Il Rientro dei Fratelli

La Sicilia che resiste. E quella che merita di più.

Leggendo “Sicilia. Il Sociale Sprecato”, l’inchiesta pubblicata da Vita nel 2023 nell’ambito del progetto “Vita a Sud“, ho sentito il bisogno di aggiungere la mia voce. Quella di chi questa terra cerca di rappresentarla gni giorno, dal basso.

C’è una Sicilia che i numeri raccontano senza pietà. Ultima in Italia per tasso di occupazione, con il 19,7% di disoccupazione. Prima per incidenza della povertà alimentare minorile. Seconda per disuguaglianza di reddito, con il 40% della popolazione a rischio povertà ed esclusione sociale. Una dispersione scolastica che supera il 20%, quasi il doppio della media nazionale. Solo 80 euro pro capite spesi in servizi sociali, contro una media nazionale di 152. Oltre 500mila residenti persi in un decennio, 80mila laureati emigrati al Nord. E le città stesse che si svuotano: Palermo ha perso oltre 91mila abitanti, Catania 24mila, Messina 16mila.

Sono dati che fanno male. Soprattutto a chi, come me, in questa terra ha deciso di viverci.

Ma c’è un’altra Sicilia. Una che non fa rumore, che non aspetta i riflettori, che costruisce comunità dove le istituzioni si sono ritirate. La cooperazione sociale siciliana dà lavoro a 12mila persone. Le organizzazioni non profit sono quasi 23mila, con oltre 42mila dipendenti. Ci sono esperienze di welfare generativo, rigenerazione urbana, agricoltura sociale, integrazione multiculturale che vengono studiate e replicate in tutta Italia. Non nonostante il contesto. Proprio in mezzo ad esso.

Il paradosso siciliano non è l’assenza di energie sociali. È che queste energie restano isolate. Eccellenze senza sistema. Come ha osservato il sociologo Salvatore Cacciola nell’inchiesta è vera resilienza, vera resistenza – ma non ancora sviluppo. I modelli non vengono condivisi, i fondi generano percorsi di sopravvivenza, i progetti brillanti finiscono per essere microcosmi separati tra loro e dal resto del mondo.

La sfida non è inventare nuove soluzioni: è connettere quelle che esistono. Tra pubblico e privato sociale. Tra comuni capoluogo e aree interne. Tra Terzo settore e istituzioni. È qui che si gioca il futuro della nostra regione.

Ed è qui che entrano in campo i progetti di Consumerismo, i quali puntano proprio a superare queste criticità.

Il primo guarda verso l’interno del Paese. Stiamo costruendo una rete di delegati territoriali capace di essere presente in ogni Comune d’Italia. Non solo nelle grandi città. Anche, e soprattutto, in quei paesi dell’entroterra spesso dimenticati. Dove un cittadino non sa a chi rivolgersi quando riceve una bolletta gonfiata, una pratica bloccata, un diritto negato. Dove la distanza dal capoluogo è anche distanza dalla tutela.

Un delegato Consumerismo in ogni comune non è una presenza burocratica. È un presidio civico. È qualcuno che conosce il territorio, che parla la lingua della gente, che può fare da ponte tra il cittadino e gli strumenti di tutela che esistono ma che troppo spesso restano inaccessibili.

Il secondo guarda verso il mondo. Si chiama Il Rientro dei Fratelli e parte da una realtà che spesso dimentichiamo: gli italiani iscritti all’AIRE hanno superato i 7,3 milioni, all’interno di una comunità globale stimata tra gli 80 e i 180 milioni di persone. Una nazione transnazionale dalla forza d’urto inespressa. Consumerismo vuole trasformare questo potenziale in leva economica concreta, agendo come garante e architetto della connessione tra chi è partito e i territori che li hanno formati. Non nostalgia, non folklore: una rete logistica, culturale e commerciale capace di rendere i dazi marginali e la crescita strutturale. Con sportelli dedicati, strumenti finanziari orientati alla diaspora, matchmaking tra imprenditori italo-discendenti e opportunità locali. E con la figura del Delegato Consumerismo nel mondo, speculare a quella dei delegati in Italia, per rafforzare i legami con le comunità italiane all’estero e tutelarne i diritti ovunque si trovino.

Due progetti, una visione sola: nessun territorio lasciato indietro, nessun fratello abbandonato a sé stesso. Che si trovi in un borgo dell’Agrigentino o a Buenos Aires.

La Sicilia ha bisogno di tutto questo. Di essere presidiata, ascoltata, valorizzata. Non soltanto nei capoluoghi, ma fino “all’ultimo” dei suoi 391 comuni. E i suoi figli sparsi nel mondo hanno bisogno di sapere che c’è qualcuno dalla loro parte, anche a migliaia di chilometri di distanza.

Giovanni Riccobono

Da oltre 12 anni impegnato nel settore energetico ha deciso di specializzare la sua figura nella tutela energetica ovvero nel garantire diritti e doveri dei consumatori nel mondo delle utility luce e gas. Le sue competenze nel settore energetico sono certificate dalla norma UNI 11782:2020 di Utility Manager. Blogger e divulgatore energetico è autore di 3 libri per tutela energetica dei consumatori. Ha preso parte, inoltre, a diverse iniziative per aumentare l’informazione e la consapevolezza dei consumatori di energia elettrica e gas. È un conciliatore esperto nelle controversie energetiche: ha gestito oltre 4000 reclami e recuperato oltre un milione di euro a favore dei consumatori.

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