Auto e moto, sinistri e multe

Carburante sporco che ti rovina il motore: chi paga?

Il campione prelevato prima di svuotare il serbatoio è la prova che decide tutto: chi risponde, che cosa devi dimostrare e che cosa chiedere.

Pieno fatto, dieci chilometri, il motore perde colpi e si spegne. In officina trovano nel serbatoio e iniettori da sostituire, con un conto di migliaia di euro. Il gestore del distributore risponde che nessun altro si è lamentato. È uno dei danni più costosi e più difficili da far pagare, non perché manchino le norme, ma perché la prova si costruisce nelle prime ore e quasi nessuno sa come.

Chi mette in circolazione un prodotto difettoso risponde del danno che provoca, indipendentemente dalla colpa. Ma devi provare tu tre cose: che quel carburante era contaminato, che il guasto deriva da lì e quanto vale il danno. La prova decisiva è un campione prelevato e sigillato prima che il serbatoio venga svuotato.

Chi risponde, e a che titolo

Due strade si sommano. La prima è contrattuale: hai comprato un prodotto da un venditore, e quel prodotto non era conforme a quello che doveva essere. Il gestore del punto vendita è la controparte immediata.

La seconda è la responsabilità per danno da prodotto difettoso prevista dal Codice del consumo: chi produce o immette in circolazione un prodotto che non offre la sicurezza che ci si può legittimamente attendere risponde del danno che causa, e risponde a prescindere dalla colpa. È la strada che coinvolge la compagnia petrolifera, cioè il soggetto che quasi sempre tratta il risarcimento attraverso la propria assicurazione.

Due dettagli pratici di questa seconda disciplina. Il danno alle cose diverse dal prodotto difettoso, e l’auto lo è rispetto al carburante, è risarcibile per la parte che eccede 387,34 euro: su un guasto da migliaia di euro incide poco, ma va saputo. E i termini: il diritto si prescrive in tre anni da quando hai conosciuto il danno, il difetto e il responsabile, e si estingue comunque dopo dieci anni dalla messa in circolazione del prodotto.

Le prime ore decidono tutto

Non far svuotare il serbatoio

Il carburante nel serbatoio è la prova. Se l’officina lo scarica e lo smaltisce prima che qualcuno ne prelevi un campione, la prova è persa e non si recupera. Di’ subito, anche al telefono e poi per iscritto, di conservare il carburante e di prelevarne un campione in un contenitore sigillato, con data, ora e firma di chi lo preleva, possibilmente alla presenza di un testimone.

Tieni lo scontrino

Lo scontrino del rifornimento, con data, ora, punto vendita, quantità e importo, e la ricevuta della carta se hai pagato così, sono ciò che prova dove e quando hai fatto il pieno. Senza, il gestore negherà che tu sia stato suo cliente, e avrà buon gioco.

Scrivi al gestore lo stesso giorno

Anche solo un messaggio tracciabile: informalo del guasto, chiedi che conservi i campioni del serbatoio interrato e i registri delle consegne di quel periodo, e fatti dare i riferimenti della compagnia e dell’assicurazione. Una segnalazione immediata gli toglie l’argomento che il problema sia nato altrove, e lo mette nella posizione di dover conservare le proprie prove.

Fatti dare una diagnosi scritta

L’officina deve mettere per iscritto il guasto rilevato, la causa accertata, cioè acqua, sedimenti o miscele improprie, e gli interventi necessari con il preventivo. Fotografa il carburante prelevato, i filtri e i componenti danneggiati.

L’analisi di laboratorio

Il campione va fatto analizzare da un laboratorio accreditato, che certifica la presenza di acqua, sedimenti o parametri fuori norma. Il costo è a tuo carico e rientra fra le voci da chiedere nel risarcimento, quindi conserva la fattura.

Se il gestore o la compagnia hanno prelevato a loro volta un campione dal serbatoio interrato nello stesso giorno, chiedine formalmente i risultati. Un’analisi che dimostra la contaminazione, unita alla diagnosi dell’officina e allo scontrino, è la base del risarcimento. Senza analisi resta solo un’ipotesi, e un’ipotesi non si risarcisce.

Gli altri clienti contano

Un carico contaminato colpisce di regola più veicoli nello stesso periodo. Cerca gli altri danneggiati, attraverso l’officina, i gruppi locali, lo sportello: più casi convergenti, più difficile diventa sostenere che il problema fosse solo del tuo serbatoio. È anche l’elemento che accelera di più la posizione dell’assicurazione.

La qualità dei carburanti è inoltre soggetta a controlli pubblici, e una segnalazione alle autorità competenti può far scattare verifiche sul punto vendita i cui esiti sono poi utilizzabili nella tua richiesta.

Un caso tipico

Un automobilista resta in panne dopo un rifornimento. L’officina trova acqua nel gasolio e, su sua richiesta, preleva un campione sigillato prima di svuotare il serbatoio. Lo scontrino indica punto vendita e orario. L’analisi conferma acqua in percentuale elevata. La richiesta di risarcimento, con analisi, diagnosi, preventivo e scontrino, parte verso il gestore e verso la compagnia. Nel frattempo emergono altri due clienti con lo stesso problema nello stesso giorno. L’assicurazione della compagnia risarcisce. Senza quel campione, la stessa identica richiesta sarebbe stata respinta per mancanza di prova.

Che cosa fa lo Sportello +Tutela

Lo Sportello +Tutela di Consumerismo ti dice, già al primo contatto, che cosa va fatto nelle prime ore per non perdere la prova, perché è lì che si decide la pratica. Verifica la documentazione raccolta, individua i soggetti a cui indirizzare la richiesta, gestore e compagnia, e prepara la richiesta di risarcimento quantificata con tutte le voci, riparazione, soccorso, analisi, mancato uso del veicolo. Raccoglie le posizioni di altri danneggiati dello stesso punto vendita, quando ci sono, e valuta la segnalazione alle autorità di controllo. Segue la pratica fino alla definizione, nelle condizioni che ti vengono spiegate al primo contatto.

Quali documenti servono

Lo scontrino del rifornimento e la ricevuta di pagamento, il campione sigillato con il verbale di prelievo, il referto del laboratorio, la diagnosi scritta dell’officina con la causa accertata, il preventivo e la fattura di riparazione, le fotografie del carburante e dei componenti, la ricevuta del soccorso stradale, la comunicazione inviata al gestore con la data, e ogni riscontro ricevuto.

Tempi realistici e possibili esiti

L’analisi di laboratorio richiede pochi giorni. La risposta del gestore o della compagnia arriva in genere in alcune settimane, e passa quasi sempre dall’assicurazione. Gli esiti positivi si concentrano, in modo netto, sulle pratiche con campione e analisi; quelle costruite dopo lo svuotamento del serbatoio si chiudono quasi sempre con un diniego, quale che sia l’entità del danno. Lo Sportello valuta la documentazione e prepara la richiesta, senza garantire l’esito.

Per approfondire: Codice del consumo

Per lo Sportello +Tutela puoi anche scrivere a piututela@consumerismo.it o telefonare allo 0694805440.

Domande frequenti

L’officina ha già svuotato il serbatoio. Posso ancora chiedere il risarcimento?

Puoi, ma la posizione è molto più debole, perché manca la prova principale. Verifica subito se l’officina ha conservato il carburante o i filtri, che a volte trattengono tracce analizzabili, e chiedi una diagnosi scritta che indichi la causa. Se emergono altri danneggiati dello stesso distributore, la convergenza dei casi può in parte supplire.

Chi devo chiamare in causa, il benzinaio o la compagnia?

Entrambi. Il gestore è il venditore con cui hai concluso il contratto; la compagnia che ha fornito il prodotto risponde come soggetto che lo ha immesso in circolazione, ed è quasi sempre la sua assicurazione a trattare il risarcimento. Indirizza la richiesta a tutti e due, con lo stesso contenuto e la stessa documentazione.

Quanto tempo ho per chiedere il risarcimento?

Per la responsabilità da prodotto difettoso il diritto si prescrive in tre anni da quando hai conosciuto il danno, il difetto e il responsabile, e comunque si estingue dieci anni dopo la messa in circolazione del prodotto. Il tempo utile reale, però, è molto più breve: le prove si perdono in ore, non in anni.

Mi rimborsano anche il traino e i giorni senza auto?

Sono voci che vanno chieste, documentate una per una: soccorso stradale, costo dell’analisi, riparazione, e il pregiudizio per il periodo in cui non hai potuto usare il veicolo, che va provato e non semplicemente affermato. Inseriscile nella richiesta fin dall’inizio: aggiungerle dopo, a trattativa avviata, è molto più difficile.

Il gestore dice che nessun altro si è lamentato.

È la risposta standard e non prova nulla, perché molti danneggiati non collegano il guasto al rifornimento o rinunciano. Chiedi per iscritto che vengano conservati i campioni del serbatoio interrato e i registri delle consegne, e cerca gli altri clienti di quel giorno: la convergenza di più casi è l’elemento che più spesso sblocca la pratica.

Devo denunciare o basta la richiesta di risarcimento?

Sono due piani diversi. La richiesta di risarcimento serve a ottenere i soldi; la segnalazione alle autorità competenti sulla qualità dei carburanti può far scattare controlli sul punto vendita, i cui esiti diventano utilizzabili nella tua pratica. Se il sospetto è di una condotta fraudolenta, la denuncia è la strada appropriata.

Hai un problema su Auto e moto, sinistri e multe? Scrivici!

Stai inviando allo Sportello +Tutela di Consumerismo No Profit APS ETS il racconto del tuo problema e i tuoi recapiti. Lo legge un operatore, che valuta gratuitamente il caso e ti risponde entro 24 ore. Non stai firmando nulla e non ti stiamo chiedendo denaro.

Non devi allegare niente adesso: tieni da parte i documenti che riguardano il tuo caso, se andiamo avanti ti diremo quali servono.

1. Il tuo problema

Area tematica: Auto e moto, sinistri e multe
Scegli la voce più vicina al tuo caso. Se non la trovi, seleziona "Altro".
Anche approssimativo, se lo conosci.
Racconta i fatti in ordine di tempo: quando è successo, che cosa hai già fatto, che risposta hai ricevuto.

2. I tuoi dati

Facoltativo.

3. Consensi

Leggi anche:

Pulsante per tornare all'inizio
RICHIEDI ASSISTENZA