
Cari delegati e amici, in queste settimane, mentre analizzavo i dati record del traffico aereo e le nuove direttive europee sulla gestione dei rincari energetici, mi sono ritrovato a riflettere su due quesiti che sono la polpa del nostro stare insieme: quando l’essere umano decide di diventare cattivo e quando, esattamente, un gruppo smette di essere un elenco di nomi per farsi movimento.
La risposta non è arrivata dai manuali di comunicazione istituzionale, ma dai momenti di vita che abbiamo vissuto insieme a Posta Fibreno, dove ci siamo riuniti questo fine settimana per il nostro secondo team building. La risposta ce l’hanno data i nostri Raffaele e Chiara con la piccola Camilla. Guardandola ho avuto tutte le risposte: gioia pura, vita allo stato brado. L’essere umano non nasce cattivo; lo diventa per contaminazione, come l’acqua che nasce pura ma si sporca lungo il corso se non ne proteggiamo la direzione. Consumerismo deve restare in questa direzione con un’intransigenza quasi feroce.
Dalla fondazione alla custodia collettiva
Proprio a pochi chilometri da Posta Fibreno, oltre ad essere nato il più grande di tutti gli oratori di sempre, Marco Tullio Cicerone, sono nati il nome e il simbolo di questa nostra follia lucida (quella di Marco e Luigi), abbiamo compiuto un gesto simbolico ma profondamente politico: i primi fondatori si sono tolti la veste dei “proprietari” per consegnare a ogni nostro attivista e delegato sul territorio, la responsabilità di tramandarne la storia.
Consumerismo è diventato un movimento. Non appartiene più a chi lo ha sognato, ma a chi lo abita ogni giorno nelle piazze, negli sportelli e nelle battaglie legali. Questa delega ci consegna all’eterno, perché la continuità ora dipende da ogni singolo battito di questo cuore collettivo. Abbiamo scelto la lentezza umana del tempo condiviso per distinguere un’attesa fertile da un blocco difensivo, perché non siamo un’associazione ordinaria: noi siamo, prima di tutto, la lobby dei nostri attivisti.
Una lobby di fratelli per un mercato sano
Se non curiamo la nostra fratellanza, la nostra salute e il nostro benessere interno, come possiamo pensare di difendere qualcun altro? Il principio è semplice: ogni paura, ogni successo e ogni difficoltà sono di tutti noi. Prima di essere associati o delegati, voglio che ci sentiamo fratelli.
Solo con questa corazza di legami sinceri potremo essere la “lobby indipendente dei consumatori”: quella che difende i consumatori dalle “bollette pazze” e sostiene le aziende sane che navigano in un mercato torbido. Se ci proteggiamo reciprocamente, non ci sarà rincaro del carburante o crisi geopolitica capace di fermare la nostra marcia.
Siamo un movimento in cammino che non cerca risposte rapide, ma una coerenza che duri nel tempo. Ti ringrazio per aver scelto di non essere un semplice spettatore, ma un costruttore di questa visione.
Questo il senso di CONSUMERISMO PER L’ITALIA, e questo il motivo di questa immagine.
Ultreia et Suseia. Andiamo oltre e ancora più in alto. Insieme.




