L'Editoriale

Ufficio postale, subisce pressioni perchè voleva i suoi soldi

"insopportabili pressioni psicologiche da parte dell'ufficio postale locale per impedirmi di rientrare in possesso dei miei soldi ivi depositati".

Da tempo si rilevano criticità presso gli insostituibili uffici postali, che con la loro capillare presenza sul territorio rappresentano lo strumento più idoneo per offrire servizi, sia commerciali che non, ai consumatori.

Ma a quale prezzo? Con quale livello di qualità si può passare dai bollettini postali, ai francobolli, ai pacchi, alle assicurazioni, alla telefonia, all’energia e persino a finanziamenti e prestiti?

Questa è la straordinaria vicenda segnalata da un nostro lettore, con l’auspicio che possa aprire un dibattito. Sì a uffici postali al servizio dei cittadini, no a servizi improvvisati e eccessivamente sindacalizzati, al punto da essere tutto e niente.

La storia

Oggetto
insopportabili pressioni psicologiche da parte dell’ufficio postale locale per impedirmi di rientrare in possesso dei miei soldi ivi depositati.
Messaggio
Penso che sia una prassi usata in tutti gli uffici postali e cioè: se hai bisogno di rientrare in possesso dei tuoi soldi ivi depositati, in toto o anche in parte, ti “consigliano per il tuo bene” di fare piuttosto un mutuo con loro (tanto costa quasi niente-dicono) e lasciare “intatto” il tuo capitale. Poi sta a te la scelta. E qui cominciano le torture. Hai voglia a spiegargli che alla mia età (alle soglie degli 80 anni) è inconcepibile avere i soldi per la bisogna e scegliere invece di fare un mutuo. Non è bastato spiegare le mie ragioni, non è bastato gridare né strillare: si sono avventati in quattro, tra impiegati e funzionari, ad aggredirmi. Poi è uscito “il Direttore” che, invece di chiedere la causa del trambusto, mi aggrediva pure lui. Uno di questi mocciosi si è permesso di dire, rivolto ai suoi colleghi: “lasciatelo a me questo che gli faccio vedere io”.
Ma qual era la mia agitazione? Io avevo preso impegni con le imprese che stavano facendo i lavori di ristrutturazione, non pensando di trovarmi davanti a una aggressione inaudita: cinque baldi giovani contro un ottantenne!!!

 

 

Se anche tu hai assitito a fenomeni strani nel tuo ufficio postale, segnalalo a Consumerismo. Usa il form in basso.

(potrai cancellarti in ogni momento)

 

Luigi Gabriele

Presidente di Consumerismo no Profit, e responsabile editoriale di Consumerismo.it. Segno zodiacale Cancro. Laurea in Scienze Politiche alla Sapienza di Roma (indirizzo politico-amministrativo, per chi ancora crede nelle etichette), giornalista e comunicatore pubblico regolarmente censito nelle rispettive anagrafi di categoria. Ha trascorso gli anni della formazione tra aule accademiche e palazzi del potere, specializzandosi in affari regolatori e relazioni istituzionali, prima di capire che il vero potere risiede nel portafoglio (spesso vuoto) del cittadino. Dal 2008 ha scelto la trincea del sociale come attivista, trasformandosi nell'incubo dei "cartelli" e nella voce fuori dal coro per la tutela dei consumatori. In questo ambito è diventato il volto e la parola delle principali organizzazioni del settore, prestando la propria expertise a molti gruppi di lavoro del Ministero dello Sviluppo Economico e alle Commissioni Parlamentari, dove tenta quotidianamente di tradurre i testi legislativi in una lingua comprensibile ai comuni mortali. Conoscitore anche dei gossip, delle autorità di vigilanza e regolazione italiane, dove ne analizza regolazione, posizioni e sopratutto comportamento. Vive un'ossessione cromatica per l'arancione e il blu scuro, colori eletti a divisa d'ordinanza tra cravatte, braccialetti e stemmi, nonché pantone ufficiale di Consumerismo No Profit, la lobby indipendente dei consumatori italiani di cui è Presidente. L'arancione è anche il tratto distintivo della sua Fiat 500 del 1971 serie L, acquistata per 4.000 euro con i risparmi accumulati in sei anni di mobilità elettrica estrema. Muovendosi tra i palazzi del potere di Roma su una mini bici elettrica, ha infatti evitato 10.000 euro di esborsi tra carburante, bolli e multe: un'operazione che, tra risparmio e rivalutazione dell'auto, ha generato un valore di 14.000 euro. La prova vivente che cambiare un’abitudine è il miglior investimento finanziario possibile. Consulente stabile per i principali media nazionali in materia di economia e consumi, ha la pessima abitudine di dire la verità sui prezzi anche quando non è conveniente per lo share. Quando non è impegnato a difendere i diritti altrui o a pedalare tra i ministeri, si rifugia in montagna per praticare trekking, cercando in quota quell'allineamento tra visione e azione che il livello del mare spesso offusca. Docente di comunicazione pubblica e istituzionale presso il Master di secondo livello in Mangement & Governance della PA dell'Università Niccolò Cusano, insegna ai futuri dirigenti che il senso viene sempre prima della velocità e che la coerenza è l'unica moneta che non svaluta mai. presidenza@consumerismo.it www.luigigabriele.it

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