Una multa per eccesso di velocità rilevata da un apparecchio non è una fotografia che parla da sola. Perché quel numero valga come prova devono essere in regola una serie di cose: il dispositivo, la sua taratura, il punto in cui è installato, il cartello che lo precede, l’autorizzazione della postazione e la motivazione per cui non ti hanno fermato sul posto. Ogni anello che manca è un motivo di ricorso, e si controllano quasi tutti leggendo il verbale.
Prima di pagare controlla cinque cose: la distanza fra il segnale e la postazione, il limite di velocità sulla strada dove è installato, l’autorizzazione del Prefetto citata nel verbale, i dati su omologazione e taratura dell’apparecchio e la motivazione della mancata contestazione immediata.
Dove può stare un autovelox, e dove no
Le regole fissate nel 2024 hanno messo paletti precisi. Sulle strade urbane il controllo automatico della velocità è ammesso solo dove il limite è di almeno 50 chilometri orari sulle strade di scorrimento e su quelle locali: nelle cosiddette zone 30 gli autovelox non possono essere usati. Fuori dai centri abitati il limite su cui si misura deve coincidere con quello previsto dal Codice della strada per quel tipo di strada, o essere inferiore al massimo di venti chilometri orari.
Poi ci sono le distanze. Il segnale che preannuncia il controllo deve stare ad almeno un chilometro dalla postazione fuori dai centri abitati, ad almeno duecento metri sulle strade urbane di scorrimento e ad almeno settantacinque metri sulle altre strade urbane; in nessun caso oltre quattro chilometri. Due postazioni sulla stessa strada urbana devono distare almeno cinquecento metri l’una dall’altra.
Un dato che quasi nessuno conosce: se passi davanti a più apparecchi della stessa strada, gestiti dallo stesso ente, nell’arco della stessa ora, la sanzione è una sola, quella più grave aumentata di un terzo. Se ti arrivano tre verbali distinti per lo stesso tragitto, è un errore da contestare.
L’autorizzazione della postazione
Fuori dalle autostrade e dalle strade extraurbane principali, è il Prefetto a individuare le strade dove il controllo può avvenire senza la presenza degli operatori, e la stessa autorizzazione serve per le postazioni mobili. Gli estremi di quell’atto devono comparire nel verbale: se non ci sono, o se il verbale si limita a una formula generica, è un punto da contestare chiedendo l’esibizione dell’autorizzazione.
Le installazioni fisse, inoltre, devono essere giustificate: o da una statistica di incidenti significativa, o dall’impossibilità concreta di fermare i veicoli in quel punto. Non basta che l’ente abbia deciso di metterlo lì.
Omologazione e taratura
Sono due cose diverse e vanno controllate entrambe. L’omologazione riguarda il modello di apparecchio e il procedimento con cui il Ministero lo ammette all’uso. La taratura riguarda il singolo esemplare installato in quel punto, e va ripetuta periodicamente, almeno una volta l’anno: un dispositivo con la certificazione scaduta non può accertare infrazioni.
La distinzione fra omologazione e semplice approvazione del prototipo è stata al centro di una lunga stagione di contenzioso e ha portato all’annullamento di molti verbali. Dal 12 luglio 2026 le regole sono cambiate, e per le multe successive a quella data il quadro è diverso da quello delle multe precedenti: è la prima cosa da guardare, insieme alla data dell’infrazione.
In concreto, con una richiesta scritta all’ente puoi chiedere il certificato di taratura in corso di validità alla data dell’infrazione e la documentazione dell’apparecchio. La mancata produzione è essa stessa un elemento utile nel ricorso.
La segnaletica
Il cartello deve esserci, essere visibile e rispettare le distanze. Un segnale coperto dalla vegetazione, girato, posizionato dopo una curva che ne impedisce la lettura in tempo utile o collocato troppo vicino alla postazione, è un vizio. La segnaletica permanente, inoltre, ha senso dove il controllo è sistematico: dove è occasionale, l’indicazione va riferita a quel controllo.
Il punto pratico è che la segnaletica si contesta solo con le prove. Torna sul posto, fotografa il cartello e la postazione con la data, misura la distanza con una mappa e allega tutto al ricorso. Un’affermazione senza fotografie, in questa materia, non vale nulla.
La contestazione differita
Quando l’infrazione non ti viene contestata sul posto, il verbale deve indicare il motivo per cui non è stato possibile fermarti. È un obbligo, non una formalità: un verbale che non lo motiva, o che usa una formula di stile incompatibile con la situazione concreta, è contestabile. E il verbale deve comunque esserti notificato entro i termini, che sono il primo controllo da fare.
Che cosa fa lo Sportello +Tutela
Lo Sportello +Tutela di Consumerismo legge il verbale e verifica, punto per punto, che cosa l’ente ha indicato e che cosa ha omesso: autorizzazione, omologazione, taratura, motivazione della contestazione differita, collocazione della postazione. Prepara la richiesta di accesso agli atti per ottenere il certificato di taratura e la documentazione dell’apparecchio, ti dice quali verifiche sul posto servono e come documentarle, e ti indica quale strada di ricorso ha più senso nel tuo caso, assistendoti nella preparazione nei termini. Segue la pratica fino alla definizione, nelle condizioni che ti vengono spiegate al primo contatto.
Quali documenti servono
Il verbale completo con tutte le indicazioni sull’apparecchio, la busta con il timbro di spedizione, le fotografie della postazione e della segnaletica con data, una mappa o una misurazione delle distanze, l’eventuale fotogramma allegato al verbale, la richiesta di accesso agli atti inviata all’ente e la risposta ricevuta.
Tempi realistici e possibili esiti
La lettura del verbale e i controlli sul posto si fanno in pochi giorni, e vanno fatti subito perché il termine per l’opposizione al Giudice di pace è di trenta giorni. La richiesta di accesso agli atti richiede alcune settimane e va inviata immediatamente, senza aspettare l’esito per depositare il ricorso. Gli annullamenti più frequenti riguardano la taratura non documentata, le distanze non rispettate e la segnaletica inadeguata. Lo Sportello verifica il verbale e ti dice se il ricorso ha basi, senza garantire l’esito.
Per approfondire: Codice della strada
Per lo Sportello +Tutela puoi anche scrivere a piututela@consumerismo.it o telefonare allo 0694805440.
Domande frequenti
Quanto deve essere distante il cartello dall’autovelox?
Almeno un chilometro fuori dai centri abitati, almeno duecento metri sulle strade urbane di scorrimento e almeno settantacinque metri sulle altre strade urbane, e comunque non oltre quattro chilometri. Due postazioni sulla stessa strada urbana devono distare fra loro almeno cinquecento metri. Le distanze si misurano e si documentano con una mappa.
Possono mettere un autovelox in una zona 30?
No. Sulle strade urbane il controllo automatico della velocità è ammesso solo dove il limite è di almeno cinquanta chilometri orari, quindi nelle zone 30 l’autovelox fisso non può essere utilizzato. Fuori dai centri abitati il limite su cui si misura non può essere inferiore di più di venti chilometri orari rispetto a quello ordinario per quel tipo di strada.
Come faccio a sapere se l’apparecchio era tarato?
Chiedilo per iscritto all’ente che ha emesso il verbale, con una richiesta di accesso agli atti: il certificato di taratura deve essere in corso di validità alla data dell’infrazione, e la taratura va ripetuta almeno una volta l’anno. Non aspettare la risposta per depositare il ricorso: i trenta giorni corrono comunque.
Ho ricevuto tre multe per lo stesso viaggio.
Se i rilevamenti sono avvenuti sulla stessa strada, con apparecchi dello stesso ente, nell’arco di un’ora, la sanzione dovuta è una sola: quella più grave, aumentata di un terzo. Più verbali distinti per quel tratto sono un errore da contestare allegando i verbali e gli orari.
Il cartello c’era ma era coperto dai rami.
È un vizio, ma devi provarlo tu. Torna sul posto appena puoi, fotografa il cartello da lontano e da vicino con la data visibile, riprendi anche il senso di marcia e la distanza dalla postazione. Un’affermazione senza fotografie datate, in questa materia, non sposta nulla.
Il verbale non dice perché non mi hanno fermato.
Quando l’infrazione non è contestata sul posto, il verbale deve indicare il motivo concreto per cui non è stato possibile fermarti. L’assenza di questa motivazione, o una formula di stile incompatibile con la situazione, è un motivo di ricorso. Controlla nello stesso momento anche i termini di notifica.
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