ministero della Giustizia. Gli sportelli delle associazioni dei consumatori fanno la verifica preliminare, individuano i debiti contestabili e orientano. I professionisti assistono nei giudizi. Chi promette di cancellare i debiti dietro compenso non ha alcun ruolo previsto.

Chi può gestire la procedura

Soltanto gli Organismi di composizione della crisi iscritti nel registro tenuto presso il Ministero della Giustizia: sono l’unico canale di accesso, e come funzionano lo abbiamo spiegato a parte.

La verifica da fare su chiunque ti proponga di gestire la tua pratica è una sola e richiede due minuti: se è iscritto in quel registro. Se non lo è, non può svolgere quel ruolo, qualunque cosa dicano la pubblicità, il sito o il contratto che ti propone di firmare.

Gli sportelli delle associazioni

Non sostituiscono gli organismi e non presentano le domande. Fanno il lavoro che precede e accompagna: ricostruiscono la situazione debitoria, individuano i debiti prescritti, già pagati o contestabili da escludere prima di costruire il piano, verificano che le richieste dei creditori e delle società di recupero rispettino le regole, orientano verso un organismo iscritto e seguono la persona nel percorso.

Non è un’attività accessoria, e ha un effetto misurabile: ogni posizione che esce dal passivo riduce quello che andrà ristrutturato e, poiché il compenso dell’organismo è parametrato anche al passivo accertato, riduce anche il costo della procedura. Consumerismo ha uno sportello dedicato al sovraindebitamento.

I professionisti

Avvocati e commercialisti assistono nei giudizi, nelle opposizioni alle esecuzioni, nelle questioni successorie e in tutto ciò che richiede assistenza tecnica. Nelle procedure da sovraindebitamento l’assistenza legale non è sempre necessaria, ma lo diventa quando ci sono esecuzioni in corso, atti da impugnare nei termini o scelte da fare su un’eredità.

Molti professionisti sono anche gestori nominati dagli organismi: sono ruoli diversi e non sovrapponibili, perché il gestore deve essere indipendente da te e dai creditori. Vale la pena chiedere in quale veste ti sta assistendo chi ti sta davanti.

I sei segnali di chi non ha un ruolo previsto

La promessa di un risultato. Omologazione ed esdebitazione le concede il giudice. Chi le garantisce vende una certezza che non esiste.

La percentuale sui debiti cancellati. Non ha base nella disciplina: il compenso del gestore segue i parametri del decreto ministeriale sugli organismi. Un contratto che prevede una quota sul debito abbattuto è fuori dal sistema delle procedure.

Il compenso per bloccare i creditori. Le misure protettive le dispone il giudice, su istanza, nell’ambito della procedura. Non sono un servizio che si acquista.

Il compenso elevato chiesto prima di ogni analisi. Una somma rilevante pretesa prima di aver esaminato la situazione è il segnale più frequente, e colpisce chi ha meno risorse.

Il consiglio di smettere di pagare. È il danno più grave: produce segnalazioni, decadenza dal beneficio del termine e azioni esecutive, e peggiora la posizione anche quando la procedura poi si apre.

L’assenza dal registro. Non risulta fra gli organismi iscritti e non collabora con nessuno di essi. È la verifica che chiude ogni dubbio, e si fa per prima.

Il danno che fanno

Non è soltanto il compenso pagato, che spesso è l’ultima parte di risparmio di chi si rivolge a loro. È il tempo. I mesi passati ad attendere una soluzione che non arriva sono mesi in cui i creditori procedono, i termini per opporsi agli atti scadono e il patrimonio si erode.

Chi arriva a un organismo dopo un anno di questi percorsi trova quasi sempre una situazione peggiore di quella di partenza, e su alcuni fronti irreversibile: un immobile venduto all’asta, un decreto ingiuntivo diventato definitivo, un’opposizione non proposta nei termini. Nessuna procedura recupera quello che quei mesi hanno consumato.

L’Osservatorio di Consumerismo

Accanto all’assistenza individuale, Consumerismo ha attivato un Osservatorio per lo sblocco dei fondi per il sovraindebitamento, che segue lo stato di attuazione del Fondo per l’esdebitazione del debitore incapiente, istituito dalla legge di bilancio per il 2025 con una dotazione di 500.000 euro per quell’anno e non ancora operativo perché il decreto attuativo non è stato adottato.

Nel luglio 2026 numerose associazioni dei consumatori hanno rivolto un appello sul tema; con una lettera del 3 agosto 2026 al Gabinetto del Ministro della Giustizia, per conoscenza al Ministero dell’economia, l’associazione ha chiesto l’adozione del decreto, una disciplina transitoria nelle more, il rifinanziamento strutturale del Fondo in legge di bilancio e la pubblicità istituzionale della misura. Qui c’è l’azione sul Fondo.

Le segnalazioni raccolte dallo sportello alimentano questo lavoro: la misura del fenomeno è uno degli argomenti che si portano alle istituzioni, e per questo segnalare la propria situazione serve anche a chi verrà dopo.

Come scegliere, in pratica

Verifica l’iscrizione nel registro degli organismi. Chiedi un preventivo scritto con le voci e con quanto è dovuto nelle diverse ipotesi, inammissibilità compresa. Diffida di chi promette risultati, chiede percentuali sui debiti cancellati o compensi elevati prima di qualunque analisi. Non smettere di pagare su indicazione di nessuno che non sia il tuo legale, valutato il caso specifico. E prima di firmare qualsiasi cosa, fai valutare la proposta da uno sportello o da un professionista che non abbia interesse a vendertela.

Che cosa fa lo Sportello +Tutela

Lo Sportello +Tutela di Consumerismo verifica le proposte che hai già ricevuto e i contratti che ti sono stati fatti firmare, perché è il punto in cui si perde più denaro, e controlla l’iscrizione nel registro dei soggetti che ti hanno contattato. Ricostruisce la situazione debitoria e individua le posizioni prescritte o contestabili da escludere prima della procedura, ti orienta verso un Organismo di composizione della crisi iscritto e, dove serve, verso l’assistenza legale per le esecuzioni e i termini brevi. Raccoglie inoltre le segnalazioni per l’Osservatorio sullo sblocco del Fondo. La verifica iniziale della posizione è gratuita. Segue la pratica fino alla definizione, nelle condizioni che ti vengono spiegate al primo contatto.

Quali documenti servono

L’elenco dei debiti con la documentazione raccolta, i preventivi e i contratti già ricevuti da organismi, professionisti o società, le comunicazioni con i soggetti che ti hanno contattato, la prova delle somme già versate a chi ha promesso di risolvere la situazione e gli atti giudiziari eventualmente ricevuti nel frattempo.

Tempi realistici e possibili esiti

La verifica di un soggetto nel registro degli organismi richiede pochi minuti. La valutazione di una proposta commerciale già ricevuta si fa in pochi giorni, e in quella fase si può ancora evitare un versamento. La verifica preliminare della situazione debitoria richiede alcune settimane. Il recupero di somme già versate a chi ha promesso risultati è difficile e dipende dal contratto firmato: è la ragione per cui conviene far valutare la proposta prima e non dopo.

Per lo Sportello +Tutela puoi anche scrivere a piututela@consumerismo.it o telefonare allo 0694805440.

Domande frequenti

Come verifico se un soggetto può gestire la mia pratica?

Controllando che sia un Organismo di composizione della crisi iscritto nel registro tenuto presso il Ministero della Giustizia, che è pubblico. Le procedure passano solo da lì: un soggetto non iscritto non può svolgere quel ruolo, qualunque cosa affermi nella pubblicità o nel contratto che ti propone.

Mi hanno proposto di cancellare i debiti pagando una percentuale.

Non ha base nella disciplina: la liberazione dai debiti si ottiene con le procedure del Codice della crisi, davanti al giudice e con un organismo, e il compenso del gestore segue i parametri di legge. Non firmare e non versare nulla prima di aver fatto valutare la proposta.

Serve un avvocato?

Non sempre nelle procedure, ma diventa necessario quando ci sono esecuzioni in corso, atti da impugnare nei termini o questioni successorie. Chiedi sempre in quale veste ti sta assistendo il professionista con cui parli, perché gestore nominato dall’organismo e difensore sono ruoli diversi e incompatibili.

Che cosa fa l’associazione che l’organismo non fa?

La verifica preliminare: individuare le posizioni prescritte, già pagate o contestabili da escludere prima di costruire il piano, controllare le condotte dei creditori e delle società di recupero, orientare verso un organismo iscritto e seguire la persona. Riduce il passivo e, con esso, il costo della procedura.

Ho già versato dei soldi a una società che prometteva di risolvere tutto.

Porta il contratto e le prove dei versamenti: la valutazione dipende da cosa è stato firmato. Il recupero è difficile, ma la cosa più urgente è un’altra, cioè verificare quali termini sono scaduti nel frattempo e quali atti sono diventati definitivi, perché è lì che il danno è più grave.

A che cosa serve l’Osservatorio?

A seguire lo stato di attuazione del Fondo per l’esdebitazione del debitore incapiente, istituito e non ancora operativo per la mancata adozione del decreto attuativo, e a portare la questione alle istituzioni. Le segnalazioni raccolte servono a misurare il fenomeno, che è l’argomento principale in quel confronto.

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