Consumerismo No Profit, la lobby indipendente dei consumatori italiani, esprime sostegno ad autotrasportatori, agricoltori, pescatori e a tutte le categorie che in questi giorni manifestano contro una crisi diventata insostenibile. Le loro ragioni sono anche le nostre: i consumatori pagano gli stessi rincari, sulla spesa, sul carburante e sulle bollette.
«I prezzi non sono esplosi ieri», dichiara Luigi Gabriele, Presidente di Consumerismo No Profit. «La corsa è iniziata con la guerra in Ucraina ed è ripartita con la crisi di Hormuz. Ma sappiamo bene che non dipende solo da fattori internazionali. In Italia i rincari sono aggravati dal peso della burocrazia, da una filiera piena di intermediari e dal campo lasciato libero dalle istituzioni ai portatori d’interesse dei grandi settori industriali. In questi anni la ricchezza si è spostata da chi lavora e da chi consuma verso manager e apparati. Chi coltiva, chi pesca e chi trasporta lavora in perdita, e chi fa la spesa paga sempre di più.»
Un appello ai consumatori: un nuovo modo di consumare
Consumerismo chiede ai cittadini di trasformare la solidarietà in scelte concrete di tutti i giorni:
- Sostenete le giuste rivendicazioni di chi produce e trasporta, nelle forme pacifiche e legali.
- Non correte ai supermercati. Non riempite carrelli e serbatoi senza bisogno: le scorte per paura svuotano gli scaffali per tutti e fanno salire i prezzi.
- Differenziate gli acquisti tra mercati, piccoli negozi e grande distribuzione.
- Riducete spese e consumi inutili, adottando il principio del «no buy»: si compra ciò che serve davvero, non ciò che spinge la pubblicità.
- Accorciate la filiera, comprando direttamente dai produttori locali quando possibile.
- Preferite i prodotti del territorio a quelli che arrivano da lontano.
- Riconoscete il giusto prezzo al lavoro di agricoltori, pescatori e produttori di materie prime.
«Non chiediamo ai consumatori di spendere di più, ma di spendere meglio», conclude Gabriele. «Basta cambiare il modo in cui consumiamo per togliere potere a chi specula e restituirlo a chi produce. È la risposta più forte che possiamo dare, insieme a chi oggi è in strada. Al Governo chiediamo di non fermarsi ai sostegni d’emergenza e di aprire un tavolo strutturale su filiera, intermediazione e prezzi, con le associazioni dei consumatori sedute accanto ai produttori.»
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