L'Editoriale

Italia come IRAN: quando il controllo diventa oppressione

Erano partiti con la scusa dell'Over-tourism siamo finiti ad attuare un vero e proprio Stato di Polizia.


La libertà individuale sotto attacco?

A Roma, e forse anche altrove (segnalate altri casi!), si sta verificando una situazione preoccupante. Proprietari e gestori di alloggi per brevi periodi vengono convocati dalla Polizia di Stato, senza preavviso e con urgenza, presso le loro strutture. Senza alcuna segnalazione preventiva, due volanti con 4 agenti si presentano a casa vostra, come se si trattasse di un crimine efferato. (Provate a chiamare il 112 per una vera emergenza e vediamo quanto tempo impiegano ad arrivare!).

C’è chi ha passato giorni interi(anche festivi) a disposizione di questi agenti, privato della propria libertà di movimento e del diritto di godersi le proprie vacanze o di gestire i propri impegni. Malati? Guarisci prima! Al bagno? Esci subito!

L’ordine è perentorio: presentarsi immediatamente.

E cosa succede dopo? Agenti che pretendono di entrare in casa, anche in presenza di ospiti, senza alcun mandato, controllando tutto: estintori, cartelli, persino le dimensioni delle stanze con il metro! Addirittura chiedono l’IBAN per verificare la corrispondenza tra pagamenti e registrazioni. E tutto questo con un atteggiamento arrogante e prepotente, spaventando gli ospiti e violando la privacy di tutti.

Il risultato? Multe a pioggia, anche a chi è in regola. E la promessa di tornare presto, almeno una volta al mese. Sembra che il Governo, invece di concentrarsi su criminalità e sicurezza pubblica, si dedichi a vessare i cittadini onesti con controlli amministrativi e fiscali invasivi e sproporzionati.

Dove sono questi agenti quando si verificano vere violazioni?
Perché questa solerzia si concentra solo su chi cerca di lavorare onestamente nel settore turistico?

Ho votato questo Governo, ma non posso tollerare una deriva verso uno Stato di Polizia. Se chi lavora e produce viene trattato in questo modo, il rischio è che decida di “mandare tutti a quel Paese”, lasciando che lo Stato si arrangi con le proprie spese e i propri sprechi.

Ricordiamoci: nell’era della liquidità, anche il voto può cambiare direzione velocemente.

Pensavo che le passate esperienze elettorali (Renzi, Lega e M5S) avessero insegnato qualcosa, e invece sembra di no!

statodipolizia iranitalia

Luigi Gabriele

Presidente di Consumerismo no Profit, e responsabile editoriale di Consumerismo.it. Segno zodiacale Cancro. Laurea in Scienze Politiche alla Sapienza di Roma (indirizzo politico-amministrativo, per chi ancora crede nelle etichette), giornalista e comunicatore pubblico regolarmente censito nelle rispettive anagrafi di categoria. Ha trascorso gli anni della formazione tra aule accademiche e palazzi del potere, specializzandosi in affari regolatori e relazioni istituzionali, prima di capire che il vero potere risiede nel portafoglio (spesso vuoto) del cittadino. Dal 2008 ha scelto la trincea del sociale come attivista, trasformandosi nell'incubo dei "cartelli" e nella voce fuori dal coro per la tutela dei consumatori. In questo ambito è diventato il volto e la parola delle principali organizzazioni del settore, prestando la propria expertise a molti gruppi di lavoro del Ministero dello Sviluppo Economico e alle Commissioni Parlamentari, dove tenta quotidianamente di tradurre i testi legislativi in una lingua comprensibile ai comuni mortali. Conoscitore anche dei gossip, delle autorità di vigilanza e regolazione italiane, dove ne analizza regolazione, posizioni e sopratutto comportamento. Vive un'ossessione cromatica per l'arancione e il blu scuro, colori eletti a divisa d'ordinanza tra cravatte, braccialetti e stemmi, nonché pantone ufficiale di Consumerismo No Profit, la lobby indipendente dei consumatori italiani di cui è Presidente. L'arancione è anche il tratto distintivo della sua Fiat 500 del 1971 serie L, acquistata per 4.000 euro con i risparmi accumulati in sei anni di mobilità elettrica estrema. Muovendosi tra i palazzi del potere di Roma su una mini bici elettrica, ha infatti evitato 10.000 euro di esborsi tra carburante, bolli e multe: un'operazione che, tra risparmio e rivalutazione dell'auto, ha generato un valore di 14.000 euro. La prova vivente che cambiare un’abitudine è il miglior investimento finanziario possibile. Consulente stabile per i principali media nazionali in materia di economia e consumi, ha la pessima abitudine di dire la verità sui prezzi anche quando non è conveniente per lo share. Quando non è impegnato a difendere i diritti altrui o a pedalare tra i ministeri, si rifugia in montagna per praticare trekking, cercando in quota quell'allineamento tra visione e azione che il livello del mare spesso offusca. Docente di comunicazione pubblica e istituzionale presso il Master di secondo livello in Mangement & Governance della PA dell'Università Niccolò Cusano, insegna ai futuri dirigenti che il senso viene sempre prima della velocità e che la coerenza è l'unica moneta che non svaluta mai. presidenza@consumerismo.it www.luigigabriele.it

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