
Consumerismo no profit APS ETS ha depositato al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti il proprio contributo alla consultazione sulla revisione del Codice della Strada. Ventiquattro osservazioni puntuali, ciascuna con l’indicazione della norma interessata e una proposta di modifica, trasmesse all’Ufficio di Gabinetto del Ministro e al Dipartimento per i trasporti e la navigazione.
Il deposito segue la partecipazione dell’associazione al tavolo di consultazione convocato dal Ministero il 21 luglio scorso. Consumerismo è stata l’unica associazione di tutela dei consumatori chiamata a quel tavolo.
Il cuore del contributo riguarda la sosta a pagamento, un capitolo di spesa che le famiglie non mettono a preventivo e che nelle località turistiche arriva a superare i trenta euro per una giornata. L’associazione chiede che accanto alle strisce blu resti una quota minima di stalli liberi fissata per legge, perché oggi la norma parla soltanto di “adeguata area” senza alcun numero, e che i Comuni pubblichino il dato di quanti stalli restano gratuiti. Chiede inoltre che il decreto sui tetti massimi delle tariffe, atteso da anni e mai adottato, abbia finalmente un termine, e che torni una franchigia di sosta gratuita di almeno quindici minuti per chi si ferma il tempo di accompagnare una persona anziana, ritirare un farmaco o caricare un bagaglio.
Sugli stalli riservati la richiesta è di trasformare in obbligo quella che oggi è una semplice facoltà dei Comuni: dove la sosta si paga, deve esserci un numero minimo di posti per le persone con disabilità e per i titolari di permesso rosa. La bozza ha già inasprito le sanzioni per chi li occupa abusivamente, ma prevede la decurtazione dei punti solo per gli stalli riservati alle persone con disabilità e non per quelli rosa. Consumerismo chiede di allineare le due ipotesi.
Ampio spazio è dedicato ai monopattini elettrici. Da maggio il contrassegno identificativo è obbligatorio, ma viene rilasciato a chi lo richiede dichiarandosi proprietario, senza che nessuno verifichi se il mezzo rispetti davvero i requisiti previsti. Il monopattino non è soggetto a omologazione e la conformità è attestata dal costruttore. Chi compra in negozio un mezzo con il freno su una sola ruota, senza indicatori di svolta o con una potenza superiore al limite ottiene comunque la targa e circola convinto di essere in regola. La difformità emerge solo al controllo su strada, dove la sanzione arriva fino a ottocento euro e, sopra il chilowatt di potenza, il mezzo viene confiscato. Consumerismo chiede che il rilascio del contrassegno sia collegato alla dichiarazione di conformità che già accompagna il prodotto, che il venditore sia obbligato a consegnarla e a dichiarare potenza e velocità massima, e che il consumatore in buona fede non venga sanzionato per un difetto del mezzo che ha acquistato.
Un capitolo è dedicato alla rimozione forzata. Chi si vede portare via l’auto deve pagare per riaverla, e il Codice riconosce a chi ha eseguito la rimozione il diritto di trattenere il veicolo fino al saldo. Il risultato è che l’automobilista paga senza poter verificare nulla, perché nessuna norma impone di consegnargli il dettaglio delle voci applicate. L’associazione chiede un prospetto analitico obbligatorio al momento del pagamento, tetti nazionali alle singole voci e la restituzione delle somme con gli interessi quando il verbale viene annullato.
Tra le proposte c’è anche quella sui parcheggi degli aeroporti e delle strutture sanitarie. Sono aree che il Codice considera già ad uso pubblico, ma le garanzie previste per la sosta si fermano ai Comuni e non raggiungono il gestore privato, che opera in una posizione di monopolio perché al terminal non si arriva in altro modo. Da qui la richiesta di estendere anche lì la fascia di gratuità per salita e discesa dei passeggeri e l’obbligo di esporre il tariffario prima della barriera, quando si può ancora scegliere.
Il contributo affronta inoltre la patente a diciassette anni e le conseguenze assicurative per le famiglie, il divieto di circolazione disposto in via automatizzata per mancanza di copertura assicurativa e le regole dei servizi di mobilità condivisa.
“Abbiamo scelto di non fare un elenco di principi ma di lavorare sul testo, articolo per articolo, dalla parte di chi quelle norme le subisce”, dichiara Luigi Gabriele, Presidente di Consumerismo no profit. “Non contestiamo gli obiettivi di sicurezza della riforma. Segnaliamo i punti in cui la formulazione proposta rischia di produrre contenzioso di massa e costi che finiscono sulle famiglie. Una tariffa bassa su una strada dove non è rimasto un solo stallo gratuito raggiungibile a piedi non è una tariffa: è un obbligo di pagamento presentato come una scelta. Essere stati l’unica associazione di consumatori al tavolo è un riconoscimento, ma soprattutto una responsabilità: abbiamo portato la voce di chi altrimenti non sarebbe stato ascoltato.”




