Un cartellino con il prezzo e nient’altro. Pesce fresco che è stato scongelato. Frutta di cui non si sa da dove viene. Una bilancia che pesa anche il cartoccio. I banchi alimentari sono il posto in cui le informazioni obbligatorie mancano più spesso e in cui si pretendono meno, perché il rapporto è personale e la fila è dietro. Ogni cartellino, però, ha un contenuto minimo fissato per legge.
Per i prodotti sfusi il cartellino deve indicare la denominazione, il prezzo di vendita e quello per unità di misura, e la dicitura decongelato dove ricorre. Per il pesce il regolamento UE 1379/2013 prevede sei informazioni obbligatorie, fra cui specie con nome scientifico, metodo di produzione, zona di cattura e categoria di attrezzo da pesca. Per l’ortofrutta è obbligatoria l’origine. La bilancia va azzerata sulla tara: il cartoccio non si paga al prezzo del prodotto.
Le informazioni comuni a tutti i banchi
Per i prodotti venduti sfusi o confezionati sul posto, il regolamento UE 1169/2011 e le disposizioni nazionali impongono un cartellino con la denominazione del prodotto, l’informazione sugli allergeni per i preparati, lo stato fisico quando rilevante, in particolare la dicitura decongelato, il prezzo di vendita e il prezzo per unità di misura, che per i prodotti a peso è l’unica informazione che consente di confrontare.
Il cartellino deve essere leggibile e riferito in modo inequivoco al prodotto: due cartellini accostati fra tre vassoi non sono un’informazione.
La bilancia deve essere a vista, con il display leggibile dal cliente, sottoposta a verifica, e deve pesare al netto della tara. Il cartoccio, la vaschetta e la carta non si pagano al prezzo del prosciutto: chiedere l’azzeramento della tara è una richiesta normale, non una pignoleria.
La frutta e la verdura
Per gli ortofrutticoli freschi le norme di commercializzazione impongono l’indicazione del paese di origine, della varietà dove prevista e della categoria di qualità, oltre al prezzo.
L’origine è l’informazione più spesso omessa ed è quella che il cliente usa per scegliere: un cartellino senza paese di origine è una violazione, e una provenienza dichiarata diversa da quella reale è una pratica ingannevole.
Le diciture nostrano, locale, del contadino non sostituiscono l’origine. Se non corrispondono al vero, sono ingannevoli a loro volta, e la cosa utile da fare non è discutere al banco, ma fotografare e segnalare.
Il pesce: le sei informazioni obbligatorie
Il pesce ha le regole più dettagliate di tutte. L’articolo 35 del regolamento europeo elenca sei informazioni obbligatorie per i prodotti della pesca e dell’acquacoltura venduti al consumatore finale.
La denominazione commerciale della specie insieme al nome scientifico. Il metodo di produzione, cioè pescato, pescato in acque dolci o allevato. La zona di cattura, con la sottozona o divisione della classificazione internazionale, o il paese di produzione per l’acquacoltura. La categoria di attrezzo da pesca, per i prodotti di mare. L’indicazione se il prodotto è stato scongelato. E il termine minimo di conservazione.
Vendere come fresco un pesce decongelato è la violazione più grave e più frequente, con rilievi sanitari oltre che commerciali. L’aspetto può suggerirlo, occhio opaco e carni cedevoli, ma la prova non sta nella tua impressione: sta nell’obbligo di dichiararlo, che è scritto e verificabile.
La sostituzione di specie, cioè vendere una specie meno pregiata con il nome di una più pregiata, è una frode: su questo l’indicazione del nome scientifico è lo strumento di controllo, perché il nome comune cambia da zona a zona, quello scientifico no.
La carne
Per le carni bovine sono obbligatori il paese di nascita, di allevamento e di macellazione, oltre al riferimento che consente la tracciabilità; per le carni suine, ovine, caprine e di pollame sono obbligatori il paese di allevamento e quello di macellazione.
Le preparazioni, come macinati, salsicce e spiedini, devono riportare gli ingredienti e gli allergeni.
Le indicazioni italiana, nazionale, del territorio devono corrispondere ai dati di tracciabilità, che il macellaio deve poter mostrare: chiederglielo è il modo più semplice di verificare, perché quei dati o ci sono o non ci sono.
Che cosa fare e dove segnalare
Chiedi l’informazione mancante prima di acquistare: l’origine, lo stato di decongelato, la zona di pesca. Nella maggior parte dei casi la risposta arriva, e questo è già il risultato utile.
Fotografa il cartellino, o la sua assenza, e la bilancia con il peso e la tara.
Se l’informazione è falsa, o manca in modo sistematico, segnala ai servizi di igiene degli alimenti dell’azienda sanitaria, che controllano etichettatura e tracciabilità, e alla polizia locale per i prezzi e per le bilance. Per le frodi su origine e specie c’è anche l’ispettorato per la repressione delle frodi; per il pesce, la Capitaneria di porto. Le violazioni sull’etichettatura dei prodotti della pesca sono sanzionate in via amministrativa, con importi che la disciplina di settore fissa e che sono stati oggetto di riordino: non li riportiamo perché la materia si è mossa di recente.
Per il prodotto che hai già comprato e che non è conforme, resta la restituzione o la sostituzione con lo scontrino, come per qualsiasi alimento non conforme.
Che cosa fa lo Sportello +Tutela
Lo Sportello +Tutela di Consumerismo verifica quale informazione era obbligatoria per quel prodotto, perché gli obblighi cambiano fra ortofrutta, pesce e carne e una segnalazione che chiede la cosa sbagliata non viene presa in carico. Prepara la segnalazione ai servizi di igiene degli alimenti e alla polizia locale nella forma utilizzabile, con fotografie, data, ora e descrizione oggettiva, e indica quando conviene coinvolgere l’ispettorato per le frodi o la Capitaneria. Per il prodotto acquistato prepara la richiesta di sostituzione o rimborso. Raccoglie le segnalazioni ripetute sullo stesso esercizio, che sono quelle che portano ai controlli, senza nominarlo nelle comunicazioni pubbliche. La verifica iniziale della posizione è gratuita. Segue la pratica fino alla definizione, nelle condizioni che ti vengono spiegate al primo contatto.
Quali documenti servono
Le fotografie dei cartellini o della loro assenza con la data, le fotografie della bilancia con il peso e la tara, lo scontrino, il prodotto se non conforme, la descrizione di quello che il venditore ha dichiarato a voce e i dati esatti dell’esercizio.
Tempi realistici e possibili esiti
La richiesta dell’informazione al banco si risolve sul momento, ed è l’esito più frequente. Le segnalazioni alle autorità sanitarie e di controllo attivano ispezioni con tempi variabili e senza riscontro individuale: contano la precisione e la ripetizione. La sostituzione del prodotto non conforme si ottiene con lo scontrino. Lo Sportello verifica la violazione e prepara la segnalazione, senza garantire l’esito.
Per approfondire: regolamento UE 1379/2013 · regolamento UE 1169/2011 · Ministero della Salute
Per lo Sportello +Tutela puoi anche scrivere a piututela@consumerismo.it o telefonare allo 0694805440.
Domande frequenti
Il cartellino della frutta non indica da dove viene.
È una violazione: per gli ortofrutticoli freschi il paese di origine è obbligatorio, insieme alla categoria e, dove prevista, alla varietà. Chiedilo prima di acquistare e, se manca sistematicamente, fotografa e segnala alla polizia locale e ai servizi sanitari. Nostrano e locale non sostituiscono l’origine.
Come faccio a sapere se il pesce è davvero fresco?
Il cartellino deve dire se è stato scongelato, oltre a specie con nome scientifico, metodo di produzione, zona di cattura, categoria di attrezzo da pesca e termine minimo di conservazione: sono le sei informazioni obbligatorie. Vendere come fresco un pesce decongelato è una violazione grave. Chiedi, e in caso di dubbio segnala ai servizi sanitari.
La bilancia pesa anche la carta.
La bilancia deve essere a vista, con il display leggibile, e deve pesare al netto della tara: cartoccio, vaschetta e carta non si pagano al prezzo del prodotto. Chiedi che venga azzerata la tara o che il prodotto sia pesato prima dell’incarto, e segnala all’ufficio metrico e alla polizia locale se la pratica è abituale.
La macelleria dice carne italiana ma non c’è etichetta.
Per le carni bovine sono obbligatori paese di nascita, allevamento e macellazione con il riferimento di tracciabilità; per le altre carni allevamento e macellazione. Chiedi di vedere i dati di tracciabilità, che il macellaio deve poter mostrare: un’indicazione di origine non documentata è una pratica ingannevole segnalabile.
Posso assaggiare la frutta prima di comprarla?
Non esiste un diritto ad assaggiare: la merce è del venditore fino al pagamento. Molti banchi lo consentono per prassi, ed è una cortesia commerciale, quindi si chiede prima. Hai invece diritto a vedere il prodotto, a conoscerne origine e categoria e a contestarlo dopo l’acquisto se non è conforme.
A chi conviene segnalare?
Ai servizi di igiene degli alimenti dell’azienda sanitaria per etichettatura e tracciabilità, alla polizia locale per prezzi e bilance, all’ispettorato per la repressione delle frodi per le frodi su origine e specie, alla Capitaneria di porto per il pesce. Le segnalazioni con fotografie e orario sono le uniche che producono controlli.
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