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Rider e diritti, Antitrust nel mirino di Glovo e Deliveroo

Avviate due istruttorie: secondo l’Autorità le aziende avrebbero comunicato ai consumatori un’immagine etica non corrispondente alle reali condizioni dei rider

Le grandi piattaforme del food delivery finiscono sotto la lente dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. L’Antitrust ha avviato due istruttorie nei confronti di alcune società del gruppo Glovo e di Deliveroo Italy Srl per possibili pratiche scorrette legate alla comunicazione del proprio impegno etico e della responsabilità sociale verso i rider.

Nel dettaglio, l’Autorità ha aperto un procedimento nei confronti di Glovoapp23 S.A., Foodinho S.r.l. e Glovo Infrastructure Services Italy S.r.l., oltre a una seconda istruttoria nei confronti di Deliveroo Italy Srl.

Secondo quanto ipotizzato dall’Antitrust, le società avrebbero diffuso, attraverso siti internet, codici etici e comunicazioni istituzionali, un’immagine aziendale fondata sul rispetto di standard etici e sociali che potrebbe non corrispondere alle reali condizioni di lavoro dei rider e alla gestione operativa adottata.

Al centro dell’attenzione ci sarebbero anche il modello organizzativo e l’algoritmo utilizzato per la gestione dei lavoratori, elementi che negli ultimi anni sono diventati uno dei temi più delicati del dibattito sul lavoro digitale e sulle piattaforme.

Nell’ambito delle istruttorie, i funzionari dell’Autorità, con il supporto del Nucleo Speciale Antitrust della Guardia di Finanza, hanno effettuato ispezioni presso le sedi di Foodinho S.r.l., Glovo Infrastructure Services Italy S.r.l. e Deliveroo Italy Srl.

Per Consumerismo il tema riguarda non solo il lavoro, ma anche il rapporto di fiducia con i consumatori.

“Quando un’azienda costruisce la propria immagine sulla sostenibilità, sull’etica e sul rispetto delle persone, quei messaggi non possono diventare semplice marketing. I consumatori oggi scelgono anche in base ai valori dichiarati dai brand e hanno il diritto di sapere se quelle promesse corrispondono davvero alla realtà”, dichiara Luigi Gabriele, Presidente di Consumerismo.

“Il tema della responsabilità sociale non riguarda più soltanto il mondo del lavoro, ma la trasparenza complessiva del mercato. Le piattaforme digitali hanno cambiato le abitudini di milioni di persone e proprio per questo devono essere sempre più chiare e coerenti nella comunicazione verso utenti e lavoratori”, afferma Barbara Molinario, Segretaria generale di Consumerismo.

Consumerismo seguirà con attenzione l’evoluzione delle istruttorie e invita i consumatori a prestare attenzione alle comunicazioni aziendali che fanno riferimento a sostenibilità, etica e responsabilità sociale.

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