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Servizi funebri: i prezzi, il preventivo e le voci non dovute

Scelta libera dell'impresa, preventivo dettagliato con prestazioni e oneri anticipati distinti, e confronto con le tariffe comunali.

Una decisione presa in poche ore, in una condizione in cui nessuno ha la lucidità per confrontare, con una proposta che arriva già confezionata e che nessuno discute. È il mercato in cui il consumatore sta nella posizione più debole che esista, e per questo è quello in cui la trasparenza dei prezzi e la libertà di scelta contano più che altrove. Sapere che cosa si può chiedere non toglie nulla al dolore: evita solo che si aggiunga un danno.

La scelta dell’impresa funebre spetta alla famiglia e si può prendere il tempo di chiedere più preventivi: nessuna urgenza reale impone di decidere in dieci minuti. L’impresa deve fornire un preventivo scritto e dettagliato, distinguendo le prestazioni che eroga direttamente dagli oneri che anticipa per conto della famiglia, come diritti comunali e tariffe cimiteriali, su cui non può applicare ricarichi non dichiarati. Le voci non richieste non sono dovute.

La libertà di scelta viene prima di tutto

La scelta spetta alla famiglia, liberamente. Dentro ospedali, case di cura e strutture di ricovero l’attività di segnalazione o di indirizzamento verso una impresa determinata è disciplinata dai regolamenti delle aziende sanitarie e dalle leggi regionali del settore funerario, che su questo pongono divieti e requisiti: è la norma regionale e il regolamento della struttura il documento che vale, e cambia da territorio a territorio.

Quello che si può dire in generale è che una segnalazione interessata, a maggior ragione se remunerata, è una condotta scorretta, su cui le autorità sono intervenute, e che nei casi di remunerazione indebita possono aprirsi profili ulteriori, da valutare con l’assistenza necessaria.

La conseguenza pratica, però, è semplice e non richiede di conoscere nessuna norma: puoi dire che ci pensi, uscire e chiamare due imprese. Il tempo per farlo c’è sempre, qualunque cosa ti venga detto.

Il preventivo e le due categorie di voci

L’impresa deve fornire un preventivo scritto e dettagliato, in cui siano distinte due cose che nel conto finale tendono a mescolarsi.

Da un lato le prestazioni che eroga direttamente: cofano, vestizione, allestimento, trasporto, personale, servizi accessori. Su queste applica il proprio prezzo, che è libero e che va confrontato con altri preventivi.

Dall’altro gli oneri che si limita ad anticipare per conto della famiglia: diritti comunali, tariffe cimiteriali, imposte, oneri per la cremazione. Su questi non può applicare ricarichi non dichiarati, e tu hai diritto di vedere gli importi effettivi e i giustificativi.

Le voci proposte e non richieste, e quelle aggiunte senza consenso, non sono dovute. Confrontare il preventivo con la fattura è l’unica verifica possibile, e si può fare anche a distanza di giorni o settimane: è legittimo, ed è quando si torna a guardare le carte.

I prezzi e le informazioni

Come ogni attività commerciale, l’impresa deve rendere conoscibili i prezzi dei beni e dei servizi che offre. Molte discipline regionali e comunali aggiungono obblighi specifici di esposizione e comunicazione dei listini, oltre ai requisiti per l’esercizio dell’attività: variano per Regione e vanno verificate, ma il principio è comune e non ammette eccezioni, cioè che il prezzo non può essere una sorpresa finale.

Se un listino non viene mostrato, chiederlo è legittimo. Un rifiuto è un elemento su cui fondare una segnalazione al Comune, che rilascia le autorizzazioni e vigila sull’attività.

Le concessioni cimiteriali e i costi comunali

Loculi, tombe, cremazione, dispersione e affidamento delle ceneri hanno tariffe stabilite dai Comuni e disciplinate dai regolamenti comunali di polizia mortuaria, con durate e condizioni delle concessioni.

Sono costi pubblici: puoi conoscerli direttamente dal Comune, senza intermediazione, e confrontarli con quanto l’impresa ha indicato in fattura. È la verifica che smonta più voci, perché su quelle cifre non c’è margine di interpretazione.

Le concessioni hanno una durata e una scadenza, con rinnovi e conseguenze in caso di mancato rinnovo che i regolamenti stabiliscono. Vale la pena conoscerle in anticipo, perché arrivano a distanza di decenni e trovano le famiglie impreparate, spesso quando chi aveva firmato non c’è più.

Se qualcosa non torna

La contestazione si presenta per iscritto all’impresa, chiedendo il dettaglio analitico delle voci, la distinzione fra prestazioni proprie e oneri anticipati con i relativi giustificativi, e la corrispondenza con il preventivo.

Le segnalazioni vanno al Comune, che vigila sull’attività, e all’Autorità garante della concorrenza e del mercato per le pratiche commerciali scorrette, comprese quelle che riguardano l’indirizzamento delle famiglie dentro le strutture sanitarie. Per le condotte che possono avere rilievo penale, come le remunerazioni indebite, la sede è la denuncia alle forze dell’ordine.

Che cosa fa lo Sportello +Tutela

Lo Sportello +Tutela di Consumerismo rilegge la fattura separando le prestazioni dell’impresa dagli oneri anticipati, che è l’operazione che quasi nessuna famiglia fa e che fa emergere le voci non dovute, e confronta gli oneri con le tariffe comunali, che sono pubbliche e verificabili. Prepara la richiesta scritta di dettaglio analitico e di storno delle voci non richieste, e la segnalazione al Comune e all’Autorità antitrust dove la condotta lo giustifica. Dice anche una cosa che serve: una contestazione presentata a settimane di distanza è pienamente ammissibile, quindi non c’è nessuna ragione per rinunciare perché è passato del tempo. La verifica iniziale della posizione è gratuita. Segue la pratica fino alla definizione, nelle condizioni che ti vengono spiegate al primo contatto.

Quali documenti servono

Il preventivo se è stato rilasciato, la fattura con il dettaglio delle voci, i giustificativi degli oneri anticipati, le comunicazioni scambiate con l’impresa, il regolamento comunale con le tariffe cimiteriali e la documentazione relativa alla concessione.

Tempi realistici e possibili esiti

Le richieste di dettaglio e di storno delle voci non richieste ricevono spesso risposta in alcune settimane, e lo storno quando la voce non trova riscontro nel preventivo. Le segnalazioni al Comune riguardano l’attività e i requisiti; quelle all’Autorità antitrust le pratiche commerciali, con tempi lunghi ed effetti generali. Lo Sportello verifica il conto e prepara la richiesta e le segnalazioni, senza garantire l’esito.

Per approfondire: Codice del consumo · Autorità garante della concorrenza e del mercato

Per lo Sportello +Tutela puoi anche scrivere a piututela@consumerismo.it o telefonare allo 0694805440.

Domande frequenti

In ospedale mi hanno indicato un’impresa: devo usare quella?

No, la scelta è della famiglia. L’attività di indirizzamento dentro le strutture sanitarie è disciplinata dai regolamenti delle aziende sanitarie e dalle leggi regionali del settore, che pongono divieti e requisiti; una segnalazione interessata, a maggior ragione se remunerata, è una condotta scorretta. In ogni caso puoi uscire e chiedere altri preventivi.

Devono darmi un preventivo?

Sì, scritto e dettagliato, con la distinzione fra le prestazioni erogate direttamente e gli oneri anticipati per conto tuo, come diritti comunali e tariffe cimiteriali. Sui secondi non possono essere applicati ricarichi non dichiarati, e hai diritto di vedere gli importi effettivi e i giustificativi.

Nella fattura ci sono voci che non ho chiesto.

Le voci non richieste e non concordate non sono dovute. Chiedi per iscritto il dettaglio analitico, i giustificativi degli oneri anticipati e il raffronto con il preventivo, e chiedi lo storno delle voci contestate. Farlo a settimane di distanza è legittimo: è quando si torna a guardare le carte.

Come conosco i costi del Comune?

Direttamente dal Comune: loculi, tombe, cremazione e affidamento delle ceneri hanno tariffe stabilite dal regolamento comunale di polizia mortuaria. Sono costi pubblici, che puoi verificare senza intermediazione e confrontare con quanto l’impresa ha messo in fattura. Verifica anche durata e scadenza della concessione.

Ho firmato tutto senza leggere, in quelle ore: posso fare qualcosa?

Sì. La firma non rende dovute le voci che non hai richiesto né concordato, e il confronto fra preventivo e fattura resta possibile. Chiedi il dettaglio analitico per iscritto e lo storno di quello che non era stato concordato: il fatto che la decisione sia stata presa in quelle condizioni non ti preclude la verifica.

A chi segnalo una condotta scorretta?

Al Comune, che rilascia le autorizzazioni e vigila sull’attività funebre; all’Autorità antitrust per le pratiche commerciali scorrette, comprese quelle sull’indirizzamento delle famiglie dentro le strutture sanitarie; alle forze dell’ordine per le condotte che possono avere rilievo penale, come le remunerazioni indebite.

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Giovanni Riccobono

Direttore Generale e Tesoriere di Consumerismo No Profit e professionista specializzato nella tutela dei consumatori, con una consolidata esperienza nel settore energetico. Da oltre dodici anni opera nel mondo delle utility, con particolare attenzione alla tutela energetica e alla gestione delle controversie. Nel corso della sua attività ha seguito migliaia di reclami e contribuito al recupero di oltre un milione di euro a favore dei consumatori. Blogger, divulgatore e autore di tre libri dedicati alla tutela energetica, ha progressivamente esteso il proprio percorso professionale al management del Terzo Settore, alla rappresentanza associativa e alle relazioni con istituzioni e mercato, conseguendo il Master in Scienze e Management degli Enti del Terzo Settore presso LUMSA.

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