Sovraindebitamento e debiti

Debiti fiscali e contributivi: che cosa si ristruttura e che cosa resta

Cartelle e contributi entrano nelle procedure, ma due categorie di debiti non si cancellano mai: come si verifica l'estratto di ruolo prima del piano.

Quasi ogni situazione di sovraindebitamento ha, accanto ai finanziamenti, una componente fiscale: cartelle, tributi non pagati, contributi previdenziali. È spesso la parte più grande, ed è quella su cui le persone hanno meno chiarezza, perché circolano due convinzioni opposte e sbagliate: che il fisco non si tocchi mai, e che le procedure cancellino tutto. Sapere come stanno le cose cambia il modo in cui il piano viene costruito.

Cartelle, tributi e contributi entrano nelle procedure di sovraindebitamento, vanno elencati nella domanda e possono essere trattati con pagamento parziale o dilazionato, nel rispetto delle cause di prelazione. Ma due cose restano fuori dalla liberazione finale: gli obblighi di mantenimento e alimentari e i debiti da risarcimento per fatto illecito extracontrattuale, con le sanzioni penali e amministrative pecuniarie non accessorie a debiti estinti.

I debiti fiscali entrano nella procedura

I debiti verso l’agente della riscossione, i tributi erariali e locali e i contributi previdenziali sono crediti come gli altri ai fini delle procedure: vanno elencati nella domanda con le somme dovute e le cause di prelazione, partecipano al concorso e possono essere soddisfatti in misura parziale.

Quello che cambia rispetto a un debito verso un privato è il grado. Molti crediti tributari e contributivi sono assistiti da privilegio, e per i crediti privilegiati il Codice della crisi fissa una regola precisa nella ristrutturazione dei debiti del consumatore: possono essere soddisfatti in misura inferiore all’intero, purché sia assicurato un pagamento non inferiore a quello realizzabile liquidando i beni su cui insiste la prelazione, come attestato dall’organismo. Il piano può prevedere per essi anche una moratoria fino a due anni dall’omologazione, con gli interessi legali.

Su IVA e ritenute non versate esiste però una questione aperta, che viene dalla disciplina precedente al Codice della crisi: l’amministrazione finanziaria aveva sostenuto che in queste procedure fosse possibile soltanto la dilazione, mentre alcuni tribunali avevano ammesso il pagamento parziale. È un punto che va verificato con l’organismo sul testo vigente e sulla prassi del tribunale competente, perché incide sull’importo del piano e nessuna risposta generale sarebbe affidabile.

Che cosa non viene cancellato

L’esdebitazione libera dai debiti residui non soddisfatti, che diventano inesigibili, ma la legge esclude espressamente due gruppi di obbligazioni: gli obblighi di mantenimento e quelli alimentari; i debiti da risarcimento di danni da fatto illecito extracontrattuale, insieme alle sanzioni penali e amministrative pecuniarie, salvo che siano accessorie a debiti estinti.

Quest’ultima precisazione è la più utile nella pratica fiscale: le sanzioni che accompagnano un tributo estinto nella procedura seguono la sorte del tributo, mentre una sanzione amministrativa che vive di vita propria resta dovuta. Capire in quale delle due situazioni ricadono le voci sanzionatorie della tua posizione è un lavoro da fare prima di impostare la procedura, perché dice quanta parte del debito sopravvivrà.

Le cartelle da controllare prima di tutto

Prima di inserire un debito fiscale nel piano va verificato se è dovuto: cartelle mai notificate, annualità prescritte, importi già pagati, duplicazioni, definizioni agevolate perfezionate e non registrate.

Il documento da cui si parte è l’estratto di ruolo, da chiedere all’agente della riscossione, e la verifica si fa voce per voce, con le date di notifica accanto. Un debito prescritto o inesistente incluso nel piano è denaro che destini per anni a somme che non devi: è l’errore più costoso e il più frequente, perché la componente fiscale è anche la più disordinata.

Rateizzazioni e definizioni agevolate: quando convengono e quando no

Accanto alle procedure esistono strumenti propri della riscossione: le rateizzazioni ordinarie e straordinarie e, quando il legislatore le prevede, le definizioni agevolate, che permettono di pagare senza sanzioni e interessi di mora.

Sono utili quando il problema è soltanto fiscale e la capacità di esiste. Non risolvono un sovraindebitamento complessivo, e una rateizzazione onerosa può assorbire risorse che servirebbero al piano, rendendolo insostenibile. La scelta va fatta guardando tutti i debiti insieme: è il punto in cui affrontare un debito alla volta produce il danno maggiore.

Se hai aderito a una definizione e ti chiedono comunque il pagamento

Succede, e di solito perché il versamento non risulta registrato correttamente. Conserva le ricevute, presenta un’istanza di annullamento in autotutela con la documentazione allegata e verifica in parallelo i termini per impugnare l’atto che hai ricevuto, perché l’istanza in autotutela non sospende quei termini. È una situazione che lo sportello segue anche fuori dalle procedure di sovraindebitamento.

Che cosa fa lo Sportello +Tutela

Lo Sportello +Tutela di Consumerismo ti aiuta a ottenere l’estratto di ruolo e lo esamina voce per voce, verificando notifiche, prescrizioni, pagamenti già effettuati e definizioni agevolate non registrate: è il lavoro che riduce l’esposizione prima che il piano venga costruito. Individua quali voci della tua posizione rientrano fra le obbligazioni che l’esdebitazione non cancella, in particolare le sanzioni, perché cambia il quadro finale. Valuta con te se una rateizzazione o una definizione agevolata conviene o se assorbe risorse necessarie al piano. Prepara le istanze in autotutela dove servono e coordina il lavoro con l’Organismo di composizione della crisi. La verifica iniziale della posizione è gratuita. Segue la pratica fino alla definizione, nelle condizioni che ti vengono spiegate al primo contatto.

Quali documenti servono

L’estratto di ruolo aggiornato, tutte le cartelle e gli avvisi ricevuti con le date di notifica e le buste, le ricevute dei pagamenti e delle eventuali definizioni agevolate, i piani di rateizzazione in corso con lo stato dei versamenti, la documentazione dei tributi locali e dei contributi previdenziali e gli atti giudiziari eventualmente ricevuti.

Tempi realistici e possibili esiti

La richiesta dell’estratto di ruolo e l’esame delle cartelle richiedono alcune settimane e producono spesso una riduzione dell’esposizione. Le contestazioni di cartelle non notificate o prescritte hanno termini e sedi proprie e richiedono assistenza tecnica. Il trattamento dei crediti fiscali nel piano dipende dalle cause di prelazione e dalla valutazione degli enti, e su IVA e ritenute dalla prassi del tribunale. Lo Sportello verifica le cartelle e coordina con l’organismo, senza sostituirsi all’assistenza tecnica dove è necessaria.

Per approfondire: Codice della crisi

Per lo Sportello +Tutela puoi anche scrivere a piututela@consumerismo.it o telefonare allo 0694805440.

Domande frequenti

Le cartelle esattoriali entrano nel piano?

Sì: debiti verso l’agente della riscossione, tributi e contributi vanno elencati nella domanda e partecipano alla procedura. Non è vero che il fisco resti fuori. È vero che molti di questi crediti sono privilegiati, e per i privilegiati va assicurato un pagamento non inferiore a quello realizzabile liquidando i beni su cui insiste la prelazione.

L’esdebitazione cancella anche i debiti fiscali?

Libera dai debiti residui non soddisfatti, con due esclusioni di legge: obblighi di mantenimento e alimentari, e debiti da risarcimento per fatto illecito extracontrattuale con le sanzioni penali e amministrative pecuniarie non accessorie a debiti estinti. Quali voci della tua posizione ricadano fra queste va verificato prima di impostare la procedura.

E l’IVA non versata si può pagare in parte?

È un punto controverso, che viene dalla disciplina precedente al Codice della crisi: l’amministrazione finanziaria sosteneva che per IVA e ritenute fosse possibile solo la dilazione, mentre alcuni tribunali avevano ammesso il pagamento parziale. Va verificato con l’organismo sul testo vigente e sulla prassi del tribunale competente.

Conviene aderire a una definizione agevolata prima della procedura?

Dipende dal quadro complessivo. Se il problema è solo fiscale e hai capacità di rimborso, può convenire. Se sei in sovraindebitamento, una rateizzazione onerosa può assorbire risorse che servirebbero al piano e renderlo insostenibile. La valutazione si fa su tutti i debiti insieme, non su uno alla volta.

Ho cartelle molto vecchie: sono ancora dovute?

Dipende dal termine di applicabile a quel tipo di debito e dagli atti interruttivi notificati. Chiedi l’estratto di ruolo ed esamina le date voce per voce: cartelle mai notificate, annualità prescritte e importi già pagati sono più frequenti di quanto si creda, e vanno esclusi prima di costruire il piano.

Ho aderito a una definizione agevolata ma mi chiedono lo stesso il pagamento.

Di solito il versamento non risulta registrato correttamente. Conserva le ricevute, presenta un’istanza di annullamento in autotutela con la documentazione e verifica in parallelo i termini per impugnare l’atto ricevuto, perché l’istanza in autotutela non li sospende.

Hai un problema su Sovraindebitamento e debiti? Scrivici!

Stai inviando allo Sportello +Tutela di Consumerismo No Profit APS ETS il racconto del tuo problema e i tuoi recapiti. Lo legge un operatore, che valuta gratuitamente il caso e ti risponde entro 24 ore. Non stai firmando nulla e non ti stiamo chiedendo denaro.

Non devi allegare niente adesso: tieni da parte i documenti che riguardano il tuo caso, se andiamo avanti ti diremo quali servono.

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