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Skincare anti-age alle bambine. Indagine su Sephora, Benefit e LVMH

Consumerismo ammessa alle istruttorie dell’Antitrust contro Sephora, Benefit Cosmetics e LVMH. Al via la raccolta di segnalazioni da parte delle famiglie.

All’età di dieci anni le liste dei desideri ruotavano sempre attorno l’ultima Barbie uscita ed i relativi accessori; la bici nuova o i giochi di società. A dodici il primo telefono per scambiare messaggi con le compagne di classe. Il glossa per le labbra era l’unico acquisto beauty di cui ci si preoccupava, da sfoggiare nelle occasioni speciali.

Oggi lo scenario è molto diverso: sempre più bambine chiedono alle madri sieri viso, maschere anti-age, patch per il contorno occhi e prodotti per la beauty routine giornaliera.

È il fenomeno che negli ultimi mesi è stato ribattezzato “cosmeticoressia”: una vera e propria ossessione per la cura estetica ed il make up che coinvolge bambini e adolescenti, quasi sempre influenzati dai contenuti che scrollano di continuo sui social.

Su TikTok, Instagram e YouTube migliaia di video con giovanissime influencer impegnate in elaborate routine di skincare che comprendono creme anti-age, sieri esfolianti, trattamenti specifici per rughe e segni del tempo. Parliamo di prodotti pensati per un pubblico adulto che diventano, adesso, oggetti del desiderio della pre-adolescenza. Prodotti che vengono presentati come indispensabili per sentirsi più belle, più sicure e più accettate.

Il problema è evidente: una bambina di 10 o 12 anni, naturalmente, non ha bisogno di prodotti anti-age!

Eppure sempre più famiglie raccontano di figli e figlie che chiedono cosmetici costosi perché li hanno visti utilizzare dalle loro influencer preferite sui social. Non si tratta solo di emulazione, in molti casi questo fenomeno può diventare una vera e propria pressione psicologica che spinge i pre-adolescenti a percepire il proprio aspetto in modo non sano, come fosse da correggere o migliorare costantemente.

Per questo motivo l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha avviato due istruttorie nei confronti di Sephora Italia, Benefit Cosmetics e LVMH Profumi e Cosmetici Italia.

Secondo quanto comunicato dall’Antitrust, l’obiettivo è verificare se siano state adottate pratiche commerciali scorrette nella promozione e vendita di prodotti cosmetici destinati agli adulti ma proposti, direttamente o indirettamente, anche a consumatori minorenni.

Tra gli aspetti oggetto di approfondimento vi sono la possibile assenza di informazioni chiare sull’idoneità dei prodotti per i minori e il presunto utilizzo di strategie di marketing capaci di influenzare bambini e adolescenti attraverso contenuti social e figure percepite come modelli di riferimento.

L’Autorità sta inoltre verificando il ruolo delle influencer e l’eventuale utilizzo di una forma di comunicazione commerciare che potrebbe sfruttare le vulnerabilità dei minori, la loro tendenza all’emulazione e la pressione sociale tipica dell’età adolescenziale.

Consumerismo No Profit è stata formalmente ammessa a partecipare alle istruttorie avviate dall’Antitrust.

Si tratta di un passaggio importante perché consentirà all’associazione di contribuire attivamente all’accertamento dei fatti, presentando documentazione, osservazioni e testimonianze raccolte direttamente dai consumatori.

L’obiettivo è tutelare non solo i minori, ma anche le famiglie che si trovano sempre più spesso a gestire richieste di acquisto influenzate da campagne di marketing aggressive e da modelli estetici veicolati attraverso i social media.

Parallelamente alle istruttorie amministrative, Consumerismo sta valutando ogni ulteriore iniziativa a tutela dei consumatori coinvolti. Per questo motivo l’associazione ha deciso di attivare uno sportello dedicato alla raccolta delle segnalazioni.

Hai acquistato prodotti skincare o cosmetici per tua figlia dopo aver visto contenuti promozionali sui social? Tua figlia segue influencer beauty che promuovono prodotti destinati agli adulti? Hai notato pressioni commerciali, contenuti poco trasparenti o effetti indesiderati legati all’utilizzo di questi prodotti?

Segnala il tuo caso

Aiutaci a fare chiarezza su un fenomeno che coinvolge sempre più bambini e adolescenti. Ogni testimonianza può essere utile per ricostruire il quadro reale e tutelare i diritti delle famiglie.

Racconta la tua storia. Aiutaci a contrastare pratiche commerciali scorrette e a difendere i più giovani da modelli di consumo che rischiano di trasformare l’insicurezza in business.

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